Air Terminal Ostiense
Julio Lafuente
Piazzale XII Ottobre 1492, 00154, Roma, 1988-1990

Opera dell’architetto di origini spagnole Julio Lafuente, l’Air Terminal Ostiense si colloca in un articolato sistema urbano reso ancora più complesso dalla presenza di numerosi nodi infrastrutturali che caratterizzano il quartiere, tra i quali la fermata della linea B della metropolitana ed il capolinea della linea ferroviaria Roma-Lido.

L’idea della realizzazione di un progetto così significativo nell’area, già in programma dal 1985, si concretizza in occasione dei mondiali di calcio del 1990, con la necessità di avere un collegamento diretto e veloce tra il centro della città e l’aeroporto di Fiumicino. La stazione viene completata in poco più di dodici mesi. Purtroppo le aspettative riposte nel progetto vengono deluse a fronte di un debole flusso di passeggeri, e al Terminal Ostiense viene preferita la Stazione Tiburtina. La struttura, priva di qualsiasi reale funzionalità, diviene in poco tempo un ‘relitto architettonico’ e dovrà attendere fino al 2012 per tornare a nuova vita.

Il contesto in cui si inserisce è alquanto frammentario: da una parte una vasta area parcheggi e subito appresso la zona residenziale; su questo versante, molto vicino al terminal, è presente un edificio a pianta circolare progettato dallo stesso Lafuente per ospitare attività pubbliche e commerciali. Dalla parte opposta trovano spazio le banchine con relative linee ferroviarie, la Stazione Ostiense e, più distanti, la Stazione Roma Porta San Paolo e la fermata della Linea B della metropolitana. L’ Air Terminal si collega a questi centri di scambio tramite appositi sottopassi. In aggiunta, un grande tunnel sospeso permette il collegamento diretto tra il terminal e la Stazione Ostiense.

Il progetto rimanda alle grandi stazioni di fine Ottocento; costruzioni realizzate con materiali quali ferro e vetro, che esaltavano il progresso tecnologico industriale. Grande ispirazione per J. Lafuente e G. Sanrocchi furono le costruzioni termali d’epoca imperiale con le loro immense e maestose arcate. La pianta è organizzata secondo una griglia modulare costituita da tre moduli accostati, rispettivamente di metri 12,5×12,5; 12,5×10 ; 12,5×12,5 ripetuti tredici volte e che ne determinano le dimensioni totali (mt 35×162,5). L’edificio si compone di un lungo corpo centrale dotato di copertura a forma di volta a botte, probabilmente un rimando dell’imponente copertura del Crystal Palace di Joseph Paxton, in cui sono incastrati trasversalmente due corpi stretti, anch’essi con medesima volta a botte: l’incastro genera la tipica volta a crociera utilizzata nella Roma antica. Ai lati esterni un portico ritma la composizione, interrompendosi solo in corrispondenza dei grandi archi. La distribuzione planimetrica si articolava su due livelli. A terra le attività e i servizi erano collocati nelle fasce laterali, mentre la parte centrale, escludendo i collegamenti verticali, era adibita al traffico passeggeri. Al primo livello lo schema distributivo era identico ma le uniche attività presenti erano quelle commerciali e degli uffici delle Ferrovie Dello Stato.

Nel 2012 gli ambienti interni del Terminal vengono completamente ristrutturati per accogliere la sede di Eataly di Roma. L’intervento, si sviluppa su quattro livelli tutti connessi da tapis roulant posti alle estremità dell’ edificio (nel senso della lunghezza). Una serie di scale collocate all’interno delle volte trasversali collegano il piano terra al primo e secondo livello. Qui come al centro della struttura si sviluppa uno spazio a tutt’altezza che diffonde la luce filtrata da ampie vetrate. Per quanto riguarda i materiali, troviamo essenzialmente l’acciaio e il vetro. Nel basamento è stato utilizzato il mattone tessuto con i corsi a 45°. Uno scheletro tubolare metallico centinato con archi a tutto sesto sorregge i pannelli in lamiera di rame della copertura. Le ampie vetrate si innestano negli archi e vengono sorrette tramite un’ossatura in acciaio.


VIDEO

DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

COLLENZA, Elisabetta. Le Stazioni Ferroviarie a Roma, la tipologia del fabbricato viaggiatori. Roma: Officine Edizioni, 1996.

MURATORE, Giorgio, Clara Tosi PAMPHILI (a cura di). Lafuente: Opere 1952-1992. Roma: Officina Edizioni, 1992.