Borgata del Trullo. Case a ballatoio
Roberto Nicolini, Giuseppe Nicolosi
Via del Trullo, 411, Roma, RM, Italia, 1939-1940

Borgata del Trullo

Area totale mq 98.300; alloggi 959, vani 3443. Costruita nello stretto fondovalle, attraversato prima dell’intervento da un corso d’acqua, appartiene al gruppo delle borgate costruite dall’IFACP lontano dalla città costruita. Questa condizione, comune ad altri interventi coevi, consentì di sperimentare soluzioni planimetriche e tipologie tracciate e codificate in quegli anni sulla carta, così che il Trullo, anche se attento alla morfologia del luogo, è uno dei possibili risultati che si ottengono manipolando i pezzi di quel campionario.

Entra qui in vigore la lottizzazione aperta che sancisce lo svincolo dei fabbricati dal perimetro del lotto e una sorta di gioco sul loro orientamento. Assistiamo al perentorio abbandono dell’architettura “eclettica e passatista” e all’introduzione di canoni che la manualistica definisce moderni. Case in linea e a ballatoio, ridotto numero di piani, struttura portante in muratura, facciate lisce, trattate ad intonaco e semplicemente tinteggiate, alloggi modulari ripetuti in serie: in ogni elemento la più rigorosa, geometrica essenzialità. I corpi di fabbrica, ognuno con il giardino interno, sono accoppiati o in serie.

Case a ballatoio

Disposti a pettine rispetto all’andamento planimetrico principale, gli edifici hanno tutti lo stesso orientamento per privilegiare, insieme al disegno dell’impianto urbano, l’esposizione delle abitazioni, come si raccomandava sul Manuale IFACP.

La ricerca sul tipo edilizio a ballatoio è caratteristico di questa fase dell’edilizia popolare romana: non sembra infatti che siano stati costruiti tipi simili in altre parti della penisola, tranne che sporadicamente. Perciò possiamo definire tale elaborazione come un contributo originale, prerogativa di queste borgate. I progettisti che vi si dedicarono dal 1935 al 1940 hanno raggiunto talvolta una notevole espressività e una pensata aderenza tra forma e funzione secondo il tema razionalista.

 

 


IMMAGINI

DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
REMIDDI, Gaia, Antonella GRECO, Antonella BONAVITA, Paola FERRI, Il moderno attraverso Roma. Guida a 200 architetture e alle loro opere d’arte. Scheda di Antonella Bonavita e Gaia Remiddi
Fonte

ALTRE INFORMAZIONI

Il nucleo progettato da Nicolini e Nicolosi propone due elementi base riuniti in serie o accoppiati in fabbricati di due otre piani.
Il primo tipo presenta quattro alloggi per piano serviti da ballatoio con un'unica scala disposta in testata. Ogni alloggio ha tre camere, bagno e cucina.
Il secondo tipo ha tre alloggi per piano, due di due camere bagno e cucina e uno di due camere, bagno e cucinotto.
Il lotto centrale è formato da sei fabbricati a 2 piani e nove a tre piani per 252 alloggi. Il lotto a sud ha due fabbricati a due piani per 24 alloggi. Il lotto a nord è composto da tre fabbricati a tre piani per 60 alloggi.
Il nucleo offre in totale 336 alloggi disposti tra via del Trullo e viale Ventimiglia.
Il sistema costruttivo si basa su fondazioni e zoccolatura in muratura di tufo e strutture portanti in conglomerato di pomice.


BIBLIOGRAFIA

Villani, Luciano. Le borgate del fascismo. Milano: Ledizioni, 2012, ISBN 9788867050147.

IFACP, . Case popolari. Norme e tipi. Roma: , 1939.

ATER, . Roberto Nicolini architetto. a cura di R. Nicolini, A. Nocera. Roma: ATER, 2008.

Piero Ostilio, Rossi. Quartieri demoliti a Roma nel dopoguerra. Rinnovo urbano e sostituzione edilizia: l’esempio delle borgate. In: AR. 2005, n. 59, .

Bonavita, Antonella, Gaia Remiddi (a cura di). Borgata del Trullo. Case a ballatoio In: Il Moderno attraverso Roma. Guida a 200 architetture e alle loro opere d’arte. a cura di Gaia REMIDDI, Antonella GRECO, Antonella BONAVITA, Paola FERRI. Palombi, 2000, p. Groma Quaderni, 9, ISBN 88-7621-099-7. .