Giardini dell’EUR
Raffaele De Vico
Viale America, Roma, 00144 RM, Italia, 1939-

La sistemazione degli spazi verdi dell’EUR  garantì una certa continuità del quartiere con il panorama della campagna romana circostante e creò un complesso armonioso di percorsi, forme e vegetazione. Nell’osservare la planimetria dell’EUR si nota un equilibrio tra la zona più periferica destinata ad aree verdi e la zona più interna destinata all’edificazione. Gli elementi vegetazionali all’interno della zona del costruito, caratterizzata da un tessuto ortogonale, si presentano sotto forma di viali alberati, mentre il criterio compositivo delle zone riservate a parchi è basato su un sistema di vialetti serpentini lungo i quali sono disposti composizioni di alberi singoli, gruppi di alberi e tappeti fioriti.

L’idea di progetto dei parchi iniziò a nascere nel 1937, anno in cui furono prese una serie di decisioni riguardanti unicamente le piantagioni, tralasciando completamente la stesura di un progetto esecutivo vero e proprio, e fu realizzata solo una planimetria di massima con la localizzazione delle diverse essenze, cespugli e masse arboree. Solo nel 1939, due anni dopo, si entrò nel vivo della progettazione e si iniziò a piantare le grandi alberature che costeggiano le strade e quelle che dovevano costituire lo scheletro e la base della composizione dei parchi. Dopo una serie di varianti di piano e di rallentamenti dovuti alla guerra, nel 1943 fu stabilita una riduzione del programma progettuale il cui completamento era previsto per l’anno successivo.

Raffaele De Vico è considerato l’autore delle sistemazioni giardiniere di tutto l’Eur (De Vico Fallani, 1985), tra le principali si annoverano:

giardini degli ulivi: due piccoli giardini simili sopraelevati di circa 2 metri dal piano stradale. Risalgono alla variante di piano del 1940 e furono poi ultimati da Raffaele De Vico nel 1952. La composizione è organizzata su tre livelli: un anello esterno di olivi, un prato con all’interno percorsi caratterizzati da bullettonato, che come ogni particolare architettonico del giardino, è realizzato con cappellaccio di cava di travertino che De Vico faceva lavorare e mettere in opera direttamente in loco (De Vico Fallani, 1985), ed infine lo specchio d’acqua posto in posizione centrale e circondato da pioppi cipressini (populus italica). All’esterno di essi sono presenti alcuni salici piangenti (Salix babilonica), mentre all’esterno dell’anello di ulivi, lungo la strada sono presenti pini e cedri.

Il giardino delle cascate, il cui progetto è stato studiato per relazionarsi alla volumetria cilindrica dell’adiacente Palazzetto dello Sport di Nervi e Piacentini e per integrarlo in un complesso fondamentalmente classico. Di regolare forma quadrata, il disegno divide l’area in due sezioni, una superiore ed una inferiore, entrambe disposte simmetricamente rispetto all’asse centrale. La prima è caratterizzata da due viali serpentini che conducono al terrazzamento del Palazzo; la seconda è definita da due cascate, circondate da rotonde di cipressi e separate da laghetti. Il lago centrale è fiancheggiato da due canaletti che immettono nello stesso getti d’acqua ad arco. Il giardino della cascata venne inaugurato il 29 giugno del 1961. Oggi l’area risulta ben mantenuta e curata dal Servizio Giardini del Comune di Roma.


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

DE VICO FALLANI, Massimo. Parchi e giardini dell' €™Eur: genesi e sviluppo delle aree verdi dell'€™E42. Roma: Nuova Editrice Spada, 1988, ISBN CFI0143675.

DE VICO FALLANI, Massimo. Raffaele de Vico e i giardini di Roma. Firenze: Sansoni Editore, 1985.