Palazzo delle Poste in via Marmorata
Adalberto Libera, Mario De Renzi
Via Marmorata, 207, 00153 Roma, Italia, 1933-1935

L’edificio di Libera e De Renzi fu realizzato tra il 1933 e il 1935 nel cuore di Roma, a ridosso dell’Aventino e delle Mura Aureliane e adiacente al complesso monumentale della Porta S. Paolo e della Piramide di Caio Cestio. Rappresenta l’unica costruzione sul lato di Via Marmorata, caratterizzata da una forte connotazione e slancio razionalista, avente una forma squadrata ed elementare in cui l’organismo assume la forma di edificio a corte dimezzata. É un volume massivo a forma di C, composto da elementi distinti, come se fosse un contenitore comprendente ambienti con funzioni diverse: al pian terreno i servizi postali, ai piani superiori gli uffici nelle ali laterali e il grande salone degli apparati telegrafici nel corpo centrale. Obbiettivo comune ai due architetti è coniugare modernità e tradizione: da un lato è presente l’elemento nuovo, dinamico, emblematico in primo piano nel prospetto principale che affaccia su Via Marmorata e dall’altro lato, nella parte retrostante, una forma elementare, astratta, statica, classica che diventa una caratterizzazione tipizzata aggiunta e di supporto al primo. La tipologia consolidata per gli edifici delle poste viene rivisitata e reinterpretata con una chiave di lettura nuova, a metà tra la versione moderna del tradizionale palazzo civico e la monumentalizzazione della macchina postale. É evidente il contrasto tra la solidità dei volumi regolari e il dinamismo formale fondato sull’intreccio diagonale dei due prospetti dei corpi scala. Sulle testate frontali del corpo di fabbrica a C sono ritagliate due finestre a losanghe simmetriche; attraverso la parete si scopre il motivo dell’orditura tra le travi delle scale e quelle della tessitura della stessa, in cui si colgono gli elementi dinamici dell’organismo: le scale, il lineare dispositivo portante a telaio e le travi inclinate che portano a sbalzo le rampe esterne delle scale. Le travi inclinate sono, a loro volta, incrociate da sottili travetti in simmetrica contropendenza. Abbiamo di fronte, quindi, un volume essenziale, primario, caratterizzato da una diversità strutturale e tecnologica degli elementi. Questa diversità è data dall’eterogeneità delle parti ma non indebolisce l’unità dell’insieme, che diventa straniante fino a proiettarsi in una dimensione metafisica.


VIDEO

DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Libera e De Renzi presentarono per lo stesso bando di concorso delle soluzioni anche per gli edifici delle Poste delle altre tre aree (piazza Bologna, viale Mazzini e via Taranto), due firmate da Libera e due firmate da De Renzi, in quanto il bando obbligava la firma di un solo progettista.
Per questo motivo De Renzi molto spesso viene dimenticato e solo più tardi risultò coautore delle Poste dell'Aventino.


BIBLIOGRAFIA

AA.VV.. Adalberto Libera. Opera completa.. Milano: Electa, 2001, ISBN 978884359644.

Poretti, Sergio (a cura di). Il restauro delle Poste di Libera. Roma: Gangemi editore, 2005, ISBN 9788849209716.

Rivalta, Luca. Adalberto Libera, Mario De Renzi: Il Palazzo delle Poste a Roma. Firenze: Alinea Editrice, 2007, ISBN 9788881254194.

Poretti, Sergio. Progetti e costruzioni dei Palazzi delle Poste a Roma 1933-1935. Roma: Edilstampa, 1990.

Quilici, Vieri. Adalberto Libera: l'architettura come ideale. Roma: Officina Edizioni, 1981.

Mulazzani, Marco. Cent'anni fa Adalberto Libera. In: Casabella. 2003, n. 716, novembre p. 4-5.

Capomolla, Rinaldo. Il palazzo delle Poste di Adalberto Libera a Roma. I lavori di Restauro. In: L’Industria delle costruzioni. Roma: Edilstampa, 2002, n. 366, luglio-agosto p. 98-103. ISSN 0579-4900.

Irace, Fulvio. Miraggio classico: Ufficio Postale e la Rinascente. In: Abitare. 2001, n. 408, luglio-agosto p. 123-125.

Salvitti, Manuela. L'Edificio postale di Adalberto Libera In: Il Disegno dell’Architettura. a cura di Ghisi Grütter. DiPSA edizioni, 1996, .