Casa delle Armi
Luigi Moretti
Viale dei Gladiatori, 4, Roma, RM, Italia, 1933-1937

La Casa delle Armi o Accademia della Scherma, opera di un giovane Luigi Walter Moretti, sorge a Roma, in stato di parziale ma evidente degrado, all’ estremità Sud del Foro Italico, sulla destra dell’asse che passa sul Tevere per il nuovo Ponte della Musica. Vittima di una damnatio memoriae per motivi storico-ideologici e di un utilizzo nel corso del tempo per funzioni inattinenti con il programma originale (da aula bunker per processi terroristici negli anni ’80 a caserma dei carabinieri), ora in mano al CONI in attesa di essere valorizzato, l’opera è giustamente inserita tra i prodotti d’eccellenza del razionalismo italiano.

Qui Moretti si destreggia con disinvoltura tra lo spirito classicista del modernismo fascista e le istanze europee di trasparenza e leggerezza. I due parallelepipedi ben distinti, disposti a L e connessi quasi deliberatamente da due passerelle in quota all’altezza dei lati corti a Sud-Ovest, sono di fatto uniformati sia a livello di epidermide, trattata come una membrana di masselli in bianco marmo di Carrara puntigliosamente levigati, sia nell’altezza della soletta di copertura. Se sul fronte Sud la facciata si impone come una pura e materica parete marmorea, svoltando sul lato Ovest la facciata si anima di una breve suggestione zoomorfa ellissoidale, prima di tornare al pacato ritmo di un ordine di tre file di lunghe e basse bucature. La chiusura del fronte su strada lascia intuire una opposta grande apertura sul lato della corte: il volume a Sud, che sul fronte stradale presentava la più assoluta opacità, a Nord si abbandona alla totale trasparenza di una vetrata a tutta altezza introdotta da un ampio mosaico con figure mitologiche. Mentre nell’altro edificio, seguendo le leggi michelangiolesche di proporzione che vogliono la distribuzione del peso della facciata in alto, Moretti descrive in basso una fascia vetrata che, proseguendo anche sul lato Nord, lascia fluttuare la texture marmorea sovrastante.

Per quanto riguarda il rapporto con il contesto, sul lato corto del primo fabbricato lunghi tagli orizzontali si contrappongono a Est, in un gioco mimetico, alla Foresteria, la seconda ala che completa l’ingresso meridionale all’ambizioso progetto del foro Mussolini, pensato da del Debbio e dal direttore della ONB Renato Ricci come il fulcro dell’educazione ginnico-musicale della gioventù. Concepita in seno a questo ideale e sviluppata nel giro di quattro anni, quella che nasce come la “Casa Balilla Sperimentale” è il tentativo di sublimare in un evento architettonico la filosofia paideutica fascista, basata sul culto della prestanza fisica e l’adesione ai dettami del regime, attraverso un ardito, benché acerbamente risolto, programma che risulta non tanto funzionale, quanto più simbolico e cerimoniale. Accedendo dall’ingresso di rappresentanza sul lato corto ad Est si può scendere una scalinata verso un’ aula destinata ad esposizioni, oppure imboccare il sinuoso corpo scala elicoidale a destra, o in alternativa salire attraverso gradini meno cerimoniosi sullo stesso lato, e guadagnare il primo piano, spazio a doppia altezza ed ampiamente illuminato adibito a biblioteca. Da questo si entra nel volume a pianta ovoidale che accoglie una sala riunioni e un corpo scala a chiocciola che porta al sottostante ingresso degli allievi a pavimentazione musiva opera dello stesso Moretti.  Attraverso la passerella in quota, si raggiunge l’edificio adiacente della palestra. Quest’ultima, larga 25 metri e lunga 45, sorretta da un interessante sistema strutturale a due semi-volte sfalsate sorrette da mensole in calcestruzzo armato, è scandita in due parti funzionalmente diverse e spazialmente separate da un setto.  Su uno dei lati lunghi corre un affaccio sullo smaterializzato ambiente a tutt’ altezza che ospita la pedana, illuminata dalla fascia vetrata in basso e per mezzo dell’asola luminosa ottenuta dalla differenza di quota delle mensole; sull’altro versante la parete definisce un angusto ambulacro con le docce, su cui aggettano due ballatoi in cui sono disposti armadietti e spogliatoi.


VIDEO

DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio78884209917.. Roma, Guida all’architettura moderna, 1909-2011.. 4 Roma: Editori Laterza, 2012.

FERRARI, Mario. Luigi Moretti. Casa delle Armi nel Foro Mussolini 1933-1937. Bari: Ilios, 2010.

NIZZI, Alessandra, Marco GIUNTA. La forma violata. Cronache della Casa delle Armi di Luigi Moretti al Foro Mussolini (1936-2009). Roma: Aracne, 2010.

REICHLIN, Bruno, Letizia TEDESCHI. Luigi Moretti: Razionalismo e trasgressività tra barocco e informale. Roma: Electa, 2010.

NIZZI, Alessandra, Marco GIUNTA. Luigi Moretti, la Casa Sperimentale Balilla al Foro Mussolini. Roma: Aracne, 2006.

GRECO, Antonella, Gaia REMIDDI. Il moderno attraverso Roma: guida alle opere romane di Luigi Moretti. Roma: Palombi Editori, 2006.

FINELLI, Luciana. Luigi Moretti: la promessa e il debito. Architetture 1926-1973. Roma: Officina Editori, 2005.

SEVERATI, Carlo, Flavia LORELLO. Il progetto di Luigi Walter Moretti e le cronache della palazzina della Scherma nei fondi dell'Archivio centrale dello Stato. Roma: Edizioni Kappa, 2005.

LUCENTE, Roberta. Luigi Moretti: casa delle armi al Foro Italico. Torino: Testo & Immagine, 2002.

DAL CO, Francesco. La casa delle Armi di Luigi Moretti e il destino del Foro Italico. In: Casabella, rivista internazionale di architettura e urbanistica. 2000), n. a. 64, n. 682 (ottobre), p. 4-7.