Piscina del Centro Sportivo Romanina
Blow Up Architetture - Noos Architetti
Via Benigno di Tullio, 13, 00173 Roma, Italia, -2010

Il Centro Sportivo Romanina fa parte del Piano di Zona denominato “D5 bis Romanina”, che prevedeva la realizzazione di un parco urbano e di un centro sportivo a servizio del quartiere residenziale del VII Municipio. L’edificio, inaugurato nel 2012, ospita due piscine, una per adulti e una per bambini, e si colloca tra l’area residenziale della Romanina e un’ampia area non edificata che, secondo le indicazioni di piano, avrebbe dovuto ospitare il parco urbano. Il Centro Sportivo si interpone quindi tra il tessuto residenziale della periferia romana ed un tratto di campagna ormai incolta e in stato di abbandono. Nonostante un sensibile ridimensionamento del programma funzionale, la costruzione rivendica una propria autonomia formale nel chiaro contrasto che determina con gli edifici residenziali circostanti, contrapponendo ad un contesto anonimo un organismo edilizio formalmente riconoscibile, un segno deciso che con la sua volumetria sembra porsi come interruzione dell’edificato preesistente, quasi a proteggere il vuoto che avrebbe dovuto accogliere il parco. La morfologia dell’impianto è piuttosto semplice: due volumi che si intersecano in maniera quasi elementare. Il primo volume, un parallelepipedo alto quasi 9 metri, largo 29,50 e lungo 48, è riservato alle piscine; il secondo ospita tutti gli spazi di servizio e supporto per le attività del centro, e si configura come un estruso che si incastra sotto il primo corpo, sviluppandosi prevalentemente nella direzione orizzontale. La logica compositiva viene confermata dalla scelta dei materiali: il corpo delle piscine è interamente rivestito da superfici vetrate, parzialmente traslucide lungo i prospetti longitudinali, mentre il sistema dei servizi, opaco, è realizzato in cemento armato facciavista verniciato di bianco. Si determina così un rapporto con l’esterno del tutto differente: lo spazio per lo svolgimento delle attività sportive risulta permeabile alla luce e si apre verso il paesaggio dell’agro romano. Il volume dei servizi, di contro, si confronta direttamente con gli edifici residenziali, e rifiuta ogni relazione con il contesto, chiudendosi in un guscio opaco. La copertura della piscina, composta da pannelli in multistrato, è sorretta da dieci portali in legno lamellare sbiancato. All’esterno l’immagine del Centro è fortemente segnata dalle differenti tonalità di verde delle vetrate dei prospetti longitudinali. Osservata dall’interno, questa grande vetrata policroma, come un immenso caleidoscopio, diventa un filtro attraverso il quale guardare e rileggere il contesto. L’accesso alla struttura avviene attraverso il corpo dei servizi, attraverso lo spazio di ingresso si viene condotti alla zona spogliatoi, posizionati in continuità con la zona delle vasche, a quella del ristoro e al livello superiore. Qui si colloca uno spazio ricreativo, oggi utilizzato come palestra, che si affaccia sulle piscine richiamando alla memoria il ballatoio progettato da Luigi Moretti nella Piscina dell’ex-Gil a Trastevere. Il livello interrato accoglie tutta l’impiantistica in modo da lasciare libere le coperture dell’edificio che, essendo visibili dagli edifici limitrofi, si configurano come una quinta facciata.


DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
Costruttori romani
Fonte

BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma, Guida all’architettura moderna, 1909-2011. IV Edizione Roma: Editori Laterza, 2012, ISBN 978884209917.

GIANCOTTI, Alfonso. Tanto al metro quadro. Roma: Prospettive Edizioni, 2008, ISBN 9788889400296.