Corso del Rinascimento
Arnaldo Foschini
Corso del Rinascimento, Roma, RM, Italia, 1936-1940

Situato nel pieno Centro Storico di Roma, tra i rioni Parione e Sant’Eustachio, il Corso del Rinascimento è uno dei risultati più eclatanti degli sventramenti fascisti degli anni ’30 che hanno radicalmente mutato il volto del cuore della Roma rinascimentale e barocca.
Voluto dal Regime per collegare il quartiere di Prati in rapida espansione con la zona di Trastevere (a sud) doveva fare parte di un intervento di sventramento anche più ampio, che arrivasse fino a Piazza Farnese e a Via Giulia, progetto quest’ultimo che fortunatamente rimase poi soltanto sulla carta.
Insinuato con forza all’interno di una delle aree più ricche di storia del centro di Roma, dietro a Piazza Navona ed esattamente lungo Piazza Madama, dove dal 1871 si era insediato il nuovo Senato Italiano, la costruzione del Corso del Rinascimento ha portato alla perdita irrimediabile di edifici e vicoletti storici, oltre ad aver snaturato scorci e piazze del rione (la stessa Piazza Madama si è ritrovata ad essere di fatto poco più che uno slargo dopo le demolizioni).
Il primo progetto di massima dei nuovi allineamenti risale già al 1931 con il Nuovo Piano Regolatore del Comune di Roma a delineare assetti e viabilità, con sventramenti che riguardavano anche alcuni edifici di grande interesse come il Palazzo Cordelli alle Cinque Lune, Palazzo Carpegna o come la parziale demolizione del retro della chiesa di San Giacomo degli Spagnoli.
Il vero progetto si ha però negli anni successivi ed è opera dell’architetto Arnaldo Foschini (1884-1968), con la collaborazione tra gli altri dell’ingegnere Salvatore Rebecchini. Il progetto del Foschini prevede uno stradone semirettilineo che dal Corso Vittorio Emanuele II, attraverso Piazza Sant’Andrea della Valle col suo nuovo edificio di testata dallo stile tipico del Ventennio arriva innanzitutto a congiungersi con Piazza Madama, cercando di rispettare con gli allineamenti la facciata del complesso de La Sapienza (con all’interno la borrominiana chiesa di Sant’Ivo).
Di fronte all’ingresso del Palazzo de La Sapienza si trova invece il retro della chiesa di San Giacomo degli Spagnoli, mutilata come altri edifici dall’apertura della nuova strada. L’ingresso originario di questo edificio quattrocentesco si trovava proprio sul lato che dava verso Via della Sapienza: il progetto del Foschini ha ripristinato l’accesso da Piazza Navona e ha portato alla realizzazione di una nuova facciata in realtà assolutamente anonima (disegnata dal Foschini stesso) di un colore rossastro e dominata da un loggiato su colonne all’ultimo livello.
Proseguendo verso nord, le demolizioni dei palazzetti di testata su Piazza Madama hanno portato ad aprire la viabilità su Palazzo Madama, storico edificio appartenuto alla famiglia Medici che con l’Unità d’Italia aveva già visto la realizzazione di diversi interventi (anche sulle strutture limitrofe come Palazzo Carpegna cui è stato unito tramite un passaggio sopraelevato), considerata la nuova destinazione d’uso, ovvero la sede del Senato del Regno d’Italia.
Il Palazzo Carpegna stesso non è esattamente l’edificio storico originale, ma una copia dovuta appunto agli sventramenti mussoliniani degli anni ’30.
La parte settentrionale del Corso del Rinascimento è anch’essa caratterizzata da demolizioni significative, tra cui quella di gran parte degli edifici dell’emiciclo nord di Piazza Navona, con le facciate completamente ridisegnate. Lo sventramento, in questo punto, ha tuttavia quanto meno il merito di aver portato alla riscoperta dei resti dell’antico Stadio di Domiziano, le cui fondazioni sono state lasciate a vista dal progetto di innalzamento delle nuove elevazioni.
Inaugurato in pompa magna dal Duce in una data non casuale, il 21 aprile, anniversario della fondazione di Roma, l’intervento del “piccone risanatore” di Mussolini non ha mai convinto né i critici né i cittadini romani, così come altri sventramenti che hanno interessato il centro storico durante il Ventennio, tanto che si ricorda un tagliente messaggio del Pasquino alla fine dei lavori (frase forse attribuibile al Trilussa): “Se questo è il Corso del Rinascimento, ogni aborto sarebbe un lieto evento!”.


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ALTRE INFORMAZIONI

Capo responsabile del Piano Regolatore Generale del 1909: ingegnere Massimo Settimi


BIBLIOGRAFIA

Insolera, Italo. Roma fascista nelle fotografie dell'Istituto Luce. Editori Riuniti, 2001, ISBN 8835950287.

Cederna, Antonio. Mussolini urbanista. Lo sventramento di Roma negli anni del consenso. Venezia: Corte del Fontego Editore, 2006, ISBN 8895124014.

Cederna, Antonio. I Vandali in Casa. a cura di Francesco Erbani. Editori Laterza, 2007, ISBN 9788842080503.

Spagnesi, Gianfranco (a cura di). Il Quartiere e il Corso del Rinascimento. Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1994.