Parcheggio sotterraneo di Villa Borghese
Luigi Moretti
Parcheggio Saba - Villa Borghese, Viale del Galoppatoio, Roma, RM, Italia, 1966-1972

Il parcheggio, destinato ad accogliere sino a duemila autoveicoli, si sviluppa su due piani interrati per un totale di 3,6 ettari. Il sistema strutturale prevede un reticolo quadrato di ml/3,30, che organizza la giacitura dei pilasti in cemento armato, mentre alcune parti dei solai sono realizzate attraverso componenti prefabbricate. Oltre al parcheggio la struttura contempla la presenza di un centro commerciale di mq 6000. Dopo la costruzione è stato interamente ripristinato il verde, garantendo la continuità di parco a Villa Borghese anche al di sopra dell’imponente struttura.

Il parcheggio di Villa Borghese costituisce una sorta di esperimento campione per un programma di 35 parcheggi limitrofi al centro storico di Roma, varato attorno al 1965 e rimasto, di fatto, lettera morta. Il tema progettuale viene affrontato da Moretti su due distinti versanti. Da una parte il parcheggio interrato, tema sia architettonico che tecnologico, che viene risolto attraverso due livelli in calcestruzzo, cassettonati in maniera fortemente differenziata, e connessi alle strutture a cielo aperto attraverso percorsi meccanizzati, come scale mobili e tapis roulant. Dall’altro il tema del ridisegno della villa, in cui Moretti forza il legame dell’area coinvolta con il resto del parco, ad esempio attraverso le prese d’aria e di luce circolari, interamente foderate di verde, che consentono un dialogo con la villa. (Salvatore Santuccio)

Rientra nel gruppo di opere che portò allo sviluppo del quartiere, prima attraverso il concorso del 1948 per la sistemazione dell’ex Piazza d’Armi ai Parioli, poi attraverso la grande mole di interventi che precedettero le Olimpiadi del 1960, in cui un ampio gruppo di architetti (Cafiero, Libera, Monaco, Luccichenti, Moretti e Nervi), si occuparono della realizzazione del quartiere sia a livello infrastrutturale che urbanistico.

Lunghi viali pedonali sotterranei collegano i diversi ambiti urbani, attraverso i numerosi ingressi che sono spesso segnalati da monumentali scale di accesso a spirale, da viale del Muro Torto a piazzale Canestre, piazzale Brasile e le uscite su via Veneto e sulla stazione metropolitana di Piazza di Spagna.

I tozzi pilastri sagomati a fungo che si allargano sul solaio sovrastante (che ricordano molto quelli del Johnson Wax Administration Building di Frank Lloyd Wright), risolvono la struttura a maglia ortogonale regolare.

Il progetto si integra con la natura circostante attraverso scavi cilindrici torniti come vasi, segnati da profonde modanature, che illuminano i patii ipogei del garage sotterraneo, fungendo contemporaneamente anche da prese d’aria. Un folto manto erboso cadenzato da alberature di piccola dimensione cerca di mimetizzare la superficie di copertura.

Il parcheggio è ancora oggi uno dei più utilizzati, proprio per la posizione strategica e la vicinanza col centro storico.

Alla morte dell’Arch. Luigi Moretti, la Società Italiana per Condotte D’acqua nel 1971 incarica l’architetto Paolo Cercato di completare gli interni del parcheggio di Villa Borghese, attraverso l’inserimento di elementi d’arredo urbano, la realizzazione di una galleria di collegamento pedonale con via Veneto, e una pensilina che univa il parcheggio alla galleria centrale.


DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
Studio della Sezione della Colonna
Fonte

BIBLIOGRAFIA

Bozzoni, Corrado, Daniela Fonti, Alessandra Muntoni. Luigi Moretti, Architetto del Novecento. Gangemi Editore, 2011, ISBN 978-88492-2200-5.

Greco, Antonella, Gaia Remiddi. Guida alle opere romane di Luigi Moretti. Roma: Palombi editori, 2006, ISBN 9788860600219.

Rostagni, Cecilia. Luigi Moretti 1907-1973. Milano: Electa, 2008, ISBN 9788837057312.