Palazzina per Società Anonima Aquila Romana
Pietro Aschieri
Piazza Trasimeno, 6, Rome, Italy, 1931-1932

La Palazzina costruita dalla Soc. An. Edilizia Aquila Romana viene progettata da Pietro Aschieri nel 1931. Essa costituisce un interessante punto di arrivo di un percorso progettuale che coinvolge diversi edifici ideati dallo stesso architetto durante gli anni precedenti, concepiti per una committenza alto borghese all’interno del tessuto edilizio romano.

La pianta risente della conformazione del lotto trapezoidale a disposizione: Aschieri concepisce un’architettura valorizzando l’angolo affacciato su Piazza Trasimeno e sviluppando i prospetti lungo via Adige e lungo corso Trieste. La conseguente accentuazione del fronte d’ingresso tradisce un interesse del progettista verso la dinamicità dell’architettura espressionista, alla quale applica soluzioni già presenti nei lavori precedenti che contribuiscono a movimentare la facciata. L’uso di strombature, anche se derivate dalla tradizione barocca ancora presente nei suoi progetti, viene declinata per sviluppare una facciata moderna e caratteristica che tanta fortuna ha avuto nella successiva edilizia romana. In particolar modo la palazzina è la testimonianza da parte del progettista di una concezione dinamica della superficie pur utilizzando elementi ripetuti in serie: la combinazione con i balconi crea un ritmo che dona qualità ai prospetti e proietta nell’angolo, vero e proprio fulcro del progetto, la loro continuità.

Il motivo dei balconi e la loro parte circolare viene riproposta tramite una pensilina che chiude idealmente l’edificio e forma un sistema compositivo con il basamento. L’ingresso presenta una forte strombatura, caratteristica in molte sue architetture, che dona effetti scenografici alla testa dell’edificio. Un effetto che continua all’interno con un atrio circolare che introduce ad una successione di spazi centrali che a loro volta servono gli appartamenti. Aschieri ripropone in questo edificio un codice progettuale già proposto nella palazzina De Salvi (1930), ma sviluppato all’interno del volume triangolare.

Con questo edificio il progettista esplicita una ricerca tesa a modellare superfici e volumi mediante un uso decorativo degli stessi elementi architettonici (cornici e chiaroscuri) che richiama sia esempi del tardo espressionismo tedesco sia esperienze “novecentiste” italiane, in una simbiosi progettuale la cui ambiguità concettuale viene riscattata da una convinta partecipazione personale.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

L'edificio è una delle realizzazioni della Società Edilizia Aquila Romana, costituita a Roma il 5 aprile 1928, di cui Pietro Aschieri è consigliere. La sede è una delle ultime costruzioni realizzate nella capitale dal 1928 al 1932; le altre costruzioni da ricordare sono le palazzine in via Reno 21 (1928), le palazzine in via Poerio 64 (1928), le palazzine in via Nicola Fabrizi 11/a, dove sorge l'abitazione del progettita (1929), le palazzine in viale Glorioso (1930) e la palazzina De Salvi in Piazza della Libertà (1930).


BIBLIOGRAFIA

AA.VV.. Pietro Aschieri architetto, 1889-1952. a cura di Accademia di San Luca, Biblioteca della Facoltà di Architettura. Roma: Bulzoni, 1977.

Marconi, Paolo . Pietro Aschieri, architetto romano (1889-1952). La maestria in equilibrio. In: L'architettura. Cronache e storia. Roma : marzo 1962, n. 77, p. 780-783.

Donetti, Dario . «I colori, i toni e le architetture delle scene». Pietro Aschieri scenografo. In: Palladio. Roma: 2013, n. 52, .

Rossi, Piero Ostilio. Palazzina In: Roma, Guida all’architettura moderna, 1909-2011. IV Edizione Laterza, 2012, ISBN 9788842099178. p. 62..