Ampliamento dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile
Metamorph Architetti
Via dei Piceni, Roma, RM, Italia, 1980-1995

L’ampliamento dell’istituto di Neuropsichiatria infantile dell’Università di Roma è situato nel quartiere San Lorenzo, nel lotto d’angolo tra via Dei Reti e Via Dei Piceni. Il quartiere, nato a fine Ottocento, risulta essere destinato fin dall’inizio ai ceti popolari, caratterizzato fortemente da un’ edilizia semplice. Il lotto in questione è estremamente frammentario per diversi motivi: la presenza di destinazioni d’uso diverse, l’essere stato colpito dal bombardamento del 1943 ed infine l’essere stato sottoposto ad interventi di ristrutturazione scaglionati nel tempo. Uno dei principali obiettivi dei progettisti è quello di trovare un forma di integrazione tra il quartiere ed il nuovo edificio, in modo tale da non farlo risultare come un intruso ma, come parte integrante dell’ambiente circostante.

Il programma predisposto dall’istituto di Neuropsichiatria infantile, formulato sulla base di particolari e documentate esigenze, è articolato in quattro funzioni: un gruppo di psicoterapia, un centro adolescenti, un gruppo per la cattedra di igiene mentale, un centro antidroga. Nell’edificio queste quattro funzioni sono state collocate a diverse quote per ragioni organizzative. Esse danno vita a tre diversi tipi di spazio: uno frequentato dal pubblico è libero e continuo (la sua architettura segue il criterio dell’edificio a gallerie, dove luce, vetro, colore e piante, sdrammatizzano nei loro limiti i problemi impliciti di questo tipo di assistenza sanitaria), a questo spazio appartengono i percorsi interni, le sale di riunione, il collegamento aereo con il vecchio edificio, le scale. Il loro carattere è intenzionalmente aperto e sereno. L’altro spazio, destinato alla psicoterapia individuale, è raccolto e protetto ma, nello stesso tempo, reso gradevole dalla particolare geometria delle fonti di luce; vi appartengono le salette di terapia, il centro adolescenti, il centro droga, la nuova cattedra. Un terzo sistema è quello del suolo, adibito all’uso collettivo da parte dei piccoli pazienti. La sua conformazione garantisce la piena fruibilità di un giardino, di un teatro all’aperto con giochi e animazioni comprendente sculture d’autore.

La costruzione della nuova ala dell’istituto presenta diversi problemi: tentare di restituire al lotto un’unità organica finora inesistente, concependolo come un unità urbana nel tessuto del quartiere. Vi è poi un’altra questione, la scarsità dei metri cubi costruibili per vincoli di Piano Regolatore che pone dei limiti alle dimensioni del progetto; ed è proprio su questo che si concentrano i progettisti trasformando quelle “quantità “ in “qualità” urbane. Si è pensato cioè di collocare il volume pieno in alto, in continuità con la linea del cornicione degli edifici preesistenti, riconquistando al piano terreno un più libero uso del suolo. Oggi l’edificio ospita la nuova sede del Centro InfoSapienza progettata nel 2012 dallo studio Metamorph, la nuova destinazione non modifica l’immagine esterna dell’edificio mentre la distribuzione interna è caratterizzata da open space.

I materiali prescelti tengono conto del contesto del quartiere, per il quale sembra appropriata l’adozione di pannelli di graniglia a tinta base color pozzolana e cemento, analogo è il colore delle piastrelle, del cemento armato per la struttura portante e del vetro atermico per le fonti di luce. L’ impianto di parziale condizionamento d’aria deve tenere conto della minima rumorosità garantendo il minimo disturbo possibile per la psicoterapia.


BIBLIOGRAFIA

De Giorgi, Gabriele, Alessandra Muntoni, Marcello Pazzaglini. Periferia. In: Metamorfosi - Quaderni di Architettura. Roma: Autogestita, 1988, n. n°9, 1988 p. pag 17-25.