Centro Infanzia Benetton
Alberto Campo Baeza
, 2006-2007

Dal 1965 Ponzano Veneto è stata scelta come sede centrale del gruppo Benetton; da allora, il territorio è stato soggetto a un frenetico sviluppo economico, e con ciò, ha fatto registrare un incremento demografico esponenziale.
Nel 2006, su incarico conferito da Benetton Group Spa in collaborazione con il comune di Ponzano Veneto, l’architetto Alberto Campo Baeza sviluppa il progetto per la realizzazione di un Centro per l’infanzia. L’opera, in partenariato tra pubblico e privato, ha come obiettivo quello di risolvere il deficit di servizi collettivi che connota il territorio.
Inaugurato nel settembre 2007, l’edificio è costituito da una sezione nido e da due sezioni prescolari, con capacità complessiva di 100 posti, ripartiti in modo convenzionato tra i figli dei ponzanesi e i figli degli degli addetti alla filiera produttiva. L’architettura sorge al centro di un’area dalla conformazione a “L” di 9500 mq, in un brano di tessuto urbano rimasto inedificato tra il quartier generale Benetton e un gruppo di case esito del processo di frenetica lottizzazione.
Spinto ai margini dell’insediamento residenziale, l’edificio rinuncia a stabilire un rapporto di viva tensione urbana con gli altri edifici, isolandosi da questi tramite la definizione di spazi aperti (che complessivamente coprono una superficie pari a 5000 mq): il giardino di pietra, spazio ludico di ingresso a mediazione con la strada; il frutteto, che attraverso l’ordinata disposizione delle essenze arboree separa l’edificio dall’impianto produttivo; il bosco, in cui vengono conservati gli alberi preesistenti a mediare lo sfrangiato tessuto urbano.

L’impianto è centrale, definito da una triade di elementi:
Il recinto: muro abitato dello spessore costante di 2m, delimita perentoriamente lo spazio interno da quello esterno; di forma circolare, ospita al suo interno locali di servizio e le stanze da gioco per i bambini usufruibili nelle stagioni calde dell’anno.
La scatola: un parallelepipedo a base quadrata si erge oltre il recinto. La prossimità tra i due elementi crea una zona di tensione formale risolta con la definizione di quattro stanze a cielo aperto: quattro corti spazialmente identiche le une alle altre ma connotate da pavimentazioni che ne definiscono differenti modi d’uso. Al suo interno, il volume costruito ospita quattro aule disposte sul perimetro, in modo centrifugo rispetto al vuoto centrale, ognuna delle quali provvista dei servizi necessari.
La torre: soprannominata da Baeza “vestibolo”, si innalza quadrata al centro della composizione. Concepita come sequenza visiva finale dell’itinerario architettonico, è caratterizzata da un forte senso di dilatazione e di teatralità, conferite rispettivamente dal salto di scala rispetto agli spazi che l’hanno anticipata e dall’illuminazione zenitale attraverso lucernari. Da essa, si irradiano tangenzialmente gli assi di distribuzione che, facendosi largo tra le aule, giungono ai portici per fare poi breccia nel recinto, definendo i quattro accessi come unici punti di permeabilità tra interno ed esterno.

La costruzione dell’idea architettonica avviene con un sistema misto: muratura portante per il recinto e sistema a telaio per la restante parte dell’edificio. Lo scenario architettonico è dominato dal colore bianco, tanto per l’intonaco delle strutture in elevazione quanto per le pavimentazioni, realizzate in “bianco di Trani” all’esterno ed in linoleum all’interno. Unica variazione cromatica è il linoleum di pavimentazione delle aule, che tende leggermente al beige.
Il centro è provvisto di pannelli fotovoltaici per la produzione dell’energia elettrica e pannelli solari per l’acqua calda sanitaria. Il fabbisogno termico è assicurato da una pompa di calore con pozzo profondo che sfrutta l’acqua di falda come scambiatore di calore per produrre e diffondere, attraverso sistema radiante a pavimento, caldo d’inverno e fresco d’estate. La qualità dell’aria è governata da un sistema di condizionamento che ne garantisce il ricambio primario, regolandone il tasso di umidità.


VIDEO

DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
PONZANO CHILDREN. Comunicato Stampa. Il progetto architettonico. Una scatola aperta al cielo di Alberto Campo Baeza
Fonte

ALTRE INFORMAZIONI

Alberto Campo Baeza nasce il 14 ottobre 1946 a Valladolid, in Spagna. Nel 1971 si laurea presso la Scuola di Architettura dell’Università Politecnica di Madrid della quale, dal 1976, è professore del Dipartimento di Progettazione Architettonica e titolare della cattedra di Progettazione.


BIBLIOGRAFIA

Riera Ojeda, Oscar. Alberto Campo Baeza. Complete Works. London: Thames and Hudson, 2014, ISBN 978-05-00-34294-7.

Campo Baeza, Alberto. Idea, Light and Gravity. Tokyo: TOTO, 2009, ISBN 978-48-87063-01-3.

Campo Baeza, Alberto. Centro per l’infanzia Ponzano Children, Ponzano Veneto. In: L’Arca. La rivista internazionale di architettura, design e comunicazione visiva. Milano: XXII, n. 241, novembre 2008 p. 34-39.

Braghieri, Nicola. Una scatola aperta al cielo. In: Casabella. Milano: LXXII, n. 764, marzo 2008 p. 56-65.