casa alle zattere
Ignazio Gardella
Fondamenta Zattere Allo Spirito Santo, 401, 30123 Venezia, VE, Italia, 1953-1958

Nel 1953 la Società Immobiliare Santo Spirito per conto di Annamaria Cicogna Volpi commissiona l’opera all’architetto Ignazio Gardella. I primi elaborati si fondano su un rilievo sbagliato del lotto che riportava il fronte lungo le Zattere come rettilineo. Tale circostanza tuttavia non impedisce al Gardella di realizzare la sua opera così come l’aveva concepita sin dall’inizio, riprendendo l’allineamento delle fondazioni degli edifici preesistenti, tecnica tipica veneziana. In particolare l’elemento della finestra tipo rimarrà inalterata nello sviluppo del progetto fino a realizzazione dell’opera. Lo stesso Gardella la definisce :”La finestra lunga propria della casa veneziana.” L’edificio viene ultimano nel 1958 e nel 1995 la Sovrintendenza veneziana che quasi quarant’anni prima aveva imposto l’eliminazione delle terrazze al primo piano privando per tanto la facciata di un ordine geometrico decreterà il vincolo di “tutela di artisticità” .

La Casa alle Zattere detta Condominio Cicogna, si raccorda alla chiesa dello Spirito Santo attraverso una campata arretrata rispetto al filo della chiesa e misurata sulla quota d’imposta del timpano. L’edificio presenta due corpi indipendenti caratterizzati da uno sfalsamento di circa un metro. Al piano terra troviamo due ingressi, uno su Calle dello zucchero e un altro su Fondamenta delle Zattere. Tale piano è riservato ai servizi e ad un appartamento rialzato di un metro rispetto al livello della strada. Il quarto e quinto piano risultano arretrati ed ospitano un grande appartamento-villa con terrazza perimetrale. Per i restanti piani la distribuzione dei quattro appartamenti (due di taglio grande sul Canale e due di taglio piccolo-medio sulla calle) riprende quella tipica veneziana che vede il salotto protagonista.

Osservando la facciata dell’edifico saltano agli occhi i parapetti traforati, le aperture romboidali e le analogie con la Ca’ d’Oro. Come la Ca d’oro l’architettura di Gardella in facciata si distinguo in due fasce asimmetriche , la prima formata da una una spalletta cieca e tre finestre e la seconda , più grande, caratterizzata da grandi aperture, balconi con parapetti forati arretrati rispetto al filo dell’edificio.
L’inserimento di un nuovo progetto in un contesto come Venezia risultava e risulta di particolare difficoltà. All’epoca, infatti, era ancora aperta la polemica per la mancata realizzazione del Masieri Memorial Di F.L. Wright. Diverse sono state le considerazioni sull’opera di Gardella: Samonà in un articola del 1958 di Casabella afferma che l’architetto era riuscito in una rivisitazione attenta e mediata del contesto veneziano; Rogers non vede contrasti tra l’opera ed il suo contesto anche se è critico sull’eco delle forme veneziane che individua nell’architettura. Zevi ed Aldo Rossi sono invece perplessi sul significato didattico dell’opera.


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

Guidarini, Stefano. Ignazio Gardella nell'architettura italiana : opere 1929-1999. Milano: Skira, 2002.

Zermani, Paolo. Ignazio Gardella. Bari: Laterza, 1991.

Casamonti, Marco (a cura di). Ignazio Gardella architetto (1905-1999): Costruire le modernità. Milano: Electa, 2006.

. Una casa di Gardella a Venezia. In: Casabella-continuità : rivista internazionale di architettura. 1958, n. 220, .