Il Castellaccio
Armando Brasini
Via Flaminia, 489, Roma, RM, Italia, 1932-1938

Villa Brasini, situata a Roma in via Flaminia 489, oggi soprannominata il “castellaccio”, è un’eclettica costruzione realizzata da Armando Brasini nel 1925 come residenza personale, ideata secondo un autoritratto che l’architetto fa mettendo in forma il suo gusto personale della citazione storica. La villa doveva ricoprire il ruolo di casa-bottega che a cavallo dei due secoli era molto utilizzata dagli artisti per ostentare la loro fama e la loro bravura.

L’opera è composta da due costruzioni: Villa Flaminia, la prima ad essere stata completata nel 1925, e Villa Augusta che Brasini chiamò come sua moglie, terminata nel 1933 ed edificata su un lotto, sul versante di Ponte Milvio, comprato solo in un secondo momento .

Il prospetto su Via Flaminia si dimostra estremamente sobrio, dando l’impressione di essere un magazzino o una rimessa per cavalli, soluzione che ha contraddistinto per secoli i fronti delle principali vie di Roma; anche all’interno della villa si rimanda alla sovrapposizione degli stili e influenze che caratterizzano la città nella storia.

Il terrazzamento è delimitato sui tre lati da volumi edilizi che seguono l’andamento scosceso del terreno: esso è diviso in tre parti e possiede soluzioni architettoniche e sistemazioni per il verde diverse tra loro. Il cortile è arricchito da statue e monumenti marmorei provenienti dallo smantellamento di Palazzo Torlonia e un ninfeo pensile adornato con sculture di Silvio Canevari.

Villa Flaminia, dalla geometria a più livelli della struttura, trasmette una sensazione d’imponenza e di sontuosità; dalla scalinata si arriva al primo piano da cui si giunge al salone e alla galleria, il secondo livello è adornato da statue, balaustre e fontane. Le stanze sono finemente decorate seguendo un gusto antico, con affreschi e stucchi di vari periodi e stili che rivelano l’animo raffinato dell’architetto d’interni Armando Brasini.

Villa Augusta, il famoso castellaccio, si è guadagnato questo nome sia per la sua forma intimidatoria che per le numerose leggende che la riguardano: molte sostengono che la villa sia stata edificata da Brasini seguendo modalità dettate dalla sua passione per l’alchimia e l’esoterismo. La costruzione appare come un castello di sei piani, con in cima una torre poligonale sorretta da maestose colonne decorate.

Brasini tende a vedere l’oggetto architettonico come intervento provocatorio di stupore e meraviglia; le sue opere sono ricche e personali. La sua architettura ha una vita segreta che dona una suggestione mentale e mnemonica che mette in discussione i rapporti logici di spazio, tempo e casualità; allo stesso modo Villa Brasini può essere considerata una provocatoria e fantastica  isola all’interno di Roma.


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

Bedoni, Cristina. Un testo di storia dell'architettura: Villa Flaminia a Roma di Armaldo Brasini. In: Disegnare. Idee immagini. 1992, n. Fascicolo: 4 Pag. iniziale: 43 Pag. finale: 54, .