Palazzina San Maurizio
Luigi Moretti
Via Romeo Romei, 35-39, Roma, 00136 RM, Italia, -1962

La palazzina sorge alle pendici del Monte Mario, in una zona un tempo lontana dal traffico e, come Moretti stesso la definisce, ‘‘non ancora scempia di verde’’. Il sito pone il problema di un edificio visibile essenzialmente dal basso verso l’alto. La committenza inoltre richiedeva un edificio dalla chiara percezione visiva e di forte impatto. L’aporia viene risolta da Moretti con uno studio formale di grosso effetto, connesso con i suoi studi sul Barocco e in particolare sulla chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza di Borromini.

Scartata l’ipotesi iniziale di un raddoppio dei corpi di fabbrica, la soluzione proposta vede l’edificio impostato su una forma tradizionale a pianta rettangolare, con scala centrale e chiostrina quadrata all’interno; ogni piano è composto da due grandi alloggi con doppio ingresso. All’interno degli alloggi i corridoi centrali portano alle stanze perimetrali e a tutti gli ambienti necessari per una residenza signorile: servizi per gli ospiti e per il personale, disimpegni, salotti e camere con servizi privati.

Al fine di evidenziare il rapporto dell’edificio con la morfologia del territorio, Moretti affida l’efficacia dell’immagine al gioco dei balconi a sbalzo di forme circolari. Il profilo degli sbalzi dei vari piani è sempre diverso per evitare sovrapposizioni. Grazie a questo gioco e all’arretramento del perimetro di chiusura si perde del tutto il senso di una tradizionale facciata, preferendo invece balconate tondeggianti ed ellittiche che crescono inarrestabili l’una sull’altra al di sopra del muraglione color ocra di via Romei. Anche il problema della soluzione angolare viene risolto proponendo il motivo di balconi rigonfi che girano attorno la struttura nascondendo l’angolo arretrato del muro di chiusura.

Mostrando grande sensibilità per il tema della luce, l’architetto sceglie di sovrapporre e staccare tra loro i volumi orizzontali individuati dai diversi piani dell’edificio, realizzandoli di un materiale scabro e granuloso come un’intonacatura bocciardata; il fine è quello di far vibrare luce e ombra, riprendendo allo stesso tempo il gioco dei chiaroscuri tipici dell’età Barocca. Lo stesso Moretti, infatti, pensa alla palazzina S. Maurizio come ad ‘‘un tentativo di dare forma a un sentimento di violenta espansione che dall’interno delle strutture vuole versarsi verso l’esterno: una carica di energia che dall’interno vuole esplodere verso l’esterno e le sue forze contrarie e contraddittorie’’.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Tipologia: Palazzina signorile per abitazioni
Forma di incarico: per nomina


BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma, Guida all’architettura moderna, 1909-2011. 4 Roma: Editori Laterza, 2012.

ROSTAGNI, Cecilia. Luigi Moretti: 1907-1973. Milano: Electa, 2008.

GRECO, Antonella, Gaia REMIDDI. Luigi Moretti. Guida alle opere romane. Roma: Palombi, 2006.

FINELLI, Luciana. Luigi Moretti. la promessa e il debito: architetture 1926-1973. Roma: Officina, 2005.

CARRANO, Eleonora. Moretti: le opere romane. Roma: Prospettive, 2005.