Condominio in Via Quadronno
Angelo Mangiarotti, Bruno Morassutti
Via Quadronno 24, Milano, Italia, 1956-1962

La struttura ad uso residenziale inizialmente venne pensata come un doppio intervento ma ne venne realizzato solo uno. Il condominio è immerso nel verde pubblico inserito nella densa edificazione circostante e il parcheggio diventa parte integrante dello stesso interrato ai lati della struttura rimanendo leggibile e mantenendo una propria componente architettonica, i garages sono ricoperti da un manto erboso.

La pianta  divisa da un unico corpo-scala che determina due alloggi per piano, segue l’orientamento del sole presentando asimmetria e una notevole libertà di distribuzione grazie a una struttura in setti e pilastri in cemento armato. I servizi, contrariamente alle zone meglio esposte che sono caratterizzate da vetrate, sono arginati da setti ciechi, montanti in cemento armato e pannelli in legno o vetro. Ogni appartamento diviene flessibile in base alle esigenze del proprietario in relazione alla disposizione planimetrica degli ambienti principali e alla sequenza modulare delle aperture in facciata. Il prospetto è unico e vario, basato sulla ripetizione di unità minime della misura di un metro che permettono l’alternanza, differente ad ogni piano, di vetrate e pannelli in legno douglas.

Al profilo sfaccettato dei fronti rivolti verso il parco, corrisponde sul lato opposto il nucleo verticale in cemento armato delle scale che si identificata come nodo di articolazione planimetrica dei due appartamenti i quali si allineano alle sue direttrici anche nella propria organizzazione interna degli elementi di arredo.

Oltre alla attenta progettazione degli spazi interni, la prefabbricazione dei pannelli e l’ inserimento del verde rampicante  sono i due temi che più caratterizzano i prospetti e sono ancora oggi l’aspetto più rilevante.


IMMAGINI

MODELLI CAD
Prospetti e Sezioni
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Painta
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ALTRE INFORMAZIONI

L'edificio s'inserisce in un'operazione di ricostruzione post-bellica, dentro un'area compresa tra le vie Crivelli e Quadronno, la cui riqualificazione fu però attuata senza ricorrere a strumenti urbanistici organici. Il nuovo isolato era stato immaginato come giardino continuo, permeabile allo sguardo e ideale prosecuzione di uno spazio a verde pubblico, che già insisteva ai margini del lotto occupato dall'edificio di Mangiarotti e Morassutti. In questo quadro rientra anche la scelta - prevista fin dalla fase progettuale - di lasciare che le facciate venissero con il tempo interamente rivestite da piante di edera, elemento che oggi ha preso il sopravvento. Il condominio avrebbe dovuto essere un doppio intervento, ma il secondo volume residenziale non fu mai realizzato. Per un lungo periodo, al primo piano dell'edificio ha avuto sede lo studio di progettazione guidato da Morassutti


BIBLIOGRAFIA

Barazzetta, Giulio, Roberto Dulio. Bruno Morassutti : 1920-2008 opere e progetti. Milano: Electa architettura, 2009.

. Angelo Mangiarotti 1955-1964. Tokyo: Seidoh-Sya publishing, 1964.

Burkhardt, François. Angelo Mangiarotti : opera completa = complete works. Milano: Motta architettura, 2010.

. Sul principio di "continuità dei prospetti. In: DOMUS. 1963, n. n. 398, pp. 1-10, .

. Cronache e storia, Casa d'abitazione in via Quadronno a Milano. In: L'architettura. 1963, n. n. 97, pp. 540-541, .