Basilica del Sacro Cuore di Cristo Re
Marcello Piacentini
Viale Giuseppe Mazzini, 32, Roma, 00195 RM, Italia, 1920-1936

La Basilica del Sacro Cuore di Cristo Re, o anche Tempio della Pace (in ricordo dei caduti della prima guerra mondiale), è uno dei primi esempi di razionalismo italiano legato agli edifici di culto. Opera di Marcello Piacentini e commissionata dal Padre Dehoniano Ottavio Gasparri nel 1920, si trova all’interno del quartiere “delle Vittorie”, al tempo in forte espansione (per ulteriori approfondimenti è possibile consultare la scheda “Quartiere di Piazza d’Armi”).

Di questa chiesa furono redatti due progetti. Il primo, iniziato nel maggio del 1920 si interruppe bruscamente in seguito alla morte di Padre Ottavio Gasparri nel 1929.

Alla ripresa dei lavori nel 1931, il progetto iniziale subì una radicale trasformazione. Piacentini, durante gli anni di interruzione dei lavori, ragionò sulla planimetria della chiesa. Solitamente le chiese possono presentare due schemi planimetrici fondamentali, lo schema di pianta a croce latina e quello a croce greca. Secondo Piacentini il primo schema permette al visitatore di accorgersi della presenza della cupola soltanto dopo aver attraversato tutta la navata. Al contrario, nel secondo schema, la presenza della cupola si nota immediatamente dall’ingresso e l’immaginazione di chi entra nella chiesa subisce un’impressione troppo improvvisa. Di conseguenza la pianta è un ibrido tra un impianto a croce greca e a croce latina con il transetto avanzato, consentendo alla cupola di dominare il transetto come nelle chiese a croce latina, ma senza una navata eccessivamente lunga.

La Basilica può contenere fino a quattromila persone ed è suddivisa in tre navate di cui quella centrale è lunga circa 70 metri. L’incrocio del transetto è sormontato da una cupola semisferica alta 36 metri e di 20 metri di diametro. Anche l’abside è sormontato da una cupola di minori dimensioni. Le cappelle laterali, di forma semicilindrica, sono caratterizzate da un basso zoccolo e una parete altissima.

La chiesa presenta una facciata rettangolare solenne e proporzionata, con due campanili gemelli leggermente arretrati. E’ caratterizzata da tre portali, le cui proporzioni sono ricavate da un arco trionfale romano. Le superfici esterne sono caratterizzate da una cortina in mattoni, disposti in filari triplici e doppi alternati, con differente aggetto, secondo una studiata disposizione. Le cornici invece sono in travertino. Al di sopra del portone principale è presente un altorilievo raffigurante il Sacro Cuore di Cristo Re di Arturo Martini, mentre i portali laterali sono sormontati da simboli in ferro battuto di Isnaldo Petrassi. L’ingresso alla chiesa è preceduto da una scalinata anch’essa in travertino.

L’interno della chiesa è dominato dal tono rosso del pavimento porfirico, che rileva ed innalza le superfici in intonaco grigio/rosso delle pareti e del largo basamento di travertino lucidato. Pochi, sobri accenti di colore e di chiaroscuro sono ottenuti con il verde degli altari, con le transenne dorate dei cori e con le incassature dei confessionali. Le superfici affrescate di Achille Funi rappresentano la trasgressione più significativa all’austerità generale degli ambienti interni. Per quanto riguarda il repertorio decorativo vanno menzionate: una Via Crucis di Alfredo Biagini, il gruppo del S. Giovanni sul fonte battesimale, i bassorilievi dei Cibori e le figure sulle lampade laterali dell’altare maggiore di Corrado Vigni.


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

MURATORE, Giorgio. Roma: guida all'architettura. Roma: L'Erma di Bretschneider, 2007.

ALEMANNO, Massimo. Le chiese di Roma moderna - Vol.II. Roma: Armando Editore, 2006.

REMIDDI, Gaia, Antonella GRECO, Paola FERRI. Il moderno attraverso Roma: guida a 200 architetture e alle loro opere d’arte. Roma: F.lli Palombi, 2000.

PIACENTINI, Marcello, Adriano PRANDI, Beniamino ZAMBETTI. Tempio di Cristo Re, Le Chiese di Roma illustrate - Vol.65. Roma: Marietti, 1961.