Palazzina Furmanik
Mario De Renzi, Giorgio Calza Bini, Pietro Sforza
Lungotevere Flaminio, 18, Roma, 00196 RM, Italia, 1935-1940

La palazzina Furmanik, che porta il nome del committente, fu progettata da Mario De Renzi in collaborazione con Pietro Sforza e Giorgio Calza Bini nel 1935 e rappresenta uno dei capolavori del Razionalismo della scuola romana. Si tratta della prima esperienza progettuale di De Renzi per residenze borghesi dopo numerosi interventi di edilizia residenziale a basso costo.

Con le logge a sbalzo della facciata principale, l’edificio spicca tra le palazzine del Lungotevere Flaminio. Lo schema planimetrico segue un principio simmetrico articolato da una coppia di alloggi uguali ad ogni piano, disimpegnati dal corpo scala principale e due scale di servizio laterali. L’edificio è articolato su sei piani, prevedendo anche nel seminterrato un garage e l’abitazione del portiere. Il piano rialzato era destinato ad alloggi e studi professionali, nei tre piani superiori due alloggi per piano, agli ultimi due livelli un grande alloggio signorile con giardino pensile destinato al proprietario. La maggiore espressività architettonica viene data alla facciata frontale a ovest, tenuto conto dell’ampia visuale che dal Tevere si allarga verso la cupola di San Pietro e le pendici di Monte Mario. Ogni alloggio, quindi, ha la zona giorno rivolta verso il lungotevere, caratterizzata da una loggia a sbalzo, mentre le camere da letto e i servizi sono disposti sui fianchi e sul retro. Ogni alloggio è composto dall’ingresso, un ampio soggiorno, una cucina, la zona studio, tre camere da letto e tre servizi igienici. L’attico, come detto, è fornito di un giardino pensile con solarium. Particolare attenzione viene riservata allo studio di una zona, per ogni alloggio, destinata a contenere armadi e guardaroba. Sulla facciata principale predomina l’orizzontalità, data dall’alternarsi equilibrato di fasce piene e di zone d’ombra dovute alle grandi aperture continue. I prospetti laterali, che affacciano su strade secondarie, vengono definiti da una parete continua su cui si aprono finestre quadrate. Il procedimento logico segue l’alternarsi di pieni e di vuoti, di sbalzi e rientranze, un modo per conferire uno svuotamento del volume unitario di base. Il modulo quadrato viene riportato anche nei quattro prospetti attraverso il rivestimento delle superfici in pannelli di conglomerato cementizio tinteggiato che simulano il rivestimento lapideo originariamente previsto. Il progetto prevedeva la realizzazione di due palazzine simmetriche rispetto a via Canina, ma la seconda non fu mai costruita. Negli anni sono state eliminate le persiane scorrevoli che ne caratterizzavano il prospetto verso il Tevere. Attualmente l’edificio ospita gli uffici dell’agenzia Equitalia.


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DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2011. Roma: Laterza, 2012.

URIBE GONZALEZ, Mauricio. Roma città capolavoro. Guida architettonica. Roma: Prospettive edizioni, 2010.

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DE GUTTRY, Irene. Guida di Roma moderna: architettura dal 1870 a oggi. Roma: De Luca, 1978.