Palazzina della Cooperativa Astrea
Luigi Moretti
Via Edoardo Jenner, 27, Roma, 00151 RM, Italia, 1947-1951

“La dignità della casa, intesa come ambito geloso e proprio dell’uomo, come mitica fortezza contro cui cadono le avventure e i fatti estranei del mondo, è in questo edificio fermata con rapporti e misure di spazi, del tutto diversi da quelli usuali e usurati dalla dilagante “edilizia”…”
Con questo inserto redazionale, di chiaro eloquio morettiano, viene pubblicata sulla rivista “Spazio” n. 7 la prima opera romana del dopoguerra di Luigi Moretti che venne progettata tra il 1947 ed il 1949 per i soci della cooperativa edilizia Astrea in un’area ai confini del quartiere di Monteverde Nuovo, in via Edoardo Jenner. L’edificio si sviluppa su tre livelli più un piano attico e la pianta, impostata su quattro appartamenti per piano, si avvale di due corpi scala indipendenti che servono due appartamenti ciascuno; tali scale sono illuminate da due finestre per piano delle quali una, la più sottile è destinata all’arieggiamento e si ribalta nello spessore del muro. L’irregolarità del lotto favorisce una leggera asimmetria planimetrica, mentre l’orientamento particolare che pone la facciata principale, prospiciente la strada, esposta a nord, determina l’intenzione di chiudere ,quanto possibile, la casa verso la strada stessa per difenderla dai venti e dal freddo di tramontana e di aprirla, invece, verso gli spazi laterali e interni che offrono una buona insolazione. Così sono state ubicate sul fronte dell’edificio le scale e due colonne di cucine e di bagni, mentre tutti gli ambienti di soggiorno e di riposo, ad eccezione di due per piano, hanno trovato luogo al sole e non guardano a nord. Ne nasce una palazzina anti canonica, giocata sul setto di facciata, realizzato con una membrana sovrapposta ad ali divaricate che si staccano dal piano nei punti di flesso dove alloggiano gli infissi, in modo tale da ridare l’esposizione est-ovest alle cucine e offrendo alle stesse delle piccole logge senza svuotare la consistenza piena della facciata e dando forza al taglio verticale delle scale. L’edificio ha una particolare volumetria, assai irregolare soprattutto ad est, dove episodi costituiti da aggetti, rientranze, logge aperte o chiuse, tagli longitudinali e verticali, pareti inaspettatamente inclinate, si susseguono e si incastrano con un emergere improvviso di spigoli, un affondarsi altrettanto improvviso di vani in ombra che abbracciano ora uno ora due piani, dando luogo a quello “stile”, copiato da molti e dilagato in tutti gli studi professionali. In Moretti, tuttavia, si tratta di una vera linea di ricerca, che anticipa, con soluzioni già mature, espedienti formali e funzionali che utilizzerà successivamente, uno tra questi, l’utilizzo di un piano-basamento rivestito in pietra, in questo caso in Travertino di Tivoli in lastre lasciate naturali in scorza di cava. All’estremità laterali lo zoccolo delimita gli spazi esterni della palazzina ma diviene anche, per l’interposizione di aperture ad asola destinate ad illuminare gli ambienti del seminterrato e del pian terreno, una sorta di fascia sospesa tra il suolo e la facciata dell’edificio, che lascia perfettamente cogliere, pur sovrapponendosi parzialmente, il ritmo dei pilastri in calcestruzzo a vista. Anche qui, come per la casa “Girasole”, il “rustico” della base assicura, in partenza, la difesa dalle manomissioni che l’usura del tempo fatalmente produce. La costruzione è in ossatura di calcestruzzo armato con pannelli di chiusura in laterizio ultimato ad intonaco che nel progetto originale era in bianco calce, ma oggi non più. Gli infissi delle scale e delle cucine sono in ferro, mentre gli infissi esterni erano in legno. Con questo edificio, Moretti mostra la volontà di sperimentare nuovi linguaggi e di “sollevare una costruzione di limitato costo, tirata su con materiali scarni, a un’acuta intensità di espressione”.


VIDEO

DISEGNI / ELABORATI

MODELLI CAD
Palazzina Astrea [3D]
agnese

BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma, Guida all’architettura moderna, 1909-2011. IV Edizione Roma: Editori Laterza, 2012, ISBN 9788842099178.

ROSTAGNI, Cecilia. Luigi Moretti: 1907-1973. Milano: Electa, 2008, ISBN 978883705731.

MONTEVECCHI, Luisa (a cura di). Moretti visto da Moretti. Dalle carte dell’Archivio centrale dello Stato. Le opere selezionate dal maestro per l’esposizione di Madrid 1971. Roma: Palombi Editore, 2007, ISBN 9788860601155.

GRECO, Antonella, Gaia REMIDDI. Luigi Moretti. Guida alle opere romane. Roma: Palombi Editore, 2006, ISBN 9788860600219.

CARRANO, Eleonora. Moretti: le opere romane. Roma: Prospettive, 2005, ISBN 9788843573783.

BUCCI, Federico, Marco MULAZZANI. Luigi Moretti: opere e scritti. Milano: Electa, 2000, ISBN 9788843573783.

BELLUZZI, Amedeo, Claudia CONFORTI. Architettura italiana, 1944-1994. Roma: Editori Laterza, 1994, ISBN 9788842044758.

FINELLI, Luciana. Luigi Moretti : la promessa e il debito : architetture 1926-1973. Roma: Officina, 1989, ISBN 8887570817.

SANTUCCIO, Salvatore. Luigi Moretti. Bologna: Zanichelli, 1986, ISBN 8808061965.

NESTLER, Paolo. Neues Bauen in Italien. Munchen: Callwey, 1954.

SPINELLI, Luigi. Itinerario: Moretti e Roma. In: Domus. 1992, n. 734, gennaio .

MURATORE, Giorgio. Dalla Balilla alla Coca-cola. In: Metamorfosi - Quaderni di architettura: La palazzina romana degli anni cinquanta. 1991, n. 15, .

DI BONA, Enrico. Luigi Moretti: architettura della contraddizione. In: Casabella. 1974, n. 386, Febbraio .

SANTINI, Pier Carlo. Incontro con Luigi Moretti. In: Ottagono. 1970, n. 16, .

MORETTI, Luigi. La Casa dell’ “Astrea”. In: Spazio. 1952-1953, n. 7, .

MORETTI, Luigi. Ricerche di architettura. In: Spazio II. 1951, n. 4, .