Basilica dei Santi Pietro e Paolo
Arnaldo Foschini
Piazzale dei Santi Pietro e Paolo, 8, Roma, 00144 RM, Italia, 1939-1955

La Basilica dei Santi Pietro e Paolo all’EUR ha una storia che, sebbene recente, è ricca di eventi straordinari sia per i fedeli residenti nel quartiere, sia per tutti quelli provenienti da altre zone di Roma. È senza dubbio una delle chiese più note tra quelle della “Roma moderna”, contraddistinta dalla grande cupola che si staglia nel cielo dell’EUR. Dedicata ai Santi Patroni di Roma Pietro e Paolo, risente di quell’impostazione monumentale che caratterizza tutto il quartiere delle esposizioni e diviene l’emblema religioso della “Terza Roma”, che si doveva espandere verso il “Mare Nostrum”. Disposta su di un colle nella zona più elevata dell’EUR, si distingue in lontananza e, insieme al “Colosseo quadrato”, è uno degli edifici più riconoscibili di tutta l’Esposizione. Una scelta non casuale: il Palazzo della Civiltà Italiana e la Basilica di SS Pietro e Paolo, simboli dello stato laico e della religione cattolica, volevano dimostrare, con la loro vicinanza, il pacifico dialogo tra Fascismo e Vaticano sancito dai Patti Lateranensi del 1929. La Basilica è posta in asse lungo il viale diretto all’Archivio Centrale dello Stato, costruito all’epoca per ospitare la mostra delle corporazioni e dell’autarchia. L’edificio, progettato dall’architetto Arnaldo Foschini nel 1938, è a croce greca (atipica per i progetti legati al culto dell’epoca, tutti a croce latina) ed è caratterizzata da una struttura in cemento armato sormontata da una cupola di notevoli dimensioni, con un diametro di 31 metri. Il progetto iniziale prevedeva che la cupola assumesse una colorazione giallo oro affinché avesse maggiormente risalto, ma progettisti e costruttori, costretti da alcune difficoltà riscontrate durante i lavori, optarono per una copertura di elementi in ardesia di colore grigio che si adattava maggiormente al resto dell’edificio. Pietra di “Chiampo paglierino di Vicenza” e travertino romano rivestono le pareti della Basilica all’estradosso. Le pitture variopinte della cappella, le vetrate degli occhialoni e il pavimento di marmo colorato fungono da contrasto alle pareti bianche nell’intradosso. Solamente il 29 giugno del 1955 fu aperta ufficialmente al culto, sebbene agli inizi del secondo conflitto mondiale la basilica fosse già in uno stato di realizzazione avanzato. Le due colossali statue di S.Pietro e S.Paolo poste nel piazzale prospiciente l’edificio sin dai primi mesi del 1942, sono due degli elementi che rappresentano maggiormente la basilica. Oggi, nonostante l’intero quartiere abbia subito modifiche e integrazioni costituite da edifici residenziali e da moderni uffici, la Basilica domina ancora il cielo dell’EUR.


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DISEGNI / ELABORATI

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La Basilica presenta una pianta centrale con 4 avancorpi sui quali si aprono nicchie quadrate arricchite nei rigidi prospetti da decorazioni a bassorilievo.
Sull'avancorpo che dà sulla scalinata, si trova il grande portale d'ingresso in bronzo posto in opera nel 1953 (opera di G. Primi), sul quale sono narrati episodi della vita dei due Santi.
Un vasto ambiente circolare, spoglio, con alcuni elementi decorati caratterizza l'interno della chiesa. Degna di nota è l'opera raffigurante "Cristo nel tappeto di Grazia" di Attilio e Sergio Selva, posta dietro l'altare maggiore. Da sottolineare sono anche i mosaici che raffigurano L'immacolata concezione e San Francesco opera di B. Saetti e G. Hajnal nei bracci della croce greca.
La grande cupola, elemento caratterizzante la basilica, fu ultimata come struttura nel 1943. Le sue dimensioni la rendono una delle maggiori in assoluto dell'Urbe. La lanterna raggiunge i 114,60 metri, mentre alla base la cupola raggiunge quota 100,50 metri. Nel progetto originale doveva essere rivestita all'interno da una decorazione a cassettoni, che divenne poi un motivo a croci e riquadri, mentre l'alto tamburo circolare traforato da otto occhialoni doveva essere ricoperto internamente da affreschi che non furono più realizzati.
All'esterno troviamo invece l'inusuale trattamento superficiale costituito da squame di ardesia.
Per quanto riguarda le statue monumentali poste all'ingresso della Basilica, il modello di S.Pietro progettato dallo scultore Ponzi é terminato e posto in opera nel 1957. Questa è però la seconda versione della statua che sostituì quella che il 27 settembre del 1942 viene distrutta in mille pezzi da un violento uragano che ha colpito l'intera zona a sud di Roma. Il modello definitivo della statua di S.Paolo, realizzata in travertino negli scantinati del palazzo della civiltà italiana, fu ultimato nell'agosto del 1943 ma la mancata costruzione del piedistallo ritarda la posta in opera al giugno del 1955 in occasione dell'apertura al culto della basilica.
La Basilica dei SS. Pietro e Paolo è un dei pochi edifici del progetto E42 terminati, anche se non completamente, allo scoppio della seconda guerra mondiale. L'edificio ha subito importanti danni durante il conflitto mondiale, così come l'intero quartiere EUR, per essere poi ristrutturato sin dai primi mesi del 1945. Nel 1965 assume il titolo di Basilica solo dieci anni dopo l’apertura al pubblico del 1955 . Negli ultimi anni, a causa di alcuni cedimenti, soprattutto nel portone d'ingresso, la Basilica è stata soggetta a opere di restauro e consolidamento che hanno interessato anche i solai degli ambienti circostanti l'aula della chiesa, le coperture piane, il pavimento interno ed esterno e la gradinata di accesso.


BIBLIOGRAFIA

GENTILE, Emilio. Fascismo di Pietra. Bari: Editori Laterza, 2007.

ALEMANNO, Massimo. Le chiese di Roma moderna. Roma: Armando Editore, 2007.

CALVESI, Maurizio, Enrico GUIDONI, Simonetta LUX (a cura di). E 42. Utopia e scenario del regime / Urbanistica, architettura, arte e decorazione. Venezia: Marsilio S.R.L., 1987.

PIRAZZOLI, Nullo. Arnaldo Foschini. Didattica e gestione dell'architettura in Italia nella prima metà del Novecento. Faenza: Faenza Editrice, 1979.