Ponte Pietro Nenni
Luigi Moretti
Ponte Pietro Nenni, 067, 00192 Roma, Italia, 1965-1974

Nell’ambito del concorso-appalto del 1961 per il tronco Termini-Risorgimento della linea A della metropolitana, Metroroma, la società vincitrice, affidò a Luigi Moretti e Silvano Zorzi l’incarico di risolvere il problema dell’attraversamento del Tevere nel tratto congiungente la stazione di piazzale Flaminio con la stazione di Lepanto. Scartata una prima ipotesi di galleria sotterranea, nel 1963 il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, chiamato per aggiudicare la gara, decise per la realizzazione di un nuovo ponte, invitando le ditte partecipanti a riadattare i propri progetti. Le uniche prescrizioni riguardarono il numero massimo dei piloni – non più di due -, l’ampiezza della luce centrale – non meno di 39 metri – e la presenza di almeno due tratti carrabili accanto alla sede ferroviaria. L’appalto venne affidato alla società Metroroma nel 1967; nel 1968 fu completato il progetto esecutivo, ma i lavori iniziarono solo nel 1971.

Il ponte, oggi intitolato a Pietro Nenni, è studiato in modo da comportare un minimo impatto visivo e limitati interventi di adattamento delle zone di attacco al lungotevere. Composto da un sottilissimo profilo in cemento armato precompresso, si riduce ulteriormente nella corsia centrale per consentire alla metropolitana di scorrere ad un livello più basso rispetto alle macchine; è sorretto da due piloni in alveo dal profilo tronco-conico rovesciato. L’impalcato in cemento armato, curvo nell’intradosso per non offrire fronti rigidi ad un’eventuale piena del Tevere, viene messo in opera in un’unica gettata; oltre a consentire uno spessore minimo, questo espediente garantisce al ponte un comportamento statico a piastra monolitica. Lasciato a vista, il cemento armato viene trattato con particolare cura per evitare giunti e viraggi di colore e per creare un effetto di materiale uniforme e morbido, non molto dissimile dal travertino. I piloni, rivisitazione in chiave contemporanea delle tradizionali versioni sagomate a goccia, hanno una struttura a parete sottile e sono provvisti di un profilo idrodinamico, con due differenti teste a monte e a valle per offrire una minima resistenza alla corrente del fiume. Assimilabile ad una volontà di correzione ottica, la leggera curvatura del profilo aumenta la percezione aerea del ponte, resa ancor più esplicita dalla sottile ombra che separa i piloni dalla piastra.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Noto per lungo tempo come "ponte della metropolitana", nel 1978 il quotidiano romano Il Tempo, facendosi "voce di un vivissimo desiderio espresso dai più qualificati ambienti culturali della Capitale", propone di intitolare il ponte a Moretti, come riconoscimento "ad un figlio di Roma il quale ha portato all'estero la testimonianza del genio italiano". Il ponte fu però poi dedicato allo statista Pietro Nenni, scomparso proprio nell'anno dell'inaugurazione (1980).


BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma, Guida all’architettura moderna, 1909-2011. 4 Roma: Editori Laterza, 2012.

ROSTAGNI, Cecilia. Luigi Moretti 1907-1973. Milano: Mondadori Electa, 2008.

GRECO, Antonella, Gaia REMIDDI. Luigi Moretti. Guida alle opere romane. Roma: Palombi, 2006.

X, X. X. In: L'industria delle costruzioni. 1974, n. n°39, gennaio-febbraio, p. X.