Palazzina Via Archimede 185
Ugo Luccichenti
Via Archimede, 185, Roma, RM, Italia, 1952-1953

La Palazzina in via Archimede 185 è stata realizzata all’inizio degli anni cinquanta, in un periodo di sperimentazione, quasi espressionista, del linguaggio di Ugo Luccichenti. In lui era costante la volontà di sorprendere, attraverso un’articolazione spaziale o una caratterizzazione strutturale del manufatto architettonico, il fruitore.
L’edificio in questione rappresenta a tal proposito un’esperienza avanzata sotto l’aspetto della concezione spaziale. La situazione degradante del terreno, al limite tra i quartieri Parioli e Flaminio, sulla quale si adatta il fabbricato, è stata senz’altro una condizione fondamentale nell’ideazione dell’opera che si compone di otto livelli tra cui un piano interrato per i garage e i locali tecnici e un piano seminterrato per l’accesso principale, che quindi è posto ad una quota leggermente inferiore rispetto alla strada. Tutti i piani, compreso l’attico e il piano delle coperture sono collegati da una scala curvilinea e, ad eccezione del primo piano, con un ascensore. Lateralmente al sistema distributivo della palazzina sono presenti due “pozzi di luce” coperti in sommità da dei lucernari in vetro e acciaio.
La compatta e simmetrica composizione della pianta dovuta alla rigida essenzialità degli spazi distributivi interni, è contraddetta nel volume plastico, che appare con un andamento asimmetrico e dinamico. Innanzitutto, per superare la forma parallelepipeda e la tradizionale concezione di facciata principale, retro, fianco destro e fianco sinistro e quindi per avere una percezione visiva di scorrimento continuo, senza brusche interruzioni dovute alla presenza dell’angolo retto, i vari fronti sono stati raccordati con un’ulteriore superficie inclinata.
Anche il distacco fra le due porzioni oblique e la porzione piana di ogni fronte corta dell’edificio, ottenuto mediante l’arretramento di un breve tratto di parete, è dovuto ad un’esigenza strettamente compositiva e non funzionale e mostra il chiaro proposito di voler chiaroscurare il corpo di fabbrica. Peraltro il non aver prolungato quella incisione fino a terra e la minore altezza del corpo centrale rispetto ai laterali, configurano in mezzeria un volume come una sorta di bow-window.
Il carattere plastico del volume viene però esaltato maggiormente sul lato lungo di Via Archimede dove ogni elemento architettonico contribuisce a conferire complessità e dinamicità al prospetto. Qui, una serie di solchi orizzontali sembrano staccare gli appartamenti sovrapposti e determinare con i parapetti un suggestivo chiaro scuro di linee, che piegandosi in senso perpendicolare alla facciata configurano dei balconi sulla strada.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Consistenze:
Superficie scoperta: 1150 mq
Superficie coperta: 550 mq
Cubatura totale: 13300 mc
Superficie netta (Superficie Utile appartamenti): 2889 mq
Superficie netta (SU autorimesse/garage): 725 mq
Superficie netta (SU appartamenti tipo): 260 mq


BIBLIOGRAFIA

Palmieri, Valerio. Ugo Luccichenti. Villino trionfale a Roma 1953-1959. Bari: Ilios, 2012, ISBN 9788890345678.

Passeri, Alfredo. Palazzine romane. Valutazioni economiche e fattibilità del progetto di conservazione. Roma: Aracne, 2013, ISBN 9788854859043.

Perogalli, Carlo. Case ad appartamenti in Italia. Milano: Görlich, 1959.


SITOGRAFIA