Nuova Fiera di Roma
Studio Valle
Via Portuense, 1645/647, Roma, RM, Italia, 2000-2006

La nuova Fiera di Roma racchiude in sè una sintesi tra livello funzionale, urbanistico e architettonico. Progettata dall’architetto Tommaso Valle e dall’ingegnere Massimo Majowiecky, si colloca in una posizione strategica, tra l’Aeroporto “Leonardo da Vinci” a Fiumicino e la città di Roma, nelle vicinanze della ferrovia Roma-Fiumicino. La richiesta dei committenti era basata su tre criteri principali: massima flessibilità d’uso degli spazi espositivi, efficienza gestionale dell’attività fieristica e semplificazione nella manutenzione delle strutture. Il grande complesso della Nuova Fiera di Roma si estende su un’area di 920.000 mq, con 302.000 mq di verde e 186.000 mq di aree espositive, una passerella pedonale, un Centro Direzionale, Servizi Complementari e parcheggi sia interni che esterni. Un percorso pedonale coperto, accessibile da ingressi posti nei quattro punti cardinali e posizionato a 6 metri da terra, largo 10 metri e lungo 2 km (paragonabile alla distanza tra piazza del Popolo e piazza Venezia), attraversa l’intero complesso fieristico, acquistando il ruolo di spina dorsale tra i padiglioni binati. In posizione centrale è collocato il Centro Direzionale (di circa 3.000 mq), riconoscibile sia di giorno che di notte, che consente a tutti di individuare con chiarezza ed immediatezza l’esistenza dell’insediamento. Formato da un parallelepipedo in acciaio e cristallo, che si sviluppa su cinque livelli fuori terra, questo volume è circoscritto da una piazza sopraelevata, da cui si diramano 2 percorsi pedonali sopraelevati. I 22 padiglioni binati hanno forme regolari nette con dimensione trasversale di 72.60 metri e longitudinale che varia tra i 144.60 metri e i 72.60 metri e un’altezza pari a 16 metri. Ogni padiglione espositivo è dotato di una zona d’ingresso lungo il lato corto posto in adiacenza ed alla quota del percorso pedonale sopraelevato dei visitatori. La struttura dei padiglioni e della copertura sono realizzate con travi reticolari in acciaio con tiranti sui lati, che coprono una luce libera di oltre 60 metri, disegnate e calcolate in modo tale da far sì che l’accesso ai padiglioni fosse possibile anche in mezzo, libero da pilastri, offrendo così ai clienti tempi di allestimento ridotti. L’acciaio è stato pensato, oltre che per la facilità tecnologica, anche nell’ottica di una facile manutenzione. I prospetti riassumono la logica progettuale che mira a unire aspetti conoscitivi con esigenze funzionali, attraverso dei grandi tubi collegati da tiranti, che svolgono sia una funzione regolatrice degli ingressi, sia una funzione strutturale. Le tamponature sono realizzare con pannelli di rivestimento modulari metallici in cui sono state inserite le vetrate. I tempi di realizzazione ristretti sono stati possibili grazie al prevalente impiego di elementi prefabbricati. L’elegante pensilina posta come copertura al lungo percorso pedonale, tesa tra sostegni in acciaio, è in Texalon, un materiale ottenuto dalla lavorazione degli ultimi scarti del petrolio, che gode della qualità di essere molto leggero e biodegradabile. La scelta del colore in prevalenza bianco degli elementi strutturali, come la passerella pedonale, il Centro Direzionale e il rivestimento dei padiglioni, accostato alla tonalità di grigio tenue, è stata determinata dall’intenzione di minimizzare l’impatto visivo delle imponenti strutture e allo stesso tempo dalle volontà di esaltarle attraverso il contrasto dato dai giochi di ombre e luci delle superfici.


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DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

PLANELLI, Isabella. Studio Valle. In: I Maestri dell’Architettura. Milano: Hachette, 2009.