Ponte Duca d’Aosta
Vincenzo Fasolo
Ponte Duca D'Aosta, Roma, RM, Italia, 1935-1939

Il Ponte Duca d ’Aosta, noto anche come Ponte del Foro Italico, collega il Lungotevere Flaminio a Piazza Lauro De Bosis. E’ intitolato ad Emanuele Filiberto Duca d’Aosta, glorioso comandante della III armata durante la prima guerra mondiale. Perfettamente in asse all’obelisco di Mussolini, il ponte rappresenta lo scenografico ingresso al Foro Italico, allora Foro Mussolini, frutto dell’ingegno dell’architetto Enrico Del Debbio, che progettò l’intero complesso sull’asse di un futuro ponte di collegamento al quartiere Flaminio. Il Ministero dei Lavori Pubblici bandì, nel 1935, un concorso-appalto per la progettazione e realizzazione del ponte a cui parteciparono molte ditte specializzate supportate dai propri architetti di fiducia. Furono presentati 18 progetti tra cui alcuni firmati da architetti del calibro di Morpurgo, Aschieri, Vaccaro e Del Debbio, che evidentemente teneva a completare con il ponte il complesso frutto del suo lavoro. Vinse il concorso l’architetto Vincenzo Fasolo e si aggiudicò l’appalto l’impresa Aureli. Il progetto presentato da Fasolo, con calcoli delle strutture di Antonio Martinelli, consiste in un ponte in cemento armato ad arcata unica,nonostante ne abbia tre, perché le due arcate laterali non poggiano sul fiume,ma sulle sponde e fungono da sfiatatoi in caso di grandi piene. I lavori di costruzione iniziarono nel Giugno 1936 e si conclusero nel 1939. La grande arcata in cemento armato ha una lunghezza di 100 m ed è realizzata tramite costoloni di altezza variabile (1,40 m all’imposta e 65 cm in chiave) e con una sezione piena per circa 30 m nella parte centrale, in questo modo l’intera struttura,che di fatto è piuttosto snella, risulta avere una linea molto elegante. Le arcate laterali sono impostate ad una quota superiore rispetto a quella dell’arcata principale ed hanno una ampiezza di 25 m. In totale il ponte raggiunge una lunghezza di 222,30 m ed una larghezza di circa 30 m, di cui 21 m sono occupati dal manto stradale mentre il resto è costituito da due marciapiedi di 3,90 m ciascuno. Il sistema delle fondazioni fu realizzato con cassoni autofondanti di 5,20 m di altezza e poggianti su pali in cemento armato. L’intera opera è rivestita in travertino di Tivoli ed è impreziosita alle testate da cippi ,sempre in travertino, decorati con altorilievi narranti le gloriose gesta della III armata sui fiumi Isonzo, Tagliamento, Sile ed Adige e realizzate da quattro scultori: Ercole Drei, Domenico Ponzi, Oddo Valenti e Vico Consorti. Il progetto di Fasolo non si limita al solo disegno del ponte, ma propone anche delle monumentali gradinate che invitano alla discesa verso il fiume e che, nelle sue intenzioni, avrebbero dovuto dar vita ad una passeggiata attrezzata per lo sport.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Calcestruzzo gettato: 35˙000 m³
Rivestimento in travertino: 10˙000 m²


BIBLIOGRAFIA

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DELLI, Sergio. I ponti di Roma: storia e aneddoti, arte e folklore sulle due rive del Tevere e dell'Aniene. Roma: Newton Compton Editori s.r.l, 1977, ISBN .