Palazzina in viale Bruno Buozzi n.58
Massimo Castellazzi
Viale Bruno Buozzi, 58, Roma, 00197 RM, Italia, 1950-1954

La palazzina sita in viale Bruno Buozzi n.58, che sorge nel quartiere Parioli di Roma, è uno degli edifici di Massimo Castellazzi, noto architetto romano, conosciuto per le sue realizzazioni della stazione Termini, della biblioteca Nazionale di viale Castro Pretorio e di vari edifici oggi dell’università La Sapienza al quale lavorò con altri importanti architetti della Roma del’900. In questo progetto del 1950, recensito da Moretti come un’importante testimonianza dell’architettura contemporanea italiana, Castellazzi riesce a operare una contaminazione tra un lessico monumentale di impostazione piacentiniana, tipico del paesaggio romano di quel periodo, evidente nel paramento a conci di pietra nella compatta chiusura dei fronti laterali, e il linguaggio razionalista del prospetto principale, completamente svuotato dall’ampia finestratura estesa per tutta la sua ampiezza, che ricorda il trattamento modulare della facciata della Casa del Fascio di Como di Terragni, cui corrisponde all’interno una galleria loggiato antistante al salone. La parte basamentale, sormontata dai quattro piani superiori completamente finestrati, mantiene il trattamento chiuso a conci dei fronti laterali con dieci singole aperture modulari. La corte interna ospite due corpi scala, uno dei quali, quello di rappresentanza, di conformazione semicircolare e il secondo di servizio. L’ingresso non più in asse non riprende il tema delle palazzine romane ottocentesche, ma viene relegato sulla sinistra, riportato al lessico trilite dell’entrata. Il tema della palazzina è qui affrontato con spirito razionalista e molte sono le analogie con il Girasole di Moretti, progetto del 1948. L’idea della casa, come luogo aperto e luminoso è un tema comune a molti altri giovani architetti del periodo. Si tratta del progetto di una palazzina per appartamenti di lusso di grandi dimensioni, dove vengono anche previsti alloggi per la servitù, e con il fronte che da sulla via principale privilegiato da un affaccio molto vasto. Ogni piano è composto da due appartamenti; la soluzione distributiva in pianta è di tipo quasi simmetrico al fine di garantire le stesse condizioni di visuale a tutti gli alloggi. Sul fronte principale l’architetto ha disposto le stanze di soggiorno e di rappresentanza, rese ancora più importanti dall’ampia loggia che ospita la struttura, allo stesso tempo però, le grandi vetrate riescono a proiettare verso l’interno il panorama esterno.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Castellazzi aveva lo studio a Villa Strohl Fern insieme con Tullio Dall’Anese. Questa villa, estesa per 8 ettari, fu acquistata nel 1879 da Alfred Wilhelm Strohl, cittadino francese di lingua tedesca perché alsaziano. La Villa fu disegnata dallo stesso Strohl Fern e al suo interno egli fece costruire studi-laboratori per la pittura e la scultura per poter ospitare artisti di tutta Europa, dando così inizio ad una comune identità culturale europea.


BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma, Guida all’architettura moderna, 1909-2011. 4 Roma: Editori Laterza, 2012.

BOZZONI, Corrado, Daniela FONTI, Alessandra MUNTONI (a cura di). Luigi Moretti. Architetto del Novecento. Roma: Gangemi editore, 2011.

MEZZETTI, Carlo (a cura di). Il disegno della palazzina romana. Roma: Edizioni Kappa, 2007.

DE GUTTRY, Irene. Guida di Roma moderna dal 1870 ad oggi. Roma: De Luca, 1989.

De Nicola, Roberto. La palazzina romana degli anni '50. In: Metamorfosi : quaderni di architettura. Roma: Kappa, 1991, n. X, p. X.


SITOGRAFIA