Palazzina Colombo
Mario Ridolfi, Wolfango Frankl
Via di S. Valentino 21, 00197, 1935-1938

La Palazzina Colombo, in via di S. Valentino sui Monti Parioli, può essere considerata tra i paradigmi del razionalismo romano. Il suo principale autore Mario Ridolfi è l’architetto nel cui lavoro meglio si affermano i principi del razionalismo in ambito romano negli anni del fascismo. I suoi rapporti con la cultura architettonica tedesca e svizzera sono testimoniati da Ridolfi stesso nel suo intervento sulla rivista Stile, nel gennaio del 1943, in cui ricorda gli anni della formazione, i suoi contatti con Libera e quelli appunto con gli architetti tedeschi. La Palazzina Colombo, insieme alla Palazzina Rea (1934) e gli studi Mostra sull’abitazione dell’ E42, attraverso la riflessione sulle declinazione del tipo razionalista, rappresenta una tappa fondamentale nella ricerca sull’abitazione in Italia nel periodo del fascismo. Gli architetti M. Ridolfi e V. Frankl iniziarono la progettazione della palazzina nel 1935 per conto di un ricco committente che intendeva realizzare per se e per la sua famiglia una villa a più piani con un alloggio per piano. Ruolo importante ebbe il rapporto che si instaurò tra Ridolfi e il committente, Achille Colombo, che regolarmente si incontravano nelle fasi di progettazione per definire le caratteristiche tipologiche e funzionali dell’opera. Si elaborarono inizialmente 5 proposte diverse, sulle quali il cliente operò una prima selezione. Il progetto definitivo caratterizza questo come un organismo a “corte”, la concezione logica dello spazio è scaturita dall’idea della casa a corte, che si trasforma in una abitazione in appartamenti su più piani. La lettura della pianta suggerisce una composizione ottenuta per aggregazione di cellule, come fossero parti di un più articolato tessuto, tale spartito planimetrico non trova coerenza con l’impaginato strutturale. L’edificio così si formalizza attraverso due corpi disposti a L con il prospetto frontale obliquo all’allineamento stradale.

La palazzina è articolata in 6 piani e l’ingresso principale avviene da Via San Valentino. Anche la sistemazione degli ambienti segue il criterio dell’affaccio verso l’intorno migliore, posizionando lo spazio del soggiorno verso la discesa di via San Valentino. Gli ambienti di servizio invece si trovano nelle due braccia parallele distribuiti lungo i prospetti laterali. In particolare a sud, nel braccio più lungo trovano posto le camere da letto con balconcini, a nord le aree dei servizi con soltanto un balconcino. Il prospetto frontale è caratterizzato dalla presenza di balconi continui, sui quali affacciano i spazi di soggiorno, mentre gli altri prospetti sono marcati dalle bucature delle finestre intervallate dagli aggetti dei balconi. Ogni alloggio è composto da 5 camere da letto, zona dei servizi e soggiorno; quest’ultimo è collegato con la sala pranzo. In particolare, a nord abbiamo la distribuzione della zona della cucina e dei servizi, a sud le camere da letto e lo studio, mentre sul prospetto principale il soggiorno e la zona pranzo. Nell’attico, una grande terrazza si affaccia su via San Valentino e a sud un grande salone è collegato ad una terrazza coperta, mentre a nord sono sistemate le camere da letto. Lo studio di Ridolfi si occupò anche della progettazione degli arredi fissi e degli infissi, concretizzando quindi l’ideale della progettazione integrata a tutte le scale del progetto, prerogativa fondamentale del razionalismo.


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

NICOLINI, Renato (a cura di). Mario Ridolfi Architetto 1904-2004. Atti del convegno Roma-Terni 2004. Milano: Electa, 2005.

CELLINI, Francesco, Claudio D’AMATO. Le architetture di Ridolfi e Frankl. Milano: Electa, 2005.

BELLINI, Federico. BELLINI, Federico. Mario Ridolfi. Roma- Bari: Editori Laterza, 1993.