Museum Brandhorst
Sauerbruch Hutton
Theresienstraße 35, 80333 München, Germania, 2002-2009

Il Museum Brandhorst si colloca nel distretto dello Maxvorstadt, famoso per l’alta concentrazione di musei, edifici per la cultura ed ampi spazi verdi. Il quartiere, inoltre, si contraddistingue per un’ottima rete di trasporti pubblici e per i numerosi percorsi pedonali che collegano le attività presenti, tra cui la sede di Matematica e Fisica dell’Università LMU e il Tribunale Amministrativo. Il museo è concepito come l’unione di tre volumi, uno totalmente ipogeo e due fuori terra. I volumi esterni sono dei semplici parallelepipedi, dei quali uno si sviluppa in orizzontale e l’altro verticalmente. Entrambi sono avvolti da finestre a nastro, che creano continuità tra i due corpi e proseguono soprattutto nel lato lungo dell’edificio. La composizione di pieni e vuoti della facciata conferisce monumentalità all’ingresso, dove il prevalere di parti piene da risalto alla grande bucatura che si apre nella hall. A questa apparente semplicità formale si contrappone un rivestimento esterno molto più “espressivo”, formato da 36000 piastrelle in ceramica di 23 diversi colori, montane su un rivestimento in metallo perforato. Se nella pelle esterna il colore si manifesta in tutte le sue sfumature, non altrettanto avviene negli spazi interni, in cui i colori predominanti sono le pareti bianche ed i pavimenti in quercia chiara. Nella distribuzione degli ambienti interni, l’elemento di maggior interesse è la grande sala a tripla altezza, che funge da spazio di connessione tra i vari livelli del museo, con un’imponente scala in rovere che diventa cerniera visiva tra i diversi livelli del museo. Altro spazio di pregio è rappresentato dalla sala posta alla sommità del primo corpo di fabbrica, costituita da uno spazio asimmetrico con una particolare conformazione per esposizione. Molto importante nella progettazione dell’edificio è stato l’attenzione all’ecosostenibilità, attraverso un attento studio dell’illuminazione naturale e dell’impianto di riscaldamento e raffrescamento. Il sistema di illuminazione naturale è gestito da dispositivi che regolano il giusto quantitativo di luce negli ambienti. Nelle sale poste al primo piano la luce entra direttamente in maniera zenitale, la quantità di luce entrante è regolata da un sistema di schermatura a lamelle orientabili. La luce artificiale è integrata alla luce naturale ed entra in uso solamente quando il sistema di lucernari non è sufficiente alla chiara lettura delle opere.


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DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Area: 12,100 mq


BIBLIOGRAFIA

SAUERBRUCH, Matthias, Louisa HUTTON. Sauerbruch Hutton : colour in architecture. Berlin: Distanz, 2012, ISBN 9783942405386.

AA.VV.. Museum Brandhorst: The Architecture. Ostfildern: Hatje Cantz, 2009, ISBN 9783775723558.

GERFEN, Katie. Museo Brandhorst a Monaco. In: Detail. 2010, n. 4, p. 334-354.

MURUA, Carmen. Museo Brandhorst. In: Costruire in laterizio. 2010, n. 134, p. 22-27.

RYAN, Raymund. Brandhorst Museum. In: The Plan. 2009, n. 37, p. 43-50.