High Line
James Corner Field Operations + Diller Scofidio + Renfro
, 2006-2014

La High Line è una linea ferroviaria per il trasporto merci, che in origine serviva l’area di West side Manhattan ed oggi è convertita in parco lineare, su progetto dello studio James Corner Field Operations.

La zona in cui sorge comprende i quartieri di West Chelsea e il Meatpacking District, storica area industriale di lavorazione della carne, in seguito gentrificata e ora quartiere di arte e moda. A cavallo tra il XIX e il XX secolo, a causa dei numerosi incidenti causati dai treni per il trasporto delle materie prime, che correvano alla quota stradale, nacque la necessità di costruire una linea ferroviaria sopraelevata. Il progetto iniziò nel 1929 e terminò nel 1934, ma appena pochi anni dopo la sua costruzione il calo della produzione industriale e l’incremento del trasporto su gomma portarono al progressivo disuso della linea ferroviaria. Negli anni ’80 l’infrastruttura venne infine completamente abbandonata.

Nel dicembre 1999, Joshua Davis e Robert Hammond, due giovani residenti, fondano “Friends of the High Line”, con lo scopo di salvare la linea ferroviaria dalla demolizione, di cui si inizia a parlare. L’associazione commissiona al fotografo Joel Sternfeld un reportage che svela una situazione affascinante: la natura, in 25 anni di abbandono, ha preso infatti il sopravvento, regalando a New York l’opportunità di realizzare un inaspettato parco, di cui il Lower West side ha disperatamente bisogno.

Grazie alle attività dell’associazione cresce quindi l’attenzione pubblica. “Friends of the High Line” commissiona studi di fattibilità e delinea un piano per la riconversione della struttura, per dimostrare che un recupero è possibile e soprattutto vantaggioso. Nel 2001, ottenuto l’appoggio del New York City Council, l’associazione muove un’azione legale contro l’accordo di demolizione firmato dal sindaco Giuliani e riesce a bloccare l’abbattimento e ad ottenere il sostegno ufficiale da parte della città di New York. A seguito di questa prima vittoria, nel 2003, “Friends of the High Line” bandisce il concorso di idee “Designing the High Line”, al fine di sollecitare idee creative, visionarie e coraggiose per un possibile riuso. Pervengono ben 720 proposte, da 36 nazioni. Nel 2004 viene infine bandito un secondo concorso, questa volta destinato alla realizzazione. Ai partecipanti viene richiesto l’impegno ad elaborare  il progetto esecutivo insieme a “Friends of the High Line” e alla comunità. Vincitore del concorso è il team composto da James Corner Field Operations (capogruppo) e Diller Scofidio + Renfro.

Il processo di progettazione partecipata dura diversi mesi e il cantiere si apre nel 2006. La High Line viene divisa in 3 sezioni: la prima è inaugurata nel 2009, la seconda nel 2011 e la terza nel 2014. Secondo James Corner “Il progetto della High Line è un esercizio di misura. Oggetto d’attenzione non è il progetto in sé, ma la High Line stessa e la città che sta oltre. Il progetto interpreta il carattere spontaneo della High Line e il suo presentarsi come object-trouvé, contestualizzato attraverso una sequenza unica di situazioni urbane.”

Per quanto riguarda l’adeguamento strutturale, grazie all’inusuale robustezza della struttura (sovradimensionata per sostenere treni merci a pieno carico) si è potuto intervenire con minime riparazioni, spesso semplicemente ritinteggiando l’acciaio, mentre in alcuni punti sono state inserite piastre di rinforzo e giunti di dilatazione. Nei punti di accesso le travi in acciaio sono state tagliate, per creare aperture in corrispondenza delle scale. Il progetto della pavimentazione e delle piantumazioni segue l’idea di mescolare oggetti trovati ed elementi nuovi al fine di creare un’unica superficie intrecciata in cui si alternano assi di cemento, vecchi binari riutilizzati, canali di irrigazione, terreni piantumati e arredi in legno. In alcune aree per la pavimentazione sono stati utilizzati assi prefabbricati in cemento armato, con giunti aperti e gradualmente rastremati per innestarsi nel terreno e per incoraggiare la crescita spontanea delle erbe selvatiche.

Il progetto di piantumazione, a cura di Piet Oudolf, è ispirato al paesaggio spontaneo che si era formato sulla High Line negli anni dell’abbandono. Esso varia in base ai diversi microclimi che si sviluppano lungo il percorso, e combina piante perenni, native e altro materiale botanico. L’inserimento di un parco sul corpo dell’infrastruttura ha trasfigurato il sedime dei precedenti binari, che ora appare come una sorta di “recinto-lineare” verde, incastonato tra blocchi edilizi, trasformando quello che in origine era un limite visivo in una nuova quota urbana da cui osservare la città. Si tratta di un recinto la cui forma non può essere letta se non attraverso il movimento, una promenade architecturale in cui i paesaggi che si susseguono non sono costituiti solo dall’opera in sé, ma da tutta l’architettura della città di New York.

La qualità urbana che questo progetto ha apportato ai luoghi ha generato quello che è stato definito “High Line Effect”, cioè un aumento di valore degli edifici della zona e maggiori investimenti immobiliari; dimostrando, infine, come la creazione di un innovativo spazio pubblico possa contribuire al rilancio economico di un’intera area della città.

 


VIDEO

DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

Jakob, Michael. Dall’alto della città: dalla Promenade plantée allo High Line Park. Siracusa: Letteraventidue, 2017.

Lindner, Christoph, Brian Rosa. Deconstructing the High Line. Rutgers University Press, 2017.

Oudolf, Piet, Rick Darke. Gardens of the High Line: Elevating the Nature of Modern Landscapes. Timber Press, 2017.

Field Operation, James Corner, Scofidio Diller Renfro. The High Line. Phaidon, 2016.

Zambelli, Matteo, Henrique Pessoa Alves. La High Line di New York. Mimesis, 2012.

David, Joshua, Robert Hammond. High Line: the inside story of New York City park in the sky. New York: Farrar, Straus and Giroux, 2011.