Quartiere di Vigne Nuove (piano di zona n.7)
Lucio Passarelli
Via delle Vigne Nuove, 1, Roma, 00139 RM, Italia, 1971-1979

Il quartiere di Vigne Nuove, nella periferia nord di Roma, fu affidato nel 1972 dallo IACP di Roma a un gruppo di progettisti coordinato da Lucio Passarelli. Il quartiere fa parte di un piano di finanziamenti della GESCAL del 1969 che prevedeva la costruzione di alloggi e attrezzature collettive. Il complesso, costituito da 524 alloggi per 3300 abitanti, occupa un’area triangolare di 8 ha: da est degrada verso ovest con una pendenza pronunciata, individuando un vertice che si affaccia sul centro città. La planimetria è costituita di due sistemi distinti: – Un percorso pedonale: composto da una passerella che supera il dislivello del terreno(da ovest verso est), sulla quale si distribuisce una maglia di attrezzature collettive di uno o due piani. Si innerva al centro dell’area una linea di alloggi duplex che termina con un edificio scolastico. – Un sistema residenziale: due edifici continui (A e B) sul lato est (via delle Vigne Nuove) che legano due vertici del triangolo, ed un altro (C) sul lato nord (via G. Conti). Gli edifici, con identica struttura formale, sono posizionati in modo tale che gli spazi interni siano circoscritti con alti fronti, ma senza chiudere il perimetro dell’area. A questi edifici di 7-8 piani, oltre a un livello porticato e un piano garage, si aggiungono torri cilindriche esterne al corpo di fabbrica, che stabiliscono la differenza tra edilizia pubblica e privata, contenendo le scale e gli ascensori. L’aggregazione in linea degli alloggi è misurata da una maglia strutturale scandita dall’alternarsi di una campata grande (7,5 m di interasse) e da una piccola (3 m), dove sono accentrati cucine e bagni e relative tubazioni verticali in una disposizione che si ripete per tutti i piani e per tutti i tipi di alloggio. Il succedersi di campate grandi e di campate piccole, quest’ultime concluse sui due fronti esterni con una loggia, determinano il ritmo dei prospetti. La continuità delle finestre a nastro è interrotta da una separazione dei pannelli di tamponamento, in corrispondenza dell’asse delle logge, in modo da formare una lunga e verticale fessura che forma un disegno dai forti toni chiaroscurali. Il rivestimento esterno è in pannelli di cemento e graniglia di marmo rosa.

La distribuzione esterna e l’alternanza delle campate consentono una libertà nella partizione dell’alloggio: gli elementi separatori possono essere costituiti da armadi, setti murari o pennelli mobili. Tutto questo discorsointroduce il concetto di trasformabilità e adattabilità, che presuppone un coinvolgimento dei futuri utenti nella fase progettuale e in quella dell’assegnazione degli alloggi. Gli alloggi simplex, la gran parte di tutto l’intervento, sono stati suddivisi con partizioni tradizionali in muratura: in modo da avere due o tre camere da letto secondo lo schema usuale di aggregazione degli alloggi in linea. L’alloggio simplex è misurato dal modulo (loggia-bagni-cucina-loggia ) che divide la zona letto dalla zona giorno, aperto a diverse configurazioni. L’edificio A e l’edificio B contengono, rispettivamente ai primi due livelli e agli ultimi due, alloggi duplex. Nel primo caso la scala di collegamento interna è parallela alla tessitura del solaio e non comporta variazioni strutturali rispetto ai livelli superiori; nel secondo caso la scala interna è ortogonale alla tessitura del solaio, con variazioni strutturali degli ultimi due livelli dell’edificio. La distribuzione interna è simile, ed è caratterizzata dal fatto che ogni due alloggi uno ha una camera da letto allo stesso piano del ballatoio di accesso. L’immagine a cui l’architetto ricorre, in tutto il complesso, è quella della cinta muraria. La grande dimensione, con numerosi abitanti insediati in un edificio unitario e le conseguenti attrezzature collettive, apparve ai progettisti come condizione necessaria per diminuire la sensazione di lontananza dalla città, per raggiungere quell’effetto urbano che mancava nella confusa periferia romana.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Superficie totale: mq. 550.000
Superficie residenziale: mq 156.000
Servizi pubblici: mq.81.000


BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2011. Roma: Laterza, 2012.

DI GIORGIO, Giorgio. L’alloggio ai tempi dell’edilizia sociale: dall’INA-CASA ai PEEP. Roma: Edilstampa, 2011.

REMIDDI, Gaia. Il moderno attraverso Roma: guida a 200 architetture e alle loro opere d’arte. Roma: F.lli Palombi, 2000.

DE GUTTRY, Irene. Guida di Roma moderna: architettura dal 1870 a oggi. Roma: De Luca, 1978.

LENCI, Ruggero. Studio Passarelli, cento anni cento progetti. Milano: Electa, 2006, ISBN 978-88-370-4204-3.