Progetto di ristrutturazione, adeguamento e restauro del parco della Villa Ginnetti
Monica Sgandurra e Fabio Di Carlo
villa Ginnetti Velletri, Roma, Italia, 2010-2010

Il tema principale del progetto è stato la riabilitazione di un giardino storico che faceva parte di una molto più grande tenuta nobiliare ed era stato lasciato in stato di abbandono. L’obiettivo è stato quello di rendere nuovamente accessibile il giardino in modo da offrire nuove opportunità di fruizione pubblica ripristinando le superfici orizzontali e i percorsi. Il parco fa parte della Villa antica del Cardinale Marzio di Ginnetti a Velletri, completata nel XXVII secolo, sotto la direzione di Carlo Fontana secondo i canoni barocchi: un grande prato davanti alla villa, caratterizzato da geometrie e arte topiarie, scalinate e fontane. Ampi viali ombreggiati seguono la topografia contraddistinta da terrazze naturali. Nel XIX secolo del parco rimane solo una piccola area, che fu completamente ridisegnata e vi furono piantati alberi, principalmente sempreverdi.

Il progetto

All’inizio del progetto, la Villa riversava in uno stato di quasi totale abbandono. Della struttura originale erano rimasti solo un portale d’ingresso e un Ninfeo più una serie di ruderi di marmo sparsi. Delle trasformazioni del XIX secolo erano invece rimasti i percorsi e una superficie composta da alberi, principalmente da conifere e lecci, piuttosto disordinata ma importante poiché unico elemento di vegetazione. Le principali azioni di progetto sono state l’estensione delle aree terrazzate e la ristrutturazione dei percorsi esistenti, insieme alla creazione di nuovi percorsi che permettono l’accesso alle persone con disabilità. Per quanto riguarda la vegetazione, è stata intrapresa una manutenzione significativa e sono stati introdotti alberi in fiore, in combinazione con arbusti intermedi e bordure di erbacee vicino ai percorsi. È stato creato anche un sistema di “isole” in aree semi-ombreggiate con bulbi a fioritura stagionale. Le isole hanno una forte capacità di riproduzione ed hanno creato un sottobosco percettivamente impressionante di fiori.

Il sistema dei percorsi

Poichè i percorsi seguono la pendenza del terreno, sia la creazione di nuovi percorsi accessibili e sia la ristrutturazione di quelli esistenti, hanno avuto un ruolo speciale nel progetto.

In particolare:

Il Sentiero dei reperti, si configura come una sequenza di elementi marmorei recuperati insieme ad un impianto di diverse varietà di Prunus. Il percorso mette in mostra la complessità del sito oltre ad avere l’importante ruolo di collegare la città storica e la città moderna;

Un nuovo percorso accessibile a persone disabili segue la curva che taglia il pendio diagonalmente e collega le diverse piazze interne del progetto. Questo percorso presenta dispositivi tattili tradizionali (Loges) insieme con elementi sensuali e olfattivi per i non vedenti. I sensi sono direttamente stimolati da vegetazione arbustiva con fogliame duro e morbido combinato con una gamma di fragranze alternate, ciò impedisce la perdita di orientamento spaziale.

Il percorso del Ninfeo rimodella, attraverso la presenza di fontane e in maniera minimalista e contemporanea, le scale barocche del giardino originale. Il sentiero, fatto in pietra, è perfettamente integrato nella foresta esistente. Così il ‘barocco’ è mediato dal ‘sublime’ e dal mistero del bosco. Il percorso e le sue fontane sono quasi una scoperta.

Da un punto di vista tecnico tutti i percorsi e le piazze sono state costruite con pavimentazione permeabile. Lo schema dei percorsi è simile a quello originale: ai lati vi sono canali di drenaggio di ciottoli (basalto), mentre l’asfalto è stato sostituito da un terreno stabilizzato con una speciale componente vincolante per le sezioni inclinate. Le aree estese sono state realizzate anch’esse con terreno stabilizzato. Tutti i substrati sono stati realizzati riciclando i materiali di scarto dalla demolizione delle strutture esistenti.

 


BIBLIOGRAFIA

. Monica Sgandurra. In: Paisea Dos. 2011, n. 6, .