Palazzo delle Poste
Cesare Bazzani
Via Filippo Ascenzi, 9, Viterbo, VT, Italia, 1933-1936

Il Palazzo delle Poste di Viterbo sorge su un lotto triangolare chiuso tra via Calabresi e vicolo dei Magazzini, via Vittorio Emanuele (oggi via Roma) e via Littoria (oggi via Ascenzi). L’edificio fu progettato dall’arch. Cesare Bazzani, iniziato nel 1933 e terminato nel 1936. Malgrado vi sia un tentativo di modernità l’edificio mantiene un carattere plastico-murario, derivante dalla tradizione costruttiva viterbese, sottolineando una contraddizione tra orientamento storicista e innovazione.

 

Elementi formali

I prospetti sono suddivisi dal basso verso l’alto in:

  • un basamento rivestito in lastre di peperino, corrispondente al piano seminterrato e al piano rialzato, divisi da un marcapiano con modanatura a toro;
  • la parte della facciata corrispondente al 2° e 3° piano è intonacata;
  • cornice terminale semplice in peperino.

Verticalmente le facciate sono scandite da grandi lesene rastremate che partono dalla cornice a toro per raggiungere la cornice di sommità. Una torre a pianta quadrata conclude l’angolo formato dalle due facciate, è orientata verso la Valle di Faul, al suo interno vi è alloggiata la scala. Nel primo progetto l’edificio era a doppio corpo strutturale e triplice corpo distributivo, con una serie di vani disposti per lo più su via Littoria, sulla quale era previsto l’accesso alla sala con gli sportelli del servizio al pubblico del piano rialzato, collegato al piano stradale da due rampe di scale simmetriche. Altre modifiche furono fatte nel corso degli anni, ad esempio fu innalzato di un piano e furono trasformate le monofore dell’ultimo piano in ampie finestre rettangolari. L’edificio fu modificato anche all’interno, la zona delle sportellerie venne soppalcata (è un restauro in corso per riportare gli uffici alla situazione iniziale, demolendo i soppalchi).

 

Dettagli tecnico-costruttivi

La costruzione è eseguita in muratura ordinaria di pietrame e laterizio, con fondazioni continue di pietrame. Il solaio di copertura del piano seminterrato è in volterrane e calcestruzzo armato. Il solaio di copertura del piano terreno è formato da putrelle di ferro e laterizi. La torre è a pianta quadrata, sul lato esterno rivolto verso la valle di Faul vi è un orologio circondato da una cornice formata da bassorilievi in terracotta che riproducono i segni dello zodiaco. Vi erano dei simboli, tolti dopo la caduta del regime fascista: i fasci littori e lo scudo crociato dei Savoia. La scala principale nella torre ha i gradini rivestiti in marmo di Carrara e le pareti in marmo grigio, così come il pavimento dell’atrio. E’ tinteggiata internamente con spugnato di calce. Ha un parapetto in legno di noce lucidato a spirito. Il soffitto è rivestito a cassettoni in legno di castagno. L’accesso alla torre è garantito da una scala a chiocciola che parte dall’ultimo pianerottolo della scala principale. Il salone al pubblico è pavimentato in lastre di marmo policromo, il soffitto è cassettonato a stucco romano, le pareti sono rivestite, fino a tre metri di altezza, da una zoccolatura di marmo e superiormente sono a stucco. Le sportellerie sono in legno di noce e cristalli. Nelle due nicchie ai lati della facciata su via Littoria vi erano due statue bronzee di Silvio Canevari raffiguranti la guerra e la pace (quest’ultima fu rimossa).


VIDEO

DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
Parere Sottocommissione firmata da Giovannoni e Morpurgo
Fonte

ALTRE INFORMAZIONI

Le formelle decorative con Segni zodiacali per la torre del palazzo sono di Publio Morbiducci (1936)


BIBLIOGRAFIA

Strappa, Giuseppe, Gianni Mercurio. Architettura moderna a Roma e nel Lazio 1920-45. Roma: Edilstampa, 1996.

Strappa, Giuseppe, Giorgio Di Giorgio (a cura di). Palazzi Storici delle Poste Italiane. Milano: Franco Maria Ricci editore, 1996.