Case a croce al Villaggio Olimpico
Adalberto Libera
Via Turchia, Roma, 00196 RM, Italia, 1958-1960

Varietà e coerenza caratterizzano questa architettura. Le aggregazioni dell’unità minima, un corpo scala con otto alloggi, realizzano varie configurazioni spaziali: corti chiuse o aperte, strade scandite dai corpi scala, corti più ampie eliminando un abitativo. La non coincidenza della trama edilizia con la trama dei percorsi pedonali, inclinata come i corpi scala a 45 gradi, offre una diversa percezione dello spazio, pur nella ripetizione degli elementi. Il progressivo diradamento dell’abitato verso i margini lascia una croce isolata, come singolo elemento costruttivo tale da evidenziare la regola compositiva, e dare all’impianto una forma aperta.

Dettagli, materiali, colori

L’invenzione tipologica, efficace dal punto di vista urbano, si realizza nella definizione del corpo scala e nel suo rapporto con le singole unità abitative. Nucleo funzionale e architettonico della croce, emerge nell’attacco a terra e al cielo dell’edificio, catalizzando tutta l’attenzione.

La corte quadrata è un pozzo di luce nel quale la scala si erge libera come una scultura, la sua rotazione genera uno spazio dinamico e assolutamente astratto.

L’indipendenza della struttura è confermata in ogni dettaglio. Dalle singole unità abitative ballatoi a sbalzo si protendono verso il corpo scala, la separazione è evidente: nella struttura che rastrema nel punto di attacco, nella pavimentazione che cambia, nel montante della balaustra che raddoppia. Così la copertura: l’ottagono generato dalla rotazione, sbalza dalla struttura portante della scala, quattro pilastri anch’essi ottagonali, e si stacca sapientemente dal quadrato che la contiene lasciando piovere la luce intorno alla struttura. La copertura è il pavimento del torrino- stenditoio: l’ottagono della pianta è ripreso nella trama delle pareti qui realizzate in cemento e non in mattoni.

L’attenzione posta in ogni dettaglio, la rigida regola geometrica che lo conforma fanno di questo spazio un piccolo gioiello. Piani e linee si intersecano sovrapponendo materiali (cemento, ferro, vetro, marmo) e colori (bianco e grigio) e dando al semplice corpo scala per 8 appartamenti, una inaspettata ampiezza e complessità.

 


DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
Guida alle architetture romane di Adalberto Libera. scheda di Antonella Bonavita
Fonte

ALTRE INFORMAZIONI

2 piani su piloties; 4 appartamenti per piano serviti da un corpo scala; 31 corpi; 248 appartamenti.


BIBLIOGRAFIA

, I.N.C.I.S.. Villaggio Olimpico quartiere di Roma. Roma: Ufficio Relazioni Pubbliche dell’ I.N.C.I.S, 1960.

Germani, R.. Il Villaggio Olimpico. In: Edilizia Popolare. 1960, n. 35, luglio-agosto .

Vindigni, G.. Il Villaggio Olimpico. In: Costruire. 1961, n. 7, gennaio-aprile .

Bonavita, Antonella. Tessuto di case a croce al villaggio Olimpico In: Guida alle architetture romane di Adalberto Libera. Il moderno attraverso Roma. a cura di Gaia Remiddi, Antonella Greco. Palombi, 2003, p. Il moderno attraverso Roma, 2, ISBN 88-7621-401-1. .