Casa Papanice
Paolo Portoghesi, Vittorio Gigliotti
Via Giuseppe Marchi, 3, 00161 Roma, Italia, 1966-1970

Casa Papanice, una tra le più significative opere di Paolo Portoghesi nell’ambito dell’edilizia residenziale, fu realizzata tra il 1966 e il 1970 in collaborazione con l’ingegnere Vittorio Gigliotti, su incarico ricevuto dall’imprenditore pugliese Pasquale Papanice.

A livello tipologico l’edificio risponde ai canoni del villino signorile su tre livelli, con un alloggio per piano e un piccolo attico. Il progetto dimostra come l’articolazione plastica delle superfici delimiti lo spazio, predisponendosi ad una ricerca formale che affonda le sue radici nel Barocco Romano, cui l’architetto guarda spesso come eredità imprescindile. Egli si avvale inoltre di suggestioni provenienti dalle Secessioni e dall’Art Déco. In linea con le tendenze dell’architettura barocca, Portoghesi pone l’uso sistematico della linea curva sulla modellazione dello spazio interno attraverso l’inflessione delle pareti.

La curvatura delle pareti perimetrali, che si alternano tra concave e convesse, caratterizza formalmente la composizione. L’esterno è rivestito da bande verticali in maiolica, differenziate da colori che richiamano gli elementi naturali; i parapetti dei balconi sono invece realizzati con canne d’organo in metallo. All’interno le pareti  sono dipinte con fasce colorate che le percorrono orizzontalmente, mentre una serie di cilindri concentrici originati da tre serie diverse di poli definiscono i soffitti del soggiorno. La transizione tra spazio esterno ed interno va ad individuare un tipo di apertura denominata “finestra dialettica”, risultato di diverse contrapposizioni di muri inflessi. Il muro inflesso, ottenuto attraverso una superficie curva che varia a seconda della posizione degli spazi interni ed esterni, crea una prospettiva che consente di modellare lo spazio come fosse sostanza plastica. La tecnica che Portoghesi utilizza per piegare la parete gli consente di ottenere una estensione spaziale, tanto che egli definisce il muro inflesso come “ l’elemento chiave della soluzione”. L’accostamento di due muri inflessi è il risultato della combinazione che nasce dal rapporto dell’architettura con la natura e con la plasticità barocca, dove la linea curva diventa il giusto compromesso estetico fra natura, cultura del luogo ed il manufatto con le sue necessità funzionali. La sperimentazione architettonica investe il cromatismo organico in cui casa Papanice è avvolta. Portoghesi si cimenta qui anche nella progettazione di interni, con elementi di arredo basati sulla stessa grammatica progettuale dell’edificio.


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DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

MATERIALI IMPIEGATI PER IL RIVESTIMENTO
canne d'organo in metallo, bande verticali in maiolica

DESTINAZIONE ATTUALE
sede dell'Ambasciata della Giordania


BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2011. Roma: Laterza, 2012, ISBN 9788842099178.

NORBERG-SCHULZ, Christian. Paolo Portoghesi architetto. Milano: Skira, 2001, ISBN 9788884911322.


SITOGRAFIA