Quartiere di Rozzol Melara
Studio Celli-Tognon : Carlo e Luciano Celli, Dario Tognon
Via Carlo Forlanini, 32, 34139 Trieste TS, Italie, 1969-1983

Il quadrilatero Rozzol Melara” si trova sul lato orientale di Trieste (4 km a est del centro), sul pendio della collina esposta ai venti del nord, in una posizione panoramica verso il golfo di Trieste, in cima a una valle che domina la città e il mare, a poco più di 200 metri di altitudine. A causa delle sue dimensioni gigantesche, questo enorme complesso residenziale caratterizza fortemente il paesaggio urbano della città  e diventa il protagonista dell’orizzonte di Trieste da un lato all’altro del golfo. Questa condizione fu parzialmente modificata dalla successiva costruzione di ulteriori alloggi sociali, insieme ai confini nord e ovest del complesso, nonché di piccole case sparse sul pendio della valle del Rozzol.

Gli obiettivi principali erano di costruire un’area urbana semi-indipendente, piuttosto che un semplice edificio residenziale, dotato di tutti i bisogni di base (negozi, scuole, strutture pubbliche) ; e di creare, attraverso abitazioni ad alta densità, un epicentro per lo sviluppo futuro di un ambiente più ampio che gravitasse intorno al complesso.

Il progetto è costituito da due corpi a forma di L, uno di doppia altezza rispetto all’altro, raggruppati attorno ad una grande corte al centro. Le due ali sono collegate da un sistema di passaggi coperti e servizi collettivi, formando una grande croce nel cortile centrale.

Il grande quadrato della corte centrale è lambito lateralmente da due arterie principali (via Carlo Forlanini e via C. de Marchesetti) che si collegano direttamente al percorso interno di via Louis Pasteur, una strada diagonale attraversa il cortile e serve un garage sotterraneo a due piani. Questo sistema di percorsi rende aperto il quartiere trasformando la corte centrale in un luogo per la città e mettendolo facilmente in collegamento con il centro di Trieste. Gli edifici poggiano su pilastri alti per gestire la differenza di altezza della collina, consentendo il passaggio diretto dal cortile verso l’esterno e viceversa.

L’immagine del progetto è sicuramente quella di un edificio compatto e unitario sia in termini funzionali che in termini architettonici e formali, sempre secondo una grande idea di monumentalità. Le facciate, completamente realizzata in cemento armato a facciavista sono scandite da piloni verticali distanziati di 15 metri, che scendono fin al piano terreno e creano dei grandi porticati, definendo così un marcato attacco a terra dell’edificio. La geometria del dispositivo della scatola offre immediatamente all’occhio, gli elementi formali essenziali che rivelano il modo di vivere degli abitanti.

Il primo livello è occupato da un piano ospitante attività commerciali e da una promenade di circa 4 metri di larghezza sopraelevata da terra. Il ruolo commerciale affianca quello di passeggiata panoramica e di accesso ai sistemi di risalita. Infatti, su questo percorso si innestano tutti i vani scala per l’accesso ai piani residenziali.

Tale percorso è accessibile tramite una passerella sospesa coperta che taglia l’intera corte e finisce in quota all’esterno, anch’essa attrezzata con negozi per beni di prima necessità. Gli alloggi, tutti mediamente di 80,00 metri quadrati, sono in linea e con doppio affaccio verso l’interno della corte e verso l’esterno. Quindi godono di molta luce e di una vista panoramica della città, del mare e della collina. Le grandi logge definiscono un disegno di facciata estremamente lineare e pulito che si ripete sia all’interno che all’esterno.

La griglia che disegna l’intero progetto divide gli spazi, organizza i percorsi e gestisce la relazione tra spazio pubblico e spazio privato. Lo spazio aperto mirava a consolidare le relazioni all’interno della comunità. Gli spazi creati sono tipicamente urbani (la piazza, la strada pedonale). Ci  sono luoghi per organizzare gli eventi sociali per l’intero quartiere, come un auditorium posizionato vicino al centro sociale situato all’incrocio dei servizi. Alcuni di questi spazi collettivi non sono stati progettati per ospitare strutture ma incoraggiano il coinvolgimento degli abitanti nella creazione del loro ambiente di vita. Dopo aver identificato le categorie di residenti e le loro esigenze, varie aree aperte sono state progettate per adattarsi a fasce d’età diverse. Nelle intenzioni dei progettisti questo aggregato di cellule, unito agli spazi collettivi e alimentato dall’alta densità di abitanti, avrebbe permesso di sviluppare “nel modo più conveniente” le relazioni sociali.


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

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. Quartiere IACP Rozzol Melara Trieste - 1968. In: Casabella: rivista internazionale di architettura e urbanistica. 1976, n. 419, p. 56-57.