Hotel Sheraton
Studio Passarelli
Viale del Pattinaggio, 100, Roma, RM, Italia, 1978-

Lo Studio Passarelli nasce a Roma all’inizio del 1900 da Tullio Passarelli, il quale vedrà associarsi in seguito, i figli Vincenzo, Fausto e Lucio. L’ edificio è stato progettato dallo Studio Passarelli e Michele Valori, con la collaborazione di Francesco Ferlito. Tali collaborazioni con altri architetti, rappresentano il modus operandi dello Studio Passarelli, ai quali permette di partecipare attivamente a tutte le fasi progettuali, dall’idea iniziale, sino alla realizzazione. Situato lungo la Cristoforo Colombo, in un’area antistante le pendici nord della collina dell’EUR, l’Hotel Sheraton nacque nel 1978, da una collaborazione tra Alitalia , Compagnia Italiana Grandi Alberghi ed SME con il nome di Aerotel. Tale società venne creata per gestire alberghi di lusso in funzione del traffico aereo nelle diverse città italiane. Successivamente trasformato nell’ attuale gestione Sheraton Hotel. La struttura “cruciforme” richiesta dalla committenza, il vincolo dell’altezza da parte della Sovrintendenza e l’ attenzione verso la preesistenza del non lontano Forte Ostiense, sono stati per la progettazione, più uno stimolo che un limite. Questo è dovuto per lo più al fatto, che solitamente gli alberghi di grandi dimensioni, come lo Sheraton, vengono concepiti come strutture che si sviluppano in altezza, in modo da poter offrire alla clientela, uno scorcio panoramico in quasi tutte le 700 stanze che presenta. Altra importante caratteristica degli alberghi che si sviluppano in altezza, è la piastra bassa, che fa da base alla struttura parallelepipeda. In questo caso, tale caratteristica è stata mantenuta, ma allo stesso tempo rielaborata, sezionando il parallelepipedo in quattro parti distinte che, successivamente sono state ricollocate a croce, ognuna con un’ altezza diversa. Se esternamente, tale soluzione “cruciforme” determina quattro zone, ognuna delle quali con una funzione diversa: accessi – parcheggi; spazi di servizio; spazi verdi a parco; piscina con servizi connessi; internamente, invece, permette di ottenere un unico nucleo distributivo. Al piano terra la struttura presenta pilastri cilindrici in cemento armato, distanti tra loro 14.40 metri, che rendono questa parte del fabbricato più flessibile, rispetto ai piani superiori , dove, la struttura, adotta una trama più fitta, con pilastri ogni 15.20 metri, collegati da travi d’acciaio a vista. Questa caratteristica, insieme alle diverse altezze dei quattro bracci della croce, portano ad un effetto generale, che è quello di un edificio sospeso tra la terra ed il contesto circostante. L’edificio è caratterizzato da un forte contrasto tra la particolarità dei disegni delle zone verdi e la massima linearità e rigore delle facciate, data quest’ultima, dall’utilizzo dello stesso elemento architettonico, la “finestra a nastro”, che si alterna, con la presenza di infissi in alluminio anodizzato nero con vetri color fumee, nel piano intermedio ed infissi in alluminio plastificato bianco presenti negli altri piani. Anche la scelta dell’utilizzo dell’alluminio plastificato bianco, è stata fatta tenendo conto dei vicini edifici di Luigi Moretti. In un contesto in continua espansione come quello dell’EUR, la presenza di un edificio lineare, come lo Sheraton, conferisce al territorio un senso di ordine e rigore.


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DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

Lenci, Sergio. Lucio Passarelli e lo studio Passarelli. Roma: Dedalo, 1983, ISBN 8822033582.

Lenci, Ruggero. Cento anni cento progetti. Milano: Electa, 2006, ISBN 8837042035.

Pedio, Renato. Nuovo Complesso Aerhotel in Roma, Tre Fontane. In: L'architettura,cronache e storia. Fabbri Editori, Bompiani, Etas, maggio 1980, n. 5, p. pp. 262-269..


SITOGRAFIA