Convento Das Bernardas
Eduardo Souto de Moura
Rua Martires da República, 8800-685 Tavira, Portogallo, 2009-2012

Nella molteplicità delle opere progettate da Eduardo Souto de Moura, premio Pritzker nel 2011, è possibile rintracciare una linea di ricerca personale, frutto di un incontro approfondito con il luogo. È infatti dal luogo che l’architettura può essere concepita come dialogo continuo tra valori etici ed estetici, tra antico e moderno, tra edificio e città ovvero come conservazione e valorizzazione delle tradizioni architettoniche locali declinate secondo i codici del progetto contemporaneo.

Il progetto di riconversione del Convento Das Bernardas di Tavira in un complesso alberghiero e residenziale, avviato tra il 2006 e il 2009 e completato nel 2012, oltre a essere esemplare di questo percorso di ricerca, riassume, a tutte le scale, la poetica dell’architetto e mostra soluzioni progettuali che reinterpretano l’idea spaziale del recinto il quale da semplice muro diviene l’elemento caratterizzante dell’intera opera.

L’originale costruzione, realizzata durante il regno di Manuele I, risale al 1509; dal 1530 e per oltre tre secoli, essa ha ospitato monache di clausura prima di essere convertita, dopo un lungo periodo di abbandono, nella sede di una fabbrica a vapore per la produzione di farina, rimasta funzionante fino agli anni Sessanta. L’ex convento sorge in un’area periferica della città ed è leggermente sopraelevato rispetto le adiacenti saline presenti sul territorio. Planimetricamente, si tratta di un impianto a corte centrale di dimensioni 75 x 32 mt, perimetrato da quattro corpi di fabbrica che sono stati parzialmente distrutti dagli eventi sismici precedenti l’abbandono. Tuttavia, nonostante l’evidente stato di degrado, la struttura dell’ex convento ha conservato un impaginato architettonico ben leggibile, mostrando stratificazioni di epoche diverse capaci di conferire una carica espressiva all’intero complesso e di suggerire il punto di partenza per il progetto di ristrutturazione.

Poiché il rigido impianto planimetrico del convento poco si prestava al dettagliato programma di conversione funzionale in struttura alberghiera e residenziale, Souto de Moura suggerì alla proprietà, la Entreposto Gestão Imobiliária S.A., di acquistare dei terreni confinanti, recuperarne altri sul bordo dell’area appartenenti all’ex fabbrica e di costruire un nuovo volume sul lato lungo il fiume, realizzando molteplici di spazi interstiziali tra l’antico impianto del convento ed il nuovo sistema di abitazioni.

Concentrando lo sforzo progettuale nell’integrazione del nuovo con l’antico e nella risoluzione della ripetizione seriale, e obbligata, di elementi finiti, come per esempio le finestre delle abitazioni e dell’hotel (circa 230), Souto de Moura dichiara durante la conferenza “Mantova Architettura 2015”, che “la necessità di avere le finestre era più forte dell’immagine dell’architettura, bisognava farlo”.

L’architetto ha progettato quindi le bucature dall’interno, immaginando le inquadrature verso il paesaggio circostante, ma la fragilità delle murature dell’antico convento non consentiva l’inserimento di ulteriori aperture in modo facile ed economico. Il problema venne superato grazie alla costruzione di un nuovo paramento murario interno addossato a quello precedente e rinforzato da una rete metallica, che ha reso possibile la realizzazione delle necessarie nuove bucature e la chiusura di quelle antiche e superflue. In tal modo Souto de Moura ha potuto sovrascrivere sui prospetti dell’antico monastero e della fabbrica, le nuove facciate e mostrare sia gli elementi storici che quelli moderni del nuovo progetto.

Come più volte dichiarato dall’autore, il problema della finestra è una metafora della vita, di come una debolezza possa diventare un punto di forza. Ed è da questa metafora che il progetto ha mosso i suoi passi integrandosi completamente nella città di Tavira.


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ALTRE INFORMAZIONI

Principali premi e riconoscimenti dell'autore:

2018 - Leone d'Oro alla Biennale di Architettura di Venezia, “per la precisione con cui ha appaiato due fotografie aeree, rivelando così la relazione essenziale che sussiste tra architettura, tempo e spazio“.
2013 - Premio Wolf per le Arti nel 2013;
2011 - Premio Pritzker "per un’opera complessiva che è prova convincente delle moderne potenzialità espressive del linguaggio e dell’adattabilità alle diverse situazioni locali, sempre attenta al contesto, inteso nel suo senso più ampio, e fondata nel luogo, nel tempo e nella funzione”.

Premi sull'opera:
2017 - 3rd European Award for Architectural Heritage Intervention AADIPA, nella categoria "Intervento nel Patrimonio Costruito.


BIBLIOGRAFIA

Leoni, Giovanni, Antonio Esposito (a cura di). Eduardo Souto de Moura. Mondadori Electa, 2003.

Oddo, Maurizio. Eduardo Souto De Moura. Edilstampa, 2016.

Bogoni, Barbara, Eduardo Souto de Moura. Eduardo Souto de Moura. Un “dialogo antico” tra materia, tecnica e progetto. In: TECHNE. 2018, n. 17, . ISSN 2240-7391.

Zammerini, Massimo. Trasformazione di un convento in residenze a Tavira Convento das Bernardas, Tavira. In: l’industria delle costruzioni RIVISTA BIMESTRALE DI ARCHITETTURA. Edilstampa srl, 2015, n. 446, . ISSN 0579-4900.

Leoni, Giovanni. Cosmopolitismo vs Internazionalismo : Távora, Siza e Souto Moura 2015. In: Rassegna di architettura e urbanistica. Quodlibet, 2015, n. 147, .

AA.VV.. Eduardo Souto De Moura. In: El Croquis. 2014, n. 176, . ISSN 9788488386830.