Nuova sede dell’Istituto Mobiliare Italiano
Studio Passarelli
Via dell'Arte, 19, Roma, RM, Italia, 1969-1970

La nuova sede dell’Istituto Mobiliare Italiano è un edificio costruito nel 1969 nel quartiere dell’EUR, a Roma, che si sostituisce alla vecchia sede in centro storico a Via delle Quattro Fontane. Lo stabile è stato progettato dallo studio Passarelli ed è stato edificato in un complesso già in costruzione secondo il progetto di La Padula e Mancini. Il complesso contava due edifici a forma di parallelepipedo, uno addossato sul lato del lotto verso viale dell’Architettura e l’altro situato nell’angolo tra viale dell’Arte e viale della Civiltà Romana. I due blocchi sono caratterizzati da una certa altezza e dalla presenza di numerose superfici vetrate scandite da elementi verticali formati da pannelli di alluminio a tutta altezza che riprendono lo stile architettonico degli altri centri direzionali presenti all’EUR.

Il progetto lascia invariati i due edifici e l’attenzione viene posta nel riunire tra loro concettualmente e spazialmente le varie parti, in particolare sulla sala riunioni situata nell’angolo del lotto lasciato libero dai blocchi parallelepipedi, ovvero l’angolo tra viale dell’Arte e viale Rembrandt.

La sede si presenta come un edificio a pianta compatta sviluppato su un unico piano fuori terra, caratterizzato dalla presenza di elementi deformati che creano figure circolari e curve. In generale il progetto si caratterizza per una plastica estremamente accentuata degli elementi architettonici, connotazione che si evince anche nella presenza in copertura di un elemento scultoreo a forma di trave d’acciaio ingrandita e deformata come fosse sollecitata a momento flettente.

Al centro dell’edificio si trova la sala conferenze che si sviluppa come un grande volume a pianta circolare e si contrappone fortemente all’andamento tendenzialmente rettilineo del resto dell’edificio. Intorno alla sala principale sono attestati vari spazi: altre aule riunioni più piccole, bagni, locali tecnici e servizi di accoglienza. Il fabbricato presenta anche un piano più piccolo, ipogeo, che si connette al parcheggio sotterraneo da cui si accede tramite una rampa elicoidale in superficie che riprende sia formalmente sia materialmente lo stile architettonico dell’edificio con la sala riunioni.

Il materiale utilizzato per la struttura è il calcestruzzo armato (insieme all’acciaio per le coperture e gli infissi) finito con una particolare miscela di graniglia di cemento e marmo bruno, che conferisce un senso ancora più materico all’architettura. Le finestre sono tutte inquadrate in un motivo semicircolare che accentua il carattere del corpo murario. Gli interni, così come gli spazi esterni, sono arricchiti da una importante collezione di opere d’arte moderna, anche integrate con l’architettura come la grande struttura verticale della presa dell’aria esterna, opera di Michelangelo Conte.


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

Ippolito, Achille Maria. Roma EUR '83. Roma: Fratelli Palombi, 1983.

De Guttry, Irene. Guida di Roma Moderna. Dal 1870 ad Oggi. Roma: De Luca Edizioni d'Arte, 2001.

LENCI, Ruggero. Studio Passarelli - cento anni cento progetti. Roma: Electa, 2006, ISBN 978-88-370-4204-3.

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