The Menil Collection
Renzo Piano Building Workshop
1533 Sul Ross St, Houston, Texas, 1982-1987

Nel 1982 Renzo Piano venne incaricato dalla collezionista Dominique de Menil di progettare un museo destinato a ospitare la sua collezione d’ arte primitiva, surrealista e contemporanea, considerata una delle collezioni più importanti del mondo, costruita negli anni insieme al suo ormai defunto marito John de Menil. L’ edificio è costruito in un parco al centro di Houston, in un’ area residenziale di villette ottocentesche unifamiliari in legno che, riutilizzate per attività museali complementari, hanno portato alla costituzione di un “Village Museum”. Il Museo è costituito da una struttura semplice che riprende il principio del balloon-frame, utilizzando facciate rivestite in legno, elemento ripreso dalle abitazioni circostanti. Sopra il piano terra, dove si sviluppano le sale espositive, si trova la “treasure house”, zona per il deposito delle opere, con una superficie più piccola rispetto al corpo principale dell’ edificio. In questo spazio si conservano tutte le opere non esposte ad una temperatura tale da non danneggiarle. L’ interno dell’ edificio è caratterizzato da una estrema semplicità, priva di ogni elemento monumentale. Il suo centro si apre in un giardino, delimitato da pannelli di vetro che ne permettono la visibilità da ogni parte dell’edificio. Le pareti bianche e i pavimenti scuri determinano un’ atmosfera di serenità, calma e contemplazione.
L’ uso della luce naturale in un contesto artistico è la caratteristica principale di questo progetto. Infatti, l’elemento che sicuramente desta maggiore stupore è la copertura, poiché l’intento del committente nonché dell’architetto era quello di illuminare gli ambienti espositivi mediante luce naturale in modo da non danneggiare le 10.000 opere d’arte con l’irraggiamento diretto del sole.
Così il museo viene concepito come una sorta di “solar machine”, in grado di catturare la luce solare dall’alto e di diffonderla in maniera zenitale al suo interno.  La struttura della copertura consiste in una serie di circa 300 foglie parallele di vetrocemento, le cui facce, concave e convesse, filtrano e riflettono luce diffusa ad intensità variabile, generando un ambiente interno mutevole, che cambia a seconda delle condizioni atmosferiche esterne. Una macchina solare, appunto, che da vita ad un’ambientazione interna mai eguale a se stessa. Nelle ore notturne, invece, le foglie servono da schermi diffusori, illuminati questa volta da faretti che alloggiano tra una foglia e l’altra.
La copertura della Menil Collection, ispirata e influenzata dalla presenza del vicino Kimbell Art Museum di Luis Khan, che della luce ne ha fatto la sua ragione d’essere,  è il primo esempio di un lungo studio di Renzo Piano sul concetto di trasparenza, effimero e luce diffusa. Un fil rouge, quello della copertura, che accompagnerà tutti i progetti più importanti dell’autore, dall’ Cy Twombly Pavilion a Houston al Museo del Lingotto a Torino, dall’ Atelier Brancusi a Parigi al Nasher Sculpture Center a Dallas, dal Chicago art Institute a Chicago alla Fondazione Beyeler Museum di Riehen.

 


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DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Superficie: 10 900 m²
Altezza: 13,4 m
Numero di piani: 3


BIBLIOGRAFIA

JODIDIO, Philip. Renzo Piano.. Londra: Taschen, 2012, ISBN 9783836530682.

Shinkenchiku-sha, Co. Ed. Renzo Piano Building Workshop 1989-2010.. Tokyo: A+U, 2010, ISBN 9784900211698.

PIANO, Renzo. In viaggio con Renzo Piano. London: Edizioni Phaidon, 2005, ISBN 9780714898247.

AA.VV.. Atlante di Architettura Contemporanea. Milano: Edizioni Gribaudo, 2003, ISBN 9788880585473.

SHUNJI, Ishida. Renzo Piano Building Workshop: Menil Collection. In: GA DOCUMENT. Houston: 1993, n. 36, .

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SITOGRAFIA