Casa-Albergo
Luigi Piccinato
Via Giovanni Nicotera, 26, Roma, 00195 RM, Italia, 1938-1943

La Casa-albergo è stata costruita in uno dei lotti destinati a villini nel concorso per l’Esposizione del 1911, ma rimasti poi inutilizzati. Realizzata da Luigi Piccinato in collaborazione con l’ingegner Giulio Landi, rappresenta una delle più note architetture nel panorama romano ante-guerra.

L’edificio si compone di tre parti principali: un muro lungo e continuo posto sul filo stradale, contenente le autorimesse; il blocco delle abitazioni, arretrato rispetto al muro basamentale e diviso in due volumi ricuciti tra loro dalle scale; i ballatoi lasciati in vista nello spazio che separa le due “torri”. Le facciate delle residenze verso via Nicotera vengono svuotate con dei terrazzini in aggetto ritmati da sporgenze murarie trattate in superficie (a pietra) diversamente dalla restante muratura (ad intonaco) per accentuarne le diverse funzioni.

Il linguaggio della scomposizione quadridimensionale, già intrapreso nella Villa Bossiner, non giunge ancora ad una piena maturazione. In questo progetto Piccinato “pur rimanendo lontano dalla complessità volumetrica espressa da Theo van Doesburg e Cor van Eesteren nel tema omonimo svolto dai due in un progetto del 1923, si svincola dalla rigidezza stereometrica, in particolare nella facciata anteriore, proponendo due volumi separati che vengono ricuciti dal tracciato delle scale e dei ballatoi” (De Sessa).

Gli alloggi sono funzionalmente all’avanguardia per quegli anni: ampi monolocali con angolo cottura e bagno, destinati a single o a coppie desiderose di una vita priva delle preoccupazioni domestiche. Per ogni abitazione infatti era previsto un servizio di pulizia giornaliera, il primo esempio di casa albergo in Italia.

Nella casa-albergo non manca un riferimento a Le Corbusier e alla sua poetica della sovrapposizione di “ville indipendenti”. Nell’attico Piccinato contrae la volumetria dei due blocchi, lasciando spazio a due terrazzi che percorrono tutto il perimetro del reciproco blocco. Nel muro a filo stradale pratica tre aperture; la centrale in corrispondenza del vuoto delle scale e le altre alle estremità dei due volumi. Lo schema compositivo è senz’altro ripreso dalla casa Rustici a Milano di Terragni.

A progetto quasi ultimato, l’edificio subisce un improvviso ridimensionamento, a causa dei problemi economici derivanti dal conflitto mondiale. Vengono così eliminati arredi e decorazioni esterne come tendaggi, ceramiche e pergolati, lasciando solamente l’essenziale. Negli ultimi anni alcuni lavori hanno comportato delle piccole modifiche nel piano terra, originariamente adibito a servizi per le residenze (ristorante, bar, lavanderia, telefoni), mentre il coronamento è stato eliminato, ma è rimasta invariata la funzione originaria di residence.


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma, Guida all’architettura moderna, 1909-2011. 4 Roma: Editori Laterza, 2012.

MEZZETTI, Carlo. Il disegno della palazzina romana. Roma: Edizioni Kappa, 2008.

DE SESSA, Cesare. Luigi Piccinato architetto. Bari: Dedalo, 1985.

SUDJIC, Deyan (a cura di). domus 1928–1999, vol. II. Milano: TASCHEN Gmbh, 2006.