Casa Malaparte
Adalberto Libera
Via del Pizzolungo, 19, 80073 Capri NA, Italia, 1938-1942

“Le case le vorrei tutte di bella pietra, ben squadrate, con le altane aperte sui golfi del cielo..”

Queste parole di Curzio Malaparte, scritte ancor prima dell’inizio della costruzione della casa, non solo descrivono profeticamente il rapporto tra la casa ed il paesaggio circostante, ma premonizzano anche le vicende travagliate che hanno portato alla realizzazione di una delle più significative architetture del secolo scorso. La casa, opera di Adalberto Libera, ma con un apporto non poco influente dello scrittore Curzio Malaparte e del costruttore Adolfo Amitrano, si erge sul promontorio quasi inaccessibile di Punta Masullo, situato nell’estremità Est dell’isola di Capri.

In questa casa la scala è l’edificio, non un semplice elemento di distribuzione. Questo fortissimo gesto formale consente di trasformare il terrazzo in una stanza a cielo aperto, in cui l’unico ornamento è rappresentato dal ricciolo bianco, un elemento che ha il duplice scopo di sostenere, camuffandola, la canna fumaria e di proteggere gli ospiti della casa da sguardi indiscreti. Per la definizione finale degli ambienti interni è stato determinante il contributo di Alberto Savinio, autore dei disegni delle maioliche colorate, nonchè delle grandi cornici in legno che inquadrano il paesaggio esterno.

Il rapporto conflittuale tra Malaparte e Libera porta lo scrittore ad attribuirsi la totale paternità dell’opera: “E poiché, a un certo punto, dove la roccia si innesta al monte, la rupe si incurva, si abbandona, formando come una specie di collo esile, io qui gettai una scalinata, che dall’orlo superiore della terrazza scende a triangolo…”.

In punto di morte Curzio Malaparte dona la sua villa alla Repubblica Popolare Cinese per farne una casa per gli artisti cinesi residenti in Italia. Oggi Casa Malaparte è gestita della Fondazione Ronchi ed è chiusa al pubblico.


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DISEGNI / ELABORATI

MODELLI CAD
Casa Malaparte
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Casa Malaparte 3D
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APPROFONDIMENTI
Scheda analitica - Laura Ingenito
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Il cantiere, le tecnologie, i materiali
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Antemalaparte | Cherubino Gambardella et al.
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ALTRE INFORMAZIONI

Recenti acquisizioni di documenti e lettere hanno permesso di ritenere che il progetto della villa possa essere in realtà interamente attribuibile allo stesso Malaparte e che Libera avesse presentato prima della rottura con Malaparte un progetto diverso e mai realizzato.
Tutto ciò emerge da lettere dell'architetto viareggino Uberto Bonetti, che si occupò della realizzazione del progetto e che scrive appunto che «la realizzazione materiale dell'edificio è stata effettuata su disegni propri ma dietro Vostro indirizzo estetico e costruttivo: piante, sezioni ecc.» Questo spiegherebbe anche la modestia della parcella presentata da Bonetti, riferita al puro lavoro tecnico-esecutivo.


BIBLIOGRAFIA

FERRARI, Mario. Adalberto Libera: Casa Malaparte a Capri. 1938-1942. Bari: Ilios, 2012, ISBN 9788890345685.

MALAPARTE, Cuzio. La pelle. Milano: Mondadori, 2001, ISBN 978880449615.

TALAMONA, Marida. Casa Malaparte. Torino: Città Studi, 1996, ISBN 9788870058468.

ATTANASIO, Sergio. Curzio Malaparte. Casa come me, Punta del Masullo, tel. 160 Capri. Napoli: Arte Tipografica, 1990, ISBN 9788864190778.

GAROFALO, Francesco, Luca VERESANI. Adalberto Libera. Bologna: Zanichelli, 1989, ISBN 9788808152268.

PURINI, Franco. Casa Malaparte, architettura senza architetto?. In: Casabella. 1991, n. 582, .

Bucci, Stefano. Malaparte: questa villa è solo mia. In: Corriere della Sera. 2009, n. , 10 luglio p. 41.