Gazometro
Società Romana del Gas
Via del Commercio, Roma, 00154 RM, Italia, 1934-1936

Il grande Gazometro è ormai da tempo entrato a far parte del paesaggio urbano della città di Roma, emblema dell’archeologia industriale della Capitale e oggetto negli ultimi anni di varie ipotesi di riqualificazione e di riutilizzo.

È situato nei pressi della via Ostiense, laddove il Tevere forma una lunga ansa, in un tratto che fin dall’antichità è sempre stato approdo fondamentale di merci e materiali per l’Urbe e che ha ospitato anche un’importante area agricola. A testimoniare il fecondo passato della zona, diversi monumenti che punteggiano il panorama, prima fra tutti la Piramide Cestia.

La sua connotazione è rimasta immutata fino al 1863, quando venne inaugurato da Pio IX il Ponte dell’Industria, ponte in ferro che serviva al passaggio della ferrovia sul Tevere. La presenza della ferrovia richiamò nei decenni successivi i primi insediamenti industriali: il Mattatoio nell’area del Testaccio, i Molini Biondi e la Mira Lanza sulla sponda destra del Tevere.

La vera svolta avvenne però ai primi del ‘900 con la giunta Nathan che cominciò a sviluppare una politica produttivo-industriale per il quartiere Ostiense. Vennero creati l Porto Fluviale con gli annessi Magazzini Generali, lo stabilimento del Gas (oggi Italgas) con il Gazometro, la Centrale Termoelettrica Montemartini, i Mercati Generali, il Consorzio Agrario, si ampliarono gli impianti Mira Lanza e i Molini Biondi. L’uso della ferrovia e del Tevere ( allora importante via di trasporti), la vicinanza dei quartieri operai di Testaccio e Garbatella, ne favorirono la nascita ma anche il rapido declino. Difatti il costante sviluppo urbanistico di roma ha portato negli anni a una delocalizzazione delle strutture indurstriali presenti nel sito, ponendo nuovi interrogativi sul recupero di questi mastodontici fabbricati (oltre al Gazometro, appunto, anche i vicini ex-Magazzini Generali, per esempio).

Il grande Gazometro da 200.000 mc si trova insieme ad altri tre di cui due restano però inutilizzati ed uno venne trasformato in parcheggio. I due più piccoli sono anche i più antichi e vennero costruiti nel 1910 mentre i restanti due, fra cui il grande Gazometro, successivamente. L’approvazione e la realizzazione avvennero in maniera molto veloce, ad opera dell’Ansaldo di Genova che già nel 1935 effettuò il collaudo delle lamiere e dei profilati necessari alla costruzione (1000 tonnellate sulle complessive 2800 previste che saranno poi realmente, a Gazometro ultimato, 3000). Ci furono lievi ritardi a causa dell’approvvigionamento sempre più lento delle materie prime e della necessità, determinata dalle caratteristiche del terreno, di aumentare del 70% il numero dei pali necessari alle fondamenta. La “Relazione sull’esercizio dell’azienda del gas” per l’anno 1936 denuncia “un sostanziale ritardo nella consegna dei materiali  ma sottolinea come, dal momento della presa in carico delle lamiere e dei profilati, il lavoro proceda con grande rapidità tanto da far ritenere un anticipo nei tempi di consegna” (ENI). Estremamente dirompente nel panorama urbano già dalla sua inaugurazione, il Gazometro principale  suscitò da subito molto interesse e numerose furono le critiche e le discussioni che si accesero sull’argomento, tanto da ritardare il montaggio dei piloni di sostegno della tubazione di collegamento con la sala pressioni e l’ascensore esterno, considerato troppo visibile in una struttura dalle dimensioni così “imbarazzanti”.

Il Gazometro entra in funzione nei primi mesi del 1937. Risultano 1551 pali infissi per una lunghezza complessiva di 36 chilometri, altezza fuori tutto 89,10 metri, diametro della vasca 63 metri. Nei primi mesi del 1937 il gazometro entra finalmente in funzione. Vari interventi di manutenzione straordinaria sono stati eseguiti negli anni 1966, 1968, 1974.


VIDEO

DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Inizio dell’ attività produttiva dell’Officina Gas
La costruzione dell’Officina Gas di San Paolo venne avviata nel luglio del 1910 e l’inizio della
produzione di gas è databile al 1911.
All’epoca della sua costruzione l’Officina Gas comprendeva i seguenti impianti:
• lungo il Tevere, da Nord a Sud:
- terreno libero;
- magazzini del carbone;
- forni di distillazione;
- piazzali di deposito del coke;
• nella parte centrale, da Nord a Sud:
- gasometri;
- depurazione a secco del gas; misura e distribuzione del gas; laboratorio;
- vasche di acque ammoniacali e catrame; depurazione a umido del gas (sala macchine);
impianto per il gas d’acqua (generatori, depuratori e gasometro);
- lavorazione dei sottoprodotti (ammoniaca, cianuri; in seguito si aggiunse la lavorazione
del solfato e del benzolo), caldaie, officine, magazzini;
• nella parte orientale:
- terreno libero, magazzini, uffici e abitazioni.
Nel corso degli anni gli impianti dell’Officina furono sottoposti a numerosi interventi di ristrutturazione
atti a migliorarne la capacità produttiva adottando tutte le nuove opportunità tecnologiche
che il mercato offriva.

A partire dagli anni '60
E' divenuta un cimitero di elefanti, trascurata dalla politica urbanistica ed interessante solo per mire speculative.

Oggi
L'intera zona, in particolare l'area intorno al Gazometro, pullula di cantieri più o meno lodevoli per una sua riqualificazione che prevede, all'interno del nuovo Piano Regolatore, la creazione di una "centralità urbana", il riconoscimento della nuova realtà dei due quartieri, oggi non più periferici, nei quali organizzare servizi di rango urbano superiore. E' quindi la promozione di una riqualificazione diffusa rafforzando i "punti forza" esistenti: accessibilità al trasporto su ferro, presenza di luoghi ricchi di memoria e di identità, definitivo assetto delle sedi universitarie di Roma 3.
L'operazione di recupero delle architetture industriali, l'inserimento di nuove, associate ad una maggiore accessibilità, la suggestività del recupero del grande Gazometro, segno della Roma moderna, significano il cambiamento di qualità dell'intero ambito.
Nell'area industriale Italgas affacciata sul Tevere, sorgeranno la "Città della Scienza", in parte inserita nel Gazometro che ne sarà il simbolo, e la biblioteca centrale dell'Università di Roma 3, collocati all'interno di un parco urbano.
Insieme al museo già operante nell'ex centrale Montemartini, questi servizi, contribuiranno a caratterizzare in termini culturali l'area.
Un ponte pedonale, il "Ponte della Scienza", esito di un concorso di progettazione, collegherà il complesso della Città della Scienza a quello previsto sulla sponda destra del Tevere, nell'area dell'ex saponificio Mira Lanza, di circa 9 ettari, inutilizzato da oltre vent'anni.
Sulla medesima area saranno inoltre realizzati un parco pubblico di circa 2 ettari, una "Casa dello Studente" per 600 universitari e un sistema di servizi privati, prevalentemente di tipo alberghiero. E' un'università diffusa nel quartiere e realizzata prevalentemente attraverso il recupero di edifici dismessi; la superficie complessiva è di circa 22 ettari per una cubatura di circa 900.000 mc, di cui più del 60% riguarda il recupero dell'esistente.
Per garantire l'inserimento dei nuovi servizi, senza ulteriormente appesantire il traffico, il Progetto Urbano prevede interventi di grande viabilità come i nuovi lungotevere, in parte sotterranea, e la costruzione di due ponti veicolari sul fiume e sulla ferrovia Ostia Lido - Roma per il proseguimento della circonvallazione Ostiense fino al Lungotevere.


BIBLIOGRAFIA

CASTRONOVO, Valerio. Prometeo luoghi e spazi del lavoro 1872-1992. Milano: Electa, 1993, ISBN 9788843543359.

CASTRONOVO, Valerio. Dalla luce all’energia - Storia dell’Italgas. Bari: Laterza, 1987, ISBN 8842029580.

REMIDDI, Gaia, Antonella GRECO, Antonella BONAVITA, et al.. Il Moderno attraverso Roma. 200 architetture scelte. Roma: DAAC - Palombi, 2000.