Mario Cucinella
Luigi Prestinenza Puglisi
www.presS/Tletter.com , 2004
Mario Cucinella è il fondatore di Mario Cucinella Architects.
Nato in Italia nel 1960, si laurea a Genova con Giancarlo De Carlo nel 1986.
Dal 1987 al 1992 lavora nello studio di Renzo Piano a Genova e a Parigi, come responsabile di progetto.
Nel 1992 fonda Mario Cucinella Architects (MCA) a Parigi e nel 1999 a Bologna.
Dal 1998 al 2006 è professore a contratto del Laboratorio di Tecnologia dell'Architettura della Facoltà di Architettura di Ferrara e dal 2004 è Honorary Professor presso la Università di Nottingham, Inghilterra. Nel secondo semestre del 2013 è Guest Professor in Emerging Technologies presso la Technische Universitat di Monaco di Baviera ed è attualmente Professore a Contratto presso la Facoltà di Architettura Federico II di Napoli.
Tiene regolarmente conferenze in Italia e all'estero. E' attualmente 'Keynote Speaker' nel comitato scientifico di PLEA (Passive and Low Energy Architecture), l'organizzazione internazionale impegnata a promuovere i principi di architettura sostenibile e progettazione urbana nel mondo attraverso conferenze, workshop e pubblicazioni. Nel 2012, fonda Building Green Futures, un’organizzazione no-profit il cui obiettivo è quello di fondere cultura ambientale e tecnologia per ricreare un’architettura che garantisca dignità, qualità e performance nel rispetto dell’ambiente.
Mario Cucinella è particolarmente interessato ai temi legati alla progettazione ambientale e alla sostenibilità in architettura. Si dedica alla ricerca e allo sviluppo di prodotti di design industriale.
Tra le sue realizzazioni più significative: il Sino Italian Ecological Building (SIEEB) a Pechino, la nuova sede del Comune di Bologna, il Centre for Sustainable Energy Technologies (CSET) di Ningbo, la sede della società 3M a Milano e la Kuwait City School, a Gaza, sviluppata in partnership con UNRWA (l'agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso ai rifugiati e profughi palestinesi e del Medio Oriente).

TESTO

Una auto-presentazione in quattro righe...
Architetto 44enne, insieme ad Elizabeth abbiamo creato l'ufficio MCA. Sono incuriosito da molti aspetti del mio lavoro, grafica, ingegneria, ricerca e talvolta il titolo di architetto mi sta un po' stretto.

Parlami del tuo recente progetto in Cina
In Cina stiamo realizzando il primo edificio a basso consumo energetico con particolare attenzione al tema delle emissioni di CO2. Promosso dal Ministero dell'Ambiente è una delle tante iniziative Italiane in Cina. L'edificio è stato studiato con il Politecnico di Milano che a come project Leader il Prof. Butera. È un'avventura affascinante e l'edificio di 20.000 mq nasce nel cuore della Tsinghua University di Pechino. C'è molto entusiasmo anche perché il cantiere sta partendo in questi giorni. Il progetto è il risultato di questa ricerca che stiamo portando avanti sul tema architettura come paesaggio e il rapporto con la tecnologia. E poi tante altre cose che potrai leggere nelle prossime pubblicazioni.

Cosa ne pensi dell' architettura in Italia oggi? E perché secondo te gli architetti italiani si occupano così poco di questioni tecniche e energetiche?
L'architettura italiana sta uscendo allo scoperto e ci sono molte realtà interessanti. Forse il cambiamento più interessante è che stanno nascendo edifici progettati non da i soliti noti. E questo fa credere ad un nuovo risorgimento della creatività italiana. Le opportunità sono ancora poche ma c'è da sperare. Per quanto riguarda gli aspetti tecnici ed energetici questi sono poco presenti perché la didattica è stata per molto tempo orientata alla composizione e non alla creatività. L'energia non è solo una fonte invisibile ma è soprattutto uno strumento creativo straordinario per immaginare edifici di nuova generazione. L'applicazione di tecnologie e l'utilizzo di energie alternative possono disegnare un nuovo scenario formale. È una bella sfida.

Il nome di un architetto italiano vivente al quale faresti costruire casa tua...
La casa è un ambito privato in cui lo spazio dovrebbe riflettere la tua sensibilità e quindi mi piacerebbe costruirla da me. Se devo rispondere direi Citterio.

Il nome di una star internazionale alla quale non fareste costruire casa tua...
Ce ne sono tanti ma sicuramente non da Moss.

Un'opera famosa di architettura che non ti dispiacerbbe affatto veder abbattuta...
Intanto stanno smontando il padiglione Ebo a Bologna (le gocce, che dopo l'intervista sono state smantellate n.d.r.) per ragioni politiche popolari e quindi non auguro a nessuno questa ricetta. E poi prima di abbattere un'opera famosa credo ce ne siano molte non famose che potrebbero essere demolite.

Cosa ne pensi dell'università in Italia? E dell'Università di Ferrara?
L'università ha bisogno di una iniezione di creatività e di nuovi metodi di insegnamento. Le università dovrebbero essere la palestra per allenare la creatività, per imparare la tecnica e poter prima di mettersi a lavorare costruirsi gli strumenti del nostro lavoro. Spesso è trattata come una pre-professione fatta non da professionisti e quindi non in grado di offrire né una preparazione professionale né una didattica nuova. Mi sono convinto che nelle scuole bisogna allevare i ragazzi alla creatività cercando di metterli nelle condizioni di poter capire le loro capacità e di tirargliele fuori. Sono contrario alle "scuole", alle tendenze e a quel fenomeno di copy per cui escono dalle scuole dei piccoli Rossi ecc. Non è un servizio didattico. Liberare le scuole da alcuni pregiudizi accademici sarà una svolta importante.
A Ferrara insegno tecnologia e l'università è un piccolo campus. Non è facile gestire le facoltà soprattutto con i budget che ci sono ma il Prof. Trippa mi lascia lavorare liberamente e credo che in questi ultimi anni abbiamo dato una idea della tecnologia più a portata di mano. Come un elemento, non l'unico, che costruisce l'architettura. Facciamo esercitazioni con gli spaghetti per costruire fragili ma resistenti strutture ed i ragazzi si devono confrontare con un problema allo stesso tempo tecnico e creativo, o padiglioni in cartone dove i ragazzi lavorano tutti insieme. Anche questo è parte del nostro lavoro essere capaci di lavorare insieme.

Una lettura che consiglieresti a un architetto, una che consiglieresti a uno studente e, infine, una che consiglieresti a un critico...
L'uomo che piantava gli alberi di Jean Giono per tutti è una favola e nello stesso tempo una metafora del rapporto paziente con la natura.

Gioco dell'aereo che precipita : Dal Co, Ciucci, Boeri, Savi, Ciorra. Ne puoi salvare uno. Chi scegli? Rigioco dell'aereo, hai paracaduti per tutti tranne che per uno. A chi lo negheresti? (non sono valide risposte dove si ipotizzano paracaduti usati da due contemporaneamente)
L'aereo precipita salvo Pippo Corra perché lo conosco gli altri non ho il piacere. Per il paracadute lo stesso a Pippo perché lo conosco e capirà.

Hai fiducia nei concorsi di architettura in Italia? Ne fai?
Non faccio attualmente molti concorsi in Italia per la semplice ragione che la gran parte dei concorsi italiani si fanno tanto per fare ma non c'è dietro un sistema che vuole costruire veramente i progetti. Molte sono le storie e spesso ti accorgi che le amministrazioni fanno i concorsi e poi non sono in grado né di gestire il risultato né tanto meno di realizzarli. Bisognerebbe che fossero tutti un po più convinti. Poi guardo le giurie e spesso si valuta da chi c'è per decidere se farlo o no. Purtroppo spesso le giurie sono piccoli luoghi di poteri e non sai mai se il giudizio non è condizionato da pregiudizi.

Mettimi in ordine di preferenza decrescente i seguenti architetti: Eisenman, Koolhaas, Moss, Hadid, Herzog e de Meuron, Gehry, Coop Himmelb(l)au, Fuksas, Piano, Moneo, Monestiroli, Grassi, Rossi, Ando (si prega di non metterli, per quanto possibile,a pari merito)...
H&dM, Piano, i lavori recenti di Eisenman, Hadid, Koolhaas, Fuksas, Moneo, Ando, Rossi, Coop Himm., Moss, Grassi e Monestiroli.

Tre parole oggi importanti
Opportunità, credibilità, professionalità.