Ampliamento del Museo Emilio Caraffa
GGMPU Architects, Lucio Morini
Av. Poeta Lugones 411, X5000HZE Córdoba, Argentina, 1916-2008

Di fronte a Plaza España, nella città di Córdoba, il quasi centenario Museo Emilio Caraffa è stato recentemente oggetto di un intervento di ampliamento e ristrutturazione moderno e funzionale.
Museo ad opera dell’architetto ungherese Johannes Kronfuss, realizzato nel 1916 in stile neocoloniale, è caratterizzato da un forma curvilinea che per il suo stesso orientamento, permette alla luce naturale di illuminare le sale espositive interne dalle numerose aperture (porte, finestre, lucernari) consentendo al visitatore di osservare le opere apprezzandone i cromatismi originali.

L’edificio è stato ristrutturato ed ampliato tre volte dalla sua inaugurazione: nel 1938 l’architetto Bottaro adottò un approccio razionalista per l’ala IPEF (El Instituto del Profesorado de Educación Física); nel 1962 il team di architetti guidati da Luis Martinez e Hugo E. Gilardi (nipote di Juarez Cáceres) esegue un ulteriore ampliamento di matrice brutalista. Infine nel 2006 viene effettuata una più imponente espansione e rimodellazione del Caraffa Museum, e venne quindi affidato il compito a GGMPU + Lucio Morini di progettare il nuovo volume al fine di collegarlo ai due edifici esistenti, il museo e l’IPEF, del cui disegno invece vennero incaricati gli architetti MZARCH.

Introducendo un linguaggio ispirato alla tradizione europea contemporanea, la proposta dei progettisti segue con rigore la linea guida originaria che prevedeva la conservazione della maggior parte dei prospetti e degli orizzontamenti dei vecchi edifici, accompagnandone il ritmo ed il movimento tramite l’utilizzo di strutture in metallo e rivestimenti in vetro semitrasparente.
L’idea dell’intervento si basa infatti sul progettare un edificio che si sviluppasse nello spazio, unendo tutte le parti esistenti, permettendo però loro di mantenere la propria individualità e il proprio carattere evidente. L’edificio presenta affacci e collegamenti caratterizzati da ampie vetrate, che con l’uso di materiali quali U-Glass e policarbonato, permettono alla luce di entrare e mutare delicatamente a seconda dell’ora del giorno e consentono, secondo lo stesso Morini, “di vedere una parte delle viscere dell’edificio, quasi magicamente”. Di notte le nuove strutture di collegamento, illuminate, ribaltano l’immagine dell’edificio assumendo un ruolo protagonista nella composizione. La distribuzione interna consente al visitatore, attraverso un’articolata sequenza di collegamenti orizzontali e verticali, di esplorare gli spazi, generare i propri itinerari o muoversi attraverso percorsi prestabiliti.

Attualmente il museo ospita altre nove sale espositive per mostre contemporanee di artisti locali e nazionali. A questo si assommano delle funzioni accessorie votate alla raccolta, alla conservazione, allo studio e alla promozione delle arti visive. Gli archivi per la custodia delle opere rispondono alle più stringenti norme Internazionali di conservazione e sicurezza.
Considerato non solo per la sua variegata offerta espositiva, il museo si propone anche come un luogo per il tempo libero, per la formazione e l’apprendimento grazie ad un’ampia caffetteria e una biblioteca, entrambe con accesso diretto dalla piazza antistante.

 


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DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

Saravia, Carlos Sanchez. Patrimonio Ferreyra Caraffa. In: LMD Patrimonio. 2013, n. 12, .