Palazzo del Ministero delle Corporazioni
Marcello Piacentini, Giuseppe Vaccaro
Via Vittorio Veneto, 33, Roma, RM, Italia, 1930-1932

Il palazzo del Ministero delle Corporazioni (oggi sede del Ministero dello Sviluppo economico) sorge fra via Vittorio Veneto, via Molise, di cui occupa l’intera lunghezza, e via di S.Basilio. L’opera è stata progettata dagli architetti Marcello Piacentini e Giuseppe Vaccaro.
L’edificio, realizzato fra l’agosto del 1930 e la metà del 1932, ha la forma di un grande 7 che racchiude l’antico Convento dei cappuccini, con l’ingresso principale posto nell’angolo tra Via Veneto e via Molise.
L’opera si compone di diverse altezze: sei piani più attico e superattico su Via Veneto, otto su Via Molise e dieci su Via San Basilio, più un seminterrato comune all’intero edificio. E’ composto circa da 400 stanze e comprende una superficie di 5000 mq di cui circa 3600 coperti.
Il carattere generale architettonico è improntato sullo stile Novecento: semplicità (la decorazione è quasi inesistente), studio delle proporzioni ed uso di materiali locali in collegamento alla tradizione romana.
Le fondazioni poggiano in parte su una palificata e la struttura portante verticale è interamente in cemento armato con una tamponatura in mattoni, mentre i prospetti esterni sono rivestiti da lastre di travertino di Tivoli e sperone di Montecompatri, dallo spessore variabile tra i tre e i cinque centimetri.
Il palazzo fu uno dei primi edifici pubblici ad essere dotato dei più moderni impianti per l’epoca, tra cui: gli ascensori, il riscaldamento centralizzato, la ventilazione, la posta pneumatica, i servizi igienici e i telefoni.
L’opera si suddivide in tre blocchi funzionali: quello amministrativo vero e proprio su Via Molise, quello riservato al Ministro e agli alti funzionari su Via Veneto e quello di rappresentanza posto fra i due in asse con l’ingresso principale.
Al centro del prospetto su Via Molise si apre il grande portone d’ingresso riservato agli impiegati; all’estremità destra di Via Veneto, invece, si trova l’ingresso destinato all’allora alta dirigenza del Ministero. Infine, al confine con il Convento, un accesso carrabile.
Il grande prospetto su Via Molise è scandito da una lunga serie di 21 aperture ed è composto da un avancorpo centrale dove si aprono l’ingresso e dieci assi di finestre. Ai limiti sorgono due sorte di torrette angolari; gli ultimi due piani del prospetto sono interamente rivestiti di travertino.
Il prospetto posteriore, su Via San Basilio, può essere interpretato come un corpo a sé stante, composto da sei assi di aperture sviluppate su dieci piani di altezza, di cui sei a filo con la strada e gli ultimi quattro arretrati in modo da formare delle “terrazze” a gradoni.
La facciata curva su Via Veneto, invece, presenta sette assi di finestre e una grande balconata coperta che collega gli estremi opposti del prospetto.
L’ingresso principale è inquadrato dal grande portale con ante bronzee su disegno di Giovanni Prini, con otto formelle che raffigurano “le attività dei lavoratori italiani” (Arti liberali, Arti plastiche e liriche, Commercio, Banca, Trasporti in mare, Trasporti aerei e terresti, Agricoltura, Industria), presenta stipiti in travertino e architrave in porfido.
Al di sopra, il balcone, con fregio continuo in marmo rosso di Antonio Maraini raffigurante le “Sette Corporazioni” (Credito, Industria, Professioni, Arti, Agricoltura, Trasporti, Commercio), dietro il quale sorge la grande vetrata del salone d’onore.
L’interno comprende, al pian terreno, il grande atrio quadrato con pareti laterali absidate al cui centro si innestano delle porte, che mettono in comunicazione con altri ambienti. In fondo all’ingresso, lo scalone d’onore, in asse con il portale ed illuminato dalla triplice vetrata istoriata, opera di Pietro Chiesa su disegni di Mario Sironi; nel corpo lungo Via Veneto prendono posto il cosiddetto Parlamentino (una sala per riunioni a forma di emiciclo digradante), un’altra sala per riunioni con terminazione a bovindo finestrato e, infine, l’atrio dell’alta dirigenza.
Nel corpo su Via Molise, il grande ingresso a doppia altezza, su cui si affacciano le terminazioni dei corridoi superiori con delle grandi balconate, che conduce allo scalone che circonda un grande vano per gli ascensori, che portano agli uffici degli impiegati.
Al piano nobile si sviluppano gli ambienti di rappresentanza: il salone d’onore (una volta “Sala del Consiglio Nazionale delle Corporazioni” di ventotto metri di larghezza per quattordici di profondità e quattordici di altezza) e le sale del Ministro e dei Sottosegretari.
Nel piano seminterrato si aprono i locali destinati al dopolavoro, comprendenti: sala da scherma, un caffè, barbiere e una biblioteca.
L’edificio è, in conclusione, la fusione di due grandi aspetti di un razionalismo monumentale che tende al classicismo: la forte presenza di ricchi materiali da costruzione, nonché grandi opere di allestimento interno, in connubio con la volontà di dotare il palazzo di tecnologie architettoniche e impiantistiche all’avanguardia per l’epoca.


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DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
Articolo dell'epoca sulla realizzazione del Palazzo
Fonte

BIBLIOGRAFIA

AA.VV.. Il Palazzo dell'Industria. Roma: Editalia, 1986.

. Marcello Piacentini (1881-1960) : l'edilizia cittadina e l'urbanistica Roma (p.104-105). Roma: Editore La Terza, 1983.

Casetti, Franco. Il nuovo palazzo del Ministero delle Corporazioni. In: La Rivista Illustrata del Popolo d'Italia. 1932, n. 1, p. 38-45.

Nezi, Antonio. Il Palazzo del Ministero delle Corporazioni. In: Emporium. 1933, n. XXXIX, p. 55-57.

AA.VV.. Ministero delle Corporazioni a Roma. In: Rassegna di Architettura. 1934, n. VI, p. 18-22.

Bega, M.. Corporazioni e arti applicate. In: Domus. 1935, n. 85, p. 25-26.