Edificio Esso
Julio Lafuente, Gaetano Rebecchini
Viale Castello della Magliana, 25, 00148 Roma, Italia, 1978-1980

L’edificio Esso è stato progettato nel 1977 ed è frutto della collaborazione tra l’architetto spagnolo Julio Lafuente e l’ingegnere Gaetano Rebecchini. Il punto di partenza del progetto è consistito in un problema statico, ossia le difficoltà legate alla scarsa capacità di portanza degli strati superficiali del terreno dovute al fatto che l’area su cui sorge é situata nei pressi dell’argine del fiume Tevere. Tali difficoltà, vengono tradotte dai due progettisti in «un’impostazione formale che ha determinato la particolarissima volumetria» dell’edificio rispondendo allo stesso tempo alla richiesta della committenza di un’architettura riconoscibile. ( cfr. Architetture di Julio Lafuente, Ludovico Quaroni, Helio Pinon, Officina Edizioni, Roma, 1982).

Lafuente progetta una struttura a ventaglio in profilati di acciaio cavi a sezione circolare concentrando gli appoggi in soli tre punti che scaricano tutto il peso dell’edificio sui plinti in calcestruzzo, e questi a loro volta su terreno solido roccioso attraverso dei pali radice profondi circa 70 metri. Questo sistema strutturale, che Lafuente aveva già precedentemente studiato e sperimentato, è portato qui ad un livello superiore perché struttura l’edificio e ne determina la forma dando vita ad una facciata che assume l’aspetto di tre triangoli equilateri rovesciati. Il piano terra è, in virtù di questa impostazione, in gran parte libero e comprende solo i tre vestiboli di ingresso con i rispettivi blocchi degli ascensori, i corpi scala e i servizi igienici, permettendo all’osservatore di cogliere scorci degli edifici e del paesaggio circostante. Fuori terra si sviluppano altri sette piani che si allargano salendo con aggetti crescenti fino agli ultimi due piani in cui i tre corpi si riuniscono ( per un totale di 18.000 mq occupati esclusivamente da uffici ). L’origine di alcune soluzioni tecniche utilizzate da Lafuente è stata individuata nell’architettura di Viollet Le Duc ma soprattutto nell’impostazione strutturale dei primi ponti progettati in calcestruzzo armato (cfr. Julio Lafuente. Opere 1952-1992, Giorgio Muratore, Clara Tosi Pamphili, Officina Edizioni, Roma, 1992).

La facciata risulta caratterizzata da un forte andamento orizzontale dovuto alle fasce ininterrotte delle finestre a nastro che si alternano ritmicamente a quelle realizzate dagli elementi concavi di alluminio brunito.

A partire dal 2008 la società “Nova Fuente srl”, che ha acquisito l’edificio, ha dato il via a tutta una serie di interventi di ristrutturazione secondo un progetto che prevede oltre alla creazione di locali tecnici interrati l’inserimento di nuovi corpi scala, la messa a norma delle scale di sicurezza, la sostituzione dalla facciata dell’edificio con una facciata continua di colore chiaro, la chiusura, con vetri, dei vuoti fra i tre corpi e la realizzazione di passerelle orizzontali. Tutto ciò ha modificato in maniera rilevante sia la volumetria che l’aspetto complessivo dell’edificio.


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DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Intervento di ristrutturazione:
committente: Valle Giulia R.E. S.r.l.
progetto: Arch. Isabelle Risk - Arch. Donata Tchou
progetto strutturale : MSM ingegneri associati
Impresa: Johnson Controls Inc.
periodo: 2008- in corso


BIBLIOGRAFIA

Muratore, Giorgio, Clara Tosi Pamphili. Julio Lafuente. Opere 1952-1992. Roma: Officina Edizioni, 1992.

Quaroni, Ludovico, Helio Pinon. Julio Lafuente. Roma: Officina Edizioni, 1982.