Palazzina in Via Archimede 148
Luigi Piccinato
Via Archimede, 148, Rome, Metropolitan City of Rome, Italy, 1939-1941

L’intera opera architettonica di Luigi Piccinato si caratterizza per la ricerca e la sperimentazione linguistica che lo porta progressivamente a raggiungere la sintesi tra architettura razionale e architettura organica, esprimendo appieno la natura dell’uomo ugualmente divisa tra sentimento e ragione. Anche se le prime opere sono realizzate sotto la dittatura e quindi da questa finanziate, esse sono rappresentative di un’idea antiretorica dello spazio architettonico ed urbanistico. Infatti secondo lo storico e critico Cesare De Sessa i lavori dell’architetto si oppongono alla fredda spazialità delle opere di Del Debbio e Piacentini, quest’ultimo suo maestro e di cui è stato per molto tempo assistente a Roma. I progetti celebrati durante il regime risultano estranei alla scala umana e insensibili ai fruitori e al contorno, mentre l’opera di Piccinato si esprime per la maggior parte attraverso la dissacrazione della veduta frontale e il forte dialogo che sviluppa con l’ambiente circostante. Anche in occasione della palazzina ai Monti Parioli l’architetto espone i propri caratteri distintivi e trae spunto per la ricerca di nuove formule architettoniche: la costruzione è infatti il risultato della rielaborazione degli studi del Movimento Moderno e dell’edilizia a basso costo, ma applicati a un edificio destinato a fasce di reddito elevato. È inoltre concepito in modo da consentire una completa interazione con gli spazi esterni.
Costruito nel 1939, l’edificio sfrutta la conformazione collinare del lotto su cui sorge e propone due ingressi a quote diverse tra loro; l’ingresso principale è situato in via Archimede, la strada al livello più alto. In via Guidobaldo del Monte invece sono collocate le autorimesse, collegate agli alloggi da un ascensore principale e da una breve galleria che passa sotto la collina. È di particolare interesse il prospetto a valle, sorretto da un giardino a terrazze in blocchi di tufo e attraversato per l’intera lunghezza da balconi che possono vantare un panorama straordinario: la pineta di villa Glori, villa Savoia, la valle del Tevere e in lontananza il monte Soratte. La cura del progetto può essere intravista attraverso i diversi trattamenti dei balconi: quelli rivolti verso via Archimede diventano logge che disegnano con regolarità geometrica un prospetto unitario, quadrato, avanzato rispetto al volume e leggermente aperto verso l’esterno; esso viene delimitato da un basamento e dall’attico all’ultimo piano. Nella parte opposta invece viene privilegiata la composizione a fasce orizzontali per dare maggiore leggerezza al corpo architettonico che in questa parte gode di un maggiore affaccio: il risultato è una palazzina che sembra quasi prendere il volo.
L’edificio ospita quindici appartamenti, tre per piano, che si riducono a due in corrispondenza dell’ultimo piano, e uno solo all’attico. Ogni appartamento è stato disegnato e realizzato come fosse un’abitazione isolata, il più possibile distante dai vicini, così da poter godere allo stesso tempo della sensazione di indipendenza propria di una villa e dei vantaggi economici e pratici della palazzina. Gli alloggi seguono uno schema distributivo che prevede una netta distinzione tra ambienti di rappresentanza e zone di servizio. Queste ultime in particolare sono concepite come a formare un piccolo locale a sé stante, distinguibile dal resto della casa: sono dotate di un ingresso separato e di un ascensore speciale riservati al personale di servizio. La distinzione è leggibile anche a livello volumetrico con un corpo centrale ridotto per i servizi sul quale sono innestati le zone migliori dell’appartamento per godere di diversi affacci. Lo studio attento della luce ha abolito i tradizionali cortili chiusi e le chiostrine per lasciare spazio a un lungo atrio vetrato aperto verso i saloni. Questi elementi possono inoltre fondersi tra loro grazie all’apertura di pareti scorrevoli, creando un unico complesso ambiente di soggiorno che affaccia sulle vaste terrazze e permette una rapporto diretto con l’esterno.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

L’edificio dispone di ottime condizioni igieniche e di comfort non soltanto grazie allo schema distributivo ma anche per l’attenzione dedicata ai diversi impianti. La palazzina è infatti dotata di un riscaldamento centrale le cui stufe, poste sotto le finestre, consentono un agevole ricambio dell’aria. Sono presenti inoltre una ghiacciaia elettrica nella dispensa, un impianto centrale di erogazione di acqua nei bagni e nelle cucine, canne di scarico automatico delle immondizie e telefoni interni con il portinaio.


BIBLIOGRAFIA

De Sessa, Cesare. Luigi Piccinato architetto . Bari: Dedalo, 1985, ISBN 978822033710.

Marconi, Plinio. Casa sui Monti Parioli. In: "Architettura". Roma : 1941, n. luglio, p. 286-293.

Ostilio Rossi, Piero. In: Roma, Guida all’architettura moderna, 1909-2011. Laterza, 2012, ISBN 978884209917. p. 128..