Chiesa di San Carlo Borromeo a Fonte Laurentina
Monestiroli Architetti Associati
Via Edoardo Amaldi, 215, Roma, 00134 RM, Italia, 2005-2010

Nella chiesa di San Carlo Borromeo, opera dello studio milanese Monestiroli Architetti Associati, il primo elemento di riconoscibilità è la grande torre posta in corrispondenza del presbiterio della chiesa. Si tratta di un elemento ibrido, che svolge contemporaneamente il ruolo di campanile per il complesso parrocchiale e di lucernaio per la zona presbiteriale dell’aula liturgica; ma è soprattutto un “Landmark”, che, grazie alla sua altezza, rende individuabile la chiesa dal resto del quartiere, garantendo un elemento di immediata riconoscibilità all’interno di un luogo periferico altrimenti privo di un suo carattere.

La chiesa è stata edificata ad una quota più alta rispetto a quella della strada principale di accesso all’area(via Edoardo Amaldi). Per superare il dislivello che si determina tra la strada e l’ingresso alla chiesa è stata realizzata una terrazza accessibile da una rampa inclinata. In questo modo si è delineato uno spazio rialzato rispetto al piano stradale antistante al complesso che funge sia da piazza per il quartiere che da sagrato per la chiesa.

Il complesso parrocchiale vero e proprio è composto da due parti distinte organizzate attorno ad una corte a C aperta verso la piazza: un corpo di fabbrica di due piani dalla forma a L che contiene gli ambienti del centro parrocchiale (salone parrocchiale, aule per la catechesi, uffici parrocchiali, sacrestia e casa canonica) e la chiesa vera e propria, della stessa altezza dell’altro corpo di fabbrica ma ad un solo piano e caratterizzata dalla torre del presbiterio-campanile, quest’ultima all’interno della chiesa delimita la zona in cui è situato l’altare conferendogli una maggiore importanza; il resto della chiesa presenta una copertura piana posta ad un altezza di 8 metri dal pavimento sostenuta da delle travi estradossate che poggiano su una serie di setti posti ai lati dell’aula, l’illuminazione dell’ambiente è zenitale e avviene attraverso una serie di lucernai posti tra i setti che reggono la copertura.

L’interno della chiesa e gran parte dell’esterno del complesso presentano un rivestimento in blocchi tufo. Questa scelta insolita permette di differenziare l’edificio dal contesto circostante riproponendo al tempo stesso un materiale della tradizione locale romana scarsamente impiegato negli edifici di recente costruzione.


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2011. Roma: Laterza, 2012.

FERRARI, Massimo. La forma come conseguenza. In: Casabella. dicembre 2011, n. n.808, p. 70-81.