Guggenheim Museum
Frank Lloyd Wright
1071 5th Ave, New York, NY 10128, United States, 1943-1959

Nel 1943 a Frank Lloyd Wright fu commissionata dal mecenate e collezionista d’arte Solomon Guggenheim la progettazione di un nuovo museo capace di ospitare i capolavori di alcuni dei più grandi artisti del Novecento. Solomon non avendo velleità creative ma essendo molto appassionato di pittura, decise di sostenere il talento dei veri artisti, promuovendo e tutelando l’arte moderna e contemporanea. Né Solomon né Wright fecero in tempo a vedere realizzata e operativa la loro grande opera: il Guggenheim Museum di New York fu inaugurato nel 1959, poco dopo la morte dell’architetto.

Per Wright il Guggenheim rappresentò l’ultima sfida: quella di portare l’architettura organica nel centro delle più grandi metropoli del mondo, in mezzo a grandissimi grattacieli e non ad un paesaggio naturale. Il suo aspetto si discosta dall’immagine dei grattacieli che circondano il museo sia per forma che per colore. Si presenta come una costruzione inconfondibile nel panorama quasi omogeneo di Manhattan: bianco e relativamente basso. L’idea è quella di una ziggurat, una spirale capovolta che sale dal piano terra e si allarga come un nastro che viene srotolato sino alla fine dell’edificio. La linea curva è certamente dominante, anche se le diverse parti del museo sono un vero assemblaggio di linee e forme geometriche regolari: triangoli, ellissi, archi e quadrati che conducono l’osservatore attraverso uno spazio continuo e armonico.

Strutturalmente l’edificio funziona come una rampa che sale a spirale seguendo una pianta circolare. Nella parte esterna della rampa si trova lo spazio espositivo che viene sostenuto da setti in calcestruzzo armato posizionati lungo i raggi ogni 30°. All’interno del cerchio invece si trova il percorso di salita e discesa che risulta a sbalzo. In copertura i setti vengono prolungati così da formare i costoloni della cupola vetrata che sovrasta il grande spazio vuoto centrale. Appena si entra nella hall, che corrisponde alla grande spirale leggibile anche dall’esterno, il visitatore può cominciare la visita salendo in ascensore fino alla sommità della struttura, per poi scendere seguendo una rampa unica, lunga quasi 500 m. I dipinti sono esposti lungo i muri della spirale ed in alcune stanze presenti lungo il percorso, che interrompono per un attimo il flusso della visita. Oltre il parapetto invece, il grande vuoto centrale permette di vivere l’interno espositivo.

La luce naturale entra dall’alto in modo uniforme e induce il visitatore a sollevare lo sguardo verso l’alto. Molti artisti ritenevano che un “contenitore” di tale impatto potesse oscurare le opere d’arte esposte; Wright replicò immediatamente dicendo che il suo intento era quello di rendere architettura e pittura parte di una ininterrotta sinfonia come mai si è visto nel mondo dell’arte fino a quel momento.


VIDEO

DISEGNI / ELABORATI

MODELLI CAD
3D
alsomar|iniciativa gráfica

APPROFONDIMENTI
Building construction
Fonte
Case study
Fonte

BIBLIOGRAFIA

FRAMPTON, Kenneth. Storia dell'architettura moderna. Roma: Zanichelli, 2008, ISBN 9788808164629.

DAL CO, Francesco. Il tempo e l'architetto: Frank Lloyd Wright e il Guggenheim Museum. Milano: Electa, 2004, ISBN 9788837032715.

BROOKS, Bruce Pfeiffer. Frank Lloyd Wright: i capolavori. Milano: Rizzoli Editore, 2000, ISBN 9788817241946.

ZEVI, Bruno (a cura di). Frank Lloyd Wright. Bologna: Zanichelli, 1979, ISBN 9788808036940.

MUNTONI, Alessandra. Lineamenti di storia dell'architettura contemporanea.. Roma - Bari: Laterza, 2009, ISBN 9788842077930.

Hoban, Stephen. Solomon R. Guggenheim Museum: An Architectural Appreciation. New York: ?, 2013, ISBN 9780892074907.

Spector, Nancy. THE GUGGENHEIM: FRANK LLOYD WRIGHT AND THE MAKING OF THE MODERN MUSEUM. Solomon R Guggenheim Museum, 2009.

. Sixty years of living architecture : the work of Frank Lloyd Wright. ?, 1953.