1907… After the party – padiglione belga XI Biennale di Venezia
OFFICE Kersten Geers David Van Severen
, 2008-

Il concorso per il padiglione Belga dell’XI Mostra di Architettura della Biennale di Venezia – Out there, architecture beyond buildings, curata da Aaron Betsky, 2008 – vede vincitore lo studio Belga Office Kersten Geers David Van Severen. Con il progetto 1907… After the party lo studio di Bruxelles vuole rendere omaggio alla storia del padiglione (quello Belga fu il primo padiglione straniero nei Giardini della Biennale), mettendo in scena una festa fittizia per il centenario della sua costruzione, ad opera dell’Architetto Léon Sneyers. La posizione assunta dall’Office è chiara e sintetica: “Volevamo portare l’architettura alla Biennale di Architettura, e mostrare prima di tutto spazi reali e non una rappresentazione di essi. Questo era il nostro intento”. La richiesta, espressa dal curatore Moritz Küng, di porre l’accento sulla “critical mass” del padiglione originario e sulla centralità del suo spazio, porta l’Office a realizzare un recinto costituito da tre facciate che chiudono i lati ovest, sud ed est del padiglione. La giacitura planimetrica del recinto non coincide con quella del padiglione, che risulta pertanto isolato nello spazio del patio, come fosse un volume autonomo. In tal modo, lo stesso ambiente espositivo diviene oggetto dell’esposizione: si viene così a realizzare una “ambigua performance”, attraverso la quale il nuovo padiglione esibisce il vecchio attraverso l’atto del “metterlo in cornice”, escludendolo dal contesto della Biennale. Quella che un tempo era la facciata esterna di Sneyers, diviene dunque un interno che si apre sul nuovo spazio del patio, chiuso alla vista dei viali dei Giardini da un muro alto 6,6 m, composto da pannelli di acciaio galvanizzato di 50 x 180 cm e di 20 x 180 cm per la parte basamentale.

L’ingresso al nuovo padiglione è previsto sui lati ovest ed est, a una quota lievemente rialzata che introduce nell’intercapedine del muro-recinto. Il percorso si va a concludere sulla porta retrostante del padiglione originario, aprendosi su un inedito panorama di stanze bianche e luminose. Il passetto, che dà accesso ai nuovi interni, è risolto da un sistema composito: tubi di acciaio di 5 cm di diametro si collegano ad un sistema di giunti direzionali. Il nuovo ingresso, come un fondaco che cela e protegge, non cerca alcuna mediazione visiva e luminosa con il contesto e ciò produce un volontario effetto di straniamento, accentuato anche dalla transizione dal buio del passaggio alla forte luce degli interni, che intensifica la sensazione spiazzante di osservare una serie di stanze vuote. La nuova enfilade degli spazi espositivi, unitamente alla scelta di rimuovere le tende che coprivano i lucernari consentendo alla luce un ingresso diretto e non mediato, instaura una forte “interazione empatica” tra il dentro e il fuori. L’edificio esistente, come parte del suo immediato intorno, viene in tal modo esperito come oggetto messo in mostra “alla scala 1:1”.

L’inversione delle categorie strutturali dell’archetipo del recinto – interno ed esterno – e di ciò che era in ciò che temporaneamente è, viene evidenziata dalla scelta con cui lo studio belga definisce la costruzione: l’uso di pannelli tipici dell’attività cantieristica proiettano infatti l’intervento in uno stato di instabilità attiva, come se celasse i lavori di un qualcosa che si sta costruendo ma che in realtà si è già costruito. Si realizza così una sospensione temporale, cui contribuisce anche l’allestimento degli spazi, dove la distesa di confetti e l’arbitraria collocazione delle sedute ci ricordano, malinconicamente, che lo stiamo visitando after the party.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Superficie: 800 mq


BIBLIOGRAFIA

Walker, Enrique, Juan Antonio Cortes (a cura di). primary action, OFFICE Kersten Geers David Van Severen. 185 EL Croquis, 2016, ISBN 978-84-88386-90-8.

Geers, Kersten, David Van Severen, Giovanna Borasi. Volume 1 2-56. Verlag der Buchhandlung Walther König, 2017, ISBN 978-3-86335-924-9.


SITOGRAFIA