Parco Savello all’Aventino
Raffaele De Vico
Piazza Pietro D'Illiria, Roma, 00153 RM, Italia, -1932

Il Parco Savello all’Aventino, comunemente noto come Giardino degli Aranci, deve la sua configurazione attuale al progetto del 1932 dell’architetto Raffaele De Vico, a seguito della decisione di destinare a parco pubblico l’area che i padri Domenicani della vicina chiesa tenevano a orto. Questo nuovo utilizzo dell’area era stato pensato al fine di creare un belvedere sulla città, alternativo alle viste che potevano apprezzarsi dal Pincio e dal Gianicolo. Gli alberi di arance presenti nel giardino, e da cui lo stesso prende il nome, sono stati piantati a ricordo dell’arancio presso il quale S. Domenico, che fondò qui il proprio convento, era solito predicare.
Il parco si estende per circa un ettaro, nell’area dell’antico fortilizio eretto dalla famiglia dei Savelli tra il 1285 e il 1287, presso la chiesa di Santa Sabina sull’Aventino, su un preesistente castello (Castello Savelli) fatto costruire dai Crescenzi nel X secolo ed ereditato da Ottone dopo il 1000.
Il progetto di De Vico si basa su un impianto fortemente simmetrico, con le uniche eccezioni dell’ingresso principale, verso piazza Pietro d’Illiria, e la fontana posta a destra rispetto al viale che regolarmente divide in due lo spazio del giardino. La posizione fuori asse dell’ingresso principale ha la funzione di dilatare il tempo che intercorre tra l’ingresso al giardino e l’inquadratura prospettica del belvedere: un espediente attuato da De Vico sia per aumentare la suggestione della veduta sia per diminuire la rigidità della simmetria dell’impianto (De Vico Fallani, 1985). A metà del viale in asse con il belvedere si aprono due slarghi, in quello di destra era, in origine, collocata la fontana realizzata da Giacomo della Porta per Piazza Montanara, che dal 1973 è stata trasferita a piazza S. Simeone ai Coronari. Questi due spiazzi definiscono un vuoto centrale sottolineato dalle alberature che lo circondano: i pini, gli aranci selvatici disposti concentricamente, i cespugli di oleandri posti in vasi su basi di travertino che, collocati ai due lati e del vuoto del viale, sottolineano interamente lo spazio verso il belvedere.


DISEGNI / ELABORATI

MODELLI CAD
Planimetria
Elton

ALTRE INFORMAZIONI

L'ingresso principale venne decorato sovrapponendovi, nel 1937, il portale della distrutta Villa Balestra (sulla via Flaminia), sulla cui area, nel '51, venne realizzato un giardino pubblico (De Vico Fallani, 1985).


BIBLIOGRAFIA

DE VICO FALLANI, Massimo. Raffaele de Vico e i giardini di Roma. Firenze: Sansoni Editore, 1985.

BIANCHI, Arturo. La sistemazione dell'Aventino. In: Capitolium. 1929, n. VII, p. 229-240.

MARIGNANI, Eugenio. Un giardino pubblico sull'Aventino. In: Capitolium. 1932, n. X, p. 224-231.