Centro direzionale del Ministero della Difesa alla Cecchignola
Marco Petreschi
Via dei Bersaglieri, 14, 00143 Roma, Italia, 2000-2006

Il progetto nasce da una decisione della Direzione Generale del Ministero della Difesa che ha inteso riutilizzare una elaborazione progettuale, a suo tempo redatta dai suoi uffici tecnici, per la realizzazione di un centro direzionale. L’edificio si trova in un sito prospiciente una vasta area residuale della città militare Cecchignola e visibile dal Grande Raccordo Anulare. Il punto di partenza per la nuova proposta, eliminando l’originario apparato architettonico,  si è articolato attraverso due modifiche progettuali principali: la prima, col ridurre compositivamente a pochi gli elementi architettonici di prospetto in modo da evidenziare, alternandosi tra loro, una morfologia e una veste esterna contenuta ed omogenea e sostituendo i vari elementi a facciavista con una cortina continua di mattoni. L’altra, con la sistemazione dell’area esterna attraverso conformazioni e rimodellazioni del terreno che attutissero l’impatto volumetrico dell’edificio relativamente al suo attacco a  terra.

Il corpo centrale del fabbricato, che comprende al piano terreno l’ingresso principale antistante il piazzale di accesso da viale dell’Esercito, è caratterizzato da una parete-schermo concava e traforata in mattoni e travertino, che interrompe la seriale modularità delle facciate dei corpi laterali, proponendosi come segno di evidenziazione architettonica e dunque di riconoscibilità per l’intero complesso. A tale parete, al piano terra, si contrappone un elemento convesso che sostiene una pensilina di protezione per la temporanea sosta delle auto, favorendo così lo sbarco da queste ultime in un’area coperta.

Stesso criterio, per dotare l’atrio di maggiore rappresentatività, è stato adottato per l’interno, vale a dire per la porzione di fabbricato centrale retrostante la suddetta parete concava. A tale scopo si è modificato lo spazio suddetto, che inizialmente era previsto come un vano molto ridotto con altezza di poco superiore ai tre metri, svuotando la porzione di solaio dei due livelli soprastanti. Così si è ricavata una grande hall che rendesse tale ambiente più consono alla scala dimensionale dell’intero edificio. Una grande vetrata posta tra la parete esterna concava e l’atrio diventa l’elemento di mediazione e di passaggio tra l’esterno e l’interno, definendosi come organismo ad ordine gigante.

Tutta la viabilità di accesso all’edificio è stata ridisegnata, mantenendo però il posizionamento previsto dei tre accessi dal viale dell’Esercito. Una serie di collinette artificiali poste in concomitanza dei percorsi veicolari, nonché del basamento dell’edificio, concorrono a creare una linea di terra ondulata che si pone come elemento scenografico alla vista dell’esterno del complesso in modo tale che la dimensione dell’edificio e il suo attacco a terra risultino ridotti dal punto di vista dell’impatto ambientale. Tali collinette sono state modellate con la terra di scavo ricavata per realizzare il piano interrato. Queste ultime, opportunamente sistemate con strati vegetali di terra, tali da consentire la sistemazione a prato della loro superficie, saranno arredate con gruppi di alberi di alto fusto circondati da gruppi di cespugli specie in alcune zone particolari, dove sarà necessario schermare gli accessi di sevizio quali centrali tecniche, cucine, o altre parti dell’edificio che risultassero eccessivamente visibili dal piano di campagna.


BIBLIOGRAFIA

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SITOGRAFIA